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Vedete, sono uno di voi

Vedete, sono uno di voi

Sabato 8 aprile - Ore 21:00
Domenica 9 aprile - Ore 21:00

Ingresso unico: 4.00 €

Domenica pomeriggio: Ballerina

La storia personale di un protagonista di questo nostro tempo. Accompagnati dalle sue parole, intessute da memorie visive, gli Autori ripercorrono accadimenti e atti dell'uomo Carlo Maria Martini per conoscere come questo importante rappresentante della Chiesa cattolica ha speso i giorni della sua vita rigorosamente fedele alla sua vocazione e ai suoi ideali.

Regia: Ermanno Olmi, Giacomo Gatti

Soggetto: Marco Garzonio, Ermanno Olmi

Sceneggiatura: Marco Garzonio, Ermanno Olmi

Fotografia: Fabio Olmi

Montaggio: Paolo Cottignola

Suono: Francesco Liotard, Paolo Cottignola

Vedete, sono uno di voi

cinematografo.it - Fondazione ente dello spettacolo ****- Lontano dal santino, dentro la fede: Carlo Maria Martini secondo Ermanno Olmi, e viceversa. Umano, molto umano

Il titolo dice tutto. Dice del vedere il film, e dice del voi a cui è indirizzato: quel voi siamo noi, ma anche Carlo Maria Martini ed Ermanno Olmi. In realtà, abbiamo un dubbio, ed è in quel sono: non è prima persona singolare, ma terza plurale, sono Olmi e Martini insieme.

Il documentario è Martini secondo Olmi, ma anche Olmi secondo Martini, e dunque Martini e Olmi secondo noi spettatori e viceversa: non casualmente, il controcampo è sovente campo, e sempre ineludibile, ed è la Storia. vedete, sono uno di voi passa in rassegna il nazifascismo, dall’ora delle decisioni irrevocabili del 10 giugno 1940 al cadavere di Mussolini preso a calci in testa a Piazzale Loreto, gli anni di piombo e le vittime del terrorismo, quali Vittorio Bachelet e Aldo Moro, Tangentopoli e la discesa in campo di Berlusconi, che perlustra l’hinterland a scopo edilizio e viene tallonato dall’Olmi che sferza in voce over la “Milano infestata da tre pestilenze: solitudine, corruzione e violenza”.

Si riafferma, senza tema di smentita, come non sia possibile essere uomini, sacerdoti, pastori, registi senza essere nel mondo: farsi prossimo alla Storia, senza essere del mondo, farsi – Martini – punto focale per credenti e non credenti, ovvero cristianamente farsi Uomo.

Nato da famiglia torinese altoborghese il 15 febbraio del 1927, novizio nella Compagnia di Gesù appena diciassettenne, dottore in teologia alla Gregoriana, entrando in Duomo il 29 dicembre del 1979 Martini ancora “non sapeva – dice Olmi – che cosa fosse una lettera pastorale, perché era un uomo di scienza. Ma subito comprese come calcare le strade dell’umanità fosse in quel momento più importante di ogni libro”.

Una comprensione in Cristo e per Cristo che Olmi riconsegna sullo schermo con un documentario semplice e profondo, radicale e commovente, in cui il vedere (il mondo) e l’appartenere (al genere umano) sono viatico democratico, anelito di giustizia, prospetto di pace. Lontano dal santino, dentro la fede: Carlo Maria Martini, uno di noi. (Federico Pontiggia)

La critica

"(...) il film, col tocco magico di Olmi che rende interiore un movimento di macchina, uno sguardo, anche uno spezzone di storia, è un viaggio nel passato non rimosso (...) una biografia ufficiale del grande mistico e padre della Chiesa (Olmi dixit) che si snoda e si confonde con quella dell'autore e la storia del suo cinema in cerca di capire il presente in cui viviamo. Ragioni sufficienti per non perderlo." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 16 marzo 2017)

"(...) un documentario che, con il suo firmatissimo montato di immagini, è anche una densa summa del cinema del regista asiaghese. Non che Olmi si sostituisca al suo protagonista, di cui segue con sintetica sapienza narrativa le fasi di vita, dall'infanzia serena all'illuminato vescovato di Milano; ma è chiaro che fra i due esiste un legame. (...) Tradotto in operato religioso questo è il mondo del Cardinale Martini; sublimato poeticamente sullo schermo questo è il mondo di Olmi." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 16 marzo 2017)

"Con delicatezza e pudore, ritrovando la poesia di un tempo, Ermanno Olmi racconta vita e vocazione del cardinale Carlo Maria Martini (...). Magnifiche immagini d'epoca, in bianco e nero, in gran parte dalle Teche Rai e dagli archivi vaticani, accompagnano la cronistoria delle vicende umane e religiose di un grande, pur se discusso, uomo di Chiesa, cui dà voce, con il suo riconoscibilissimo timbro, pacato e sereno, lo stesso regista." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 16 marzo 2017)

"Realizzato in strettissima collaborazione con Marco Garzonio - che del cardinale continua a essere il più autorevole conoscitore e interprete - 'vedete, sono uno di voi' è qualcosa di più complesso rispetto al pur accurato documentario che ci si potrebbe aspettare. La mole dei materiali d'archivio è imponente e proviene in gran parte dalla dotazione di Istituto Luce - Cinecittà, che ha prodotto il film insieme con Rai Cinema. A scandire il racconto sono però le riprese appositamente effettuate da Olmi, che riserva per sé anche il ruolo del narratore. Le parole che ascoltiamo appartengono tutte, rigorosamente, a Martini: sono tratte dai suoi scritti, riprese dalle interviste, a volte ricavate da interventi estemporanei. Ma la voce che ascoltiamo è quella di Olmi, riconoscibilissima nella tonalità un po' roca, nella cadenza lombarda che in più di un'occasione provoca un salutare sfasamento nel confronto con l'originale. Di sequenza in sequenza, questo diventa sempre più il Martini di Olmi. E di Garzonio, certo, il cui contributo risulta decisivo non sono nel certosino lavoro di cucitura delle citazioni, ma anche nella visione complessiva del racconto biografico. (...) Il ritratto che ne risulta ci restituisce un Martini forse meno convenzionale, ma non per questo meno somigliante. Olmi - che riutilizza molte scene tratte dai suoi stessi film, in particolare da 'E venne un uomo', su Giovanni XXIII, e l'ancora attualissimo reportage poetico 'Milano 83' - insiste sulla dimensione sociale e civile della testimonianza di Martini (...). La dimensione spirituale è tutt'altro che trascurata, come dimostra l'attenzione riservata al metodo introspettivo della lectio divina, ma non è mai isolata dal tumulto della storia (...)." (Alessandro Zaccuri, 'Avvenire', 11 febbraio 2017)

"Il rischio dell'agiografia era sensibile: come raccontare il cardinale Carlo Maria Martini (...) senza farne un santino? Semplice, mettendo un peso massimo della cultura, e della spiritualità, sull'altro lato della macchina da presa: Ermanno Olmi. L'ottantacinquenne regista ha scritto, a quattro mani con il giornalista Marco Garzonio, e diretto il documentario 'vedete, sono uno di voi' (...). Pregio ineludibile del film, che riconsegna il cineasta di Treviglio in splendida forma a tre anni di distanza da 'torneranno i prati', è il suo essere non solo un Martini secondo Olmi, bensì un Olmi secondo Martini (...)." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 11 febbraio 2017)

"Come succede nei progetti meditati di autori profondi, dotati di forte personalità artistica e civile, man mano che la voce di Ermanno ci accompagna nella biografia di Martini diventa difficile distinguere le parole del cardinale, la loro pregnanza e chiarezza, dal bisogno di Olmi di riconoscersi, di pronunciarle e trasmetterle alla platea. Con toccanti incursioni d'archivio tra storia e cronaca dagli anni '30 a oggi (...) è la parabola di Olmi sul '900 in accordo con l'insegnamento spirituale ed etico di Martini." (Silvio Danese, 'Il Giorno - Milano', 11 febbraio 2017)

Ermanno Olmi

CentoChiodi Vedete, sono uno di voi - Ermanno Olmi

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