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Classificazione delle opere cinematografiche

Il decreto legislativo 7 dicembre 2017, n. 203 ha riformato la materia della revisione cinematografica dettando nuove disposizioni in materia di classificazione delle opere cinematografiche con riguardo ai profili organizzativi, procedimentali e sanzionatori.

In base alla nuova disciplina le opere cinematografiche sono classificabili, in base al pubblico di destinazione, nel modo seguente:

 Opera per tutti Opere per tutti
 Opera non adatte ai minori di anni 6 Opere non adatte ai minori di anni 6
Opera vietata ai minori di anni 14 (salvo che non sia accompagnato da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale e abbia compiuto almeno 12 anni) Opere vietate ai minori di anni 14 (salvo che non sia accompagnato da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale e abbia compiuto almeno 12 anni)
Opera vietata ai minori di anni 18 (salvo che non sia accompagnato da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale e abbia compiuto almeno 16 anni) Opere vietate ai minori di anni 18 (salvo che non sia accompagnato da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale e abbia compiuto almeno 16 anni)

Sono considerati contenuti sensibili le scene che, in base alle categorie ed ai criteri di seguito indicati, potrebbero essere potenzialmente dannose per il minore. Essi sono ricondotti alle seguenti 6 categorie, con le connesse caratteristiche:

Violenza Violenza. Si fa riferimento a tutti i tipi di violenza, da quella fisica a quella psicologica, inclusi i casi
di stupro e molestie sessuali
Sesso Sesso. Le scene che presentano sequenze erotiche di vario tipo o riferimenti ad esse
Uso di armi Uso di armi. L’uso da parte dei personaggi di armi da fuoco, esplosivi, coltelli, etc.
Linguaggio e turpiloquio Linguaggio e turpiloquio. L’uso da parte dei personaggi di un linguaggio volgare o blasfemo
Uso di sostanze stupefacenti o alcol. L’uso ripetuto di alcol o il consumo di uno o più tipi di droghe
Discriminazione Discriminazione e incitamento all’odio. L’uso di comportamenti scorretti adottati da alcuni personaggi nei confronti di altri, per ragioni di razza, genere, orientamento sessuale, condizione fisica, etc

Il decreto legislativo 203 del 2017 introduce il principio di responsabilizzazione degli operatori cinematografici, chiamati a individuare la corretta classificazione dell’opera in base alla fascia d’età del pubblico destinatario e a sottoporla alla verifica della Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche.

Decreto e linee guida (PDF)


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