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Convegno - Spettacolo

Carlo Porta - Carnevale 1818

da un'idea di Enrico Beruschi
adattamento di Guido Oldano

e con

Ernesto Maria Rossi (attore)
Gianfranco Biggiggero (tenore)
Maestro Ugo Marino (pianoforte)

Carlo Porta

Carlo Porta nacque a Milano il 15 giugno 1775 in una casa posta all' incirca nell'odierna Via Manzoni, di fronte alla chiesa di San Francesco di Paola. Degli otto fratelli che nacquero tra il 1776 e il 1782 solo Baldassare e Gaspare sopravvissero. Il padre, Giuseppe Porta, era un uomo molto duro che comandava in famiglia come un vero dittatore, morì all'età di 94 anni nel febbraio del 1822. La madre, Violante Gottieri morì nel dicembre 1785, dopo molte gravidanze e molti parti, ad appena 41 anni. Quando la madre morì Carlo aveva dieci anni e mezzo e fu subito posto in collegio a Monza dove restò dal 7 febbraio 1786 al 16 agosto 1792. Imparò il latino, la matematica, il francese, la storia, un po' di musica e la versificazione italiana. Uscito dal collegio passò agli studi liceali nel seminario di Milano quale allievo esterno, ma li dovette interrompere per volere del padre che lo voleva contabile. Nel 1796 si trasferì a Venezia e lavorò come impiegato comunale per gli austriaci come il fratello Baldassare. Fu un periodo molto ricco per l'esperienza del Porta che ebbe anche una burrascosa relazione con una donna più anziana di lui, Andriana Corner Diedo. Alla fine del settembre 1799 Carlo rientra a Milano. Il 29 agosto del 1806 si sposa con Vincenza Prevosti, figlia di un orefice e vedova del ministro delle finanze della Cisalpina, Raffaele Arauco. Nel 1816 formò in casa sua, con gli amici più cari (T. Grossi, G. Berchet, E. Visconti, ecc.), la cosiddetta Cameretta, che non tardò a collegarsi con il Manzoni e più tardi con il gruppo del Conciliatore. Carlo optò per il dialetto come strumento d'apertura alla realtà contemporanea, ricollegandosi alla tradizione di Tanzi, Balestrieri, Maggi. Morì a Milano nel 1821, alla giovane età di 45 anni.

Tommaso Grossi

Nato a Bellano nel 1790. Passa la giovinezza presso lo zio prete a Treviglio; a 14 anni espulso dal seminario di Lecco, finisce gli studi a Brera (Milano); si laurea in legge a Pavia nel 1810; avvocato in Milano 1815. Nello stesso anno si autoaccusa di aver scritto la "Prineide" e viene solo ammonito dalla polizia austriaca. Nel 1817 aderisce al "Romanticismo" e nel 1818 scrive col Porta la comi-tragedia. Nel 1820 pubblica la novella "Ildegonda" con enorme successo; quindi il poema "Lombardi alla prima crociata" che nel 1843 verrà musicata da Giuseppe Verdi su libretto Solera; Nel 1821 alla morte del Porta, ne diventa l'editore per la prima vera pubblicazione della raccolta delle poesie con I'aggiunta dell' inedita comi-tragedia. E' del 34 il "Marco Visconti" romanzo storico. Nel 1838 chiude con la letteratura e esercita la professione di notaio fino alla morte avvenuta nel 1853 a causa di un incidente domestico.

Giovanni Maria Visconti duca di Milano

La storia è ambientata al tempo dei Visconti nel 1412. L' azione si svolge verso l'aurora, ma è ancora notte, e giunge fino all'alba del giorno successivo, dunque dura poco più di ventiquattro ore. Giovanni Maria Visconti, tiranno sanguinario, è l'usurpatore del Ducato di Milano alla morte di Barnabò Visconti, il cui figlio Estere vive in esilio a Monza. Da qui giungono a Milano, di nascosto, Lucchino del Majno e il suo uomo d'armi Biagio da Viggiù e si incontrano, fuori le mura, con altri congiurati per eliminare il despota. Biagio si arruola fra i soldati del Duca per infiltrarsi ed avere notizie sulla fidanzata di Lucchino, Violante, della quale non si sa la sorte dopo lo sterminio della sua famiglia. Noi consideriamo I'azione nel momento in cui Biagio si propone a Squarcia, comandante degli uomini del Duca: il dialogo di assunzione è esilarante e Biagio dà come credenziali il servizio presso tale Pandolfo che, ahinoi, viene portato in catene e fatto sbranare dai cani. Il sospetto su Biagio è immediato, dovrà sostenere un secondo colloquio di chiarimento che creerà il buio totale. Intanto, a sua insaputa, alcuni contadini lo hanno riconosciuto la notte con Lucchino: eccoci all' incontro con il vice di Squarcia, il dialogo Biagio-Gaiazzo mette il nostro definitivamente nel sacco. Lo usano come esca e arrestano Lucchino, a cui però Biagio riesce a comunicare che Violante è ancora viva.

L' approccio in carcere Lucchino-Violante, come già l'arresto del povero Pandolfo, avversario del Duca, così come l'inaspettata eliminazione del tiranno stesso li risolveremo un po' a nostro arbitrio con operazioni di autotrapianto; cioè togliendo larghe parti dei cinque atti e inserendo in cambio dei lembi poetici di cui il Porta stesso è l'autore. Anche la lirica operistica ci dà una mano opportuna...

Gruppo di studio

La preparazione e la realizzazione del convegno-spettacolo si è fondata su una serie articolata di ricerche di carattere storico, letterario, sociologico e ambientale, affidate a:

Enrico Beruschi

Nato a Milano il 5 settembre 1941; attore professionista dal 1974 con esperienza di cabaret, televisione, cinema. Negli ultimi dieci anni si è dedicato al teatro di prosa contemporaneo con esperienze anche di musical, operette e classici.

Guido Bezzola

Milanese, ha insegnato letteratura italiana all'Università Statale di Milano. Ha pubblicato molto, anche su quotidiani e periodici in particolare sul Foscolo, Manzoni e Tommaseo e nello specifico "Le Charmant Carline", prima e unica biografia del Porta. Vive sul Lago di Lecco.

Franco Manzoni

Nato a Milano nel 1957, è laureato in Lettere Classiche, insegnante, traduttore dal greco e dal latino, poeta, epigrafista, critico letterario, giornalista, paroliere, collabora da 14 anni al "Corriere della Sera" (ha pubblicato più di 15000 articoli).

Roberto Marelli

Nato a Milano, ha recitato nella compagnia del Teatro Gerolamo. Insignito dell'Ambrogino d'oro, attore di prosa, cinema, radio, televisione e cabaret. Su Rai 2 ha raccontato settimanalmente il "Lunario Lombardo"; per Telenova ha ideato e conduce "Storie di Lombardia"; Per Canale 5 è l'amico Arturo nella sit-com "Casa Vianello".

Guido Oldani

Nato a Melegnano (MI) nel 1947; poeta e critico letterario è autore delle raccolte "Stilnostro" (1985) Ed. Cens; "Sapone" Ed. Kamen 2001. E' presente tra le altre, nelle seguenti antologie: "Poesia Italiane del II 900, Antologia virtuale ONU 2000"; "Il pensiero dominante poesia italiana (1970-2000)" Ed. Garzanti. Curatore dell' "Annuario di poesia" Ed. Crocetti.

Giovanni Pacchiano

Nato a Milano nel 1942. Insegnante di italiano e latino e poi Preside di Istituto Magistrale. Tra i libri: "Di scuola si muore". Attualmente si interessa di narrativa ed è critico letterario del Sole 24 Ore.

Quello che... non abbiamo fatto


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