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Tutta la vita davanti - di Paolo Virzì

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Una ragazza laureata finisce, come tanti della sua generazione, in un call center, alle prese con precariato lavorativo e sentimentale, colleghi alienati non meno dei loro dirigenti. Una commedia grottesca e surreale, ma non per questo meno realistica e a tratti poetica, che racconta il difficile inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.

Regia Paolo Virzì
Sceneggiatura Paolo Virzì
  Francesco Bruni

Isabella Ragonese Sabrina Ferilli
Elio Germano Massimo Ghini
Valerio Mastandrea Micaela Ramazzotti

La critica

"Dopo il semi passo falso di 'N ('Io e Napoleone') (dove si capiva che i meccanismi della commedia all'italiana, o di quello che è diventata, faticano a funzionare con i Grandi della Storia), 'Tutta la vita davanti' torna a guardare all'Italia di oggi, quella del lavoro precario e delle lauree che servono a poco o niente, quella del mito del successo e della televisione, della vita reale e di quella immaginata. In una 'confusione' di livelli di realtà che diventa anche un incrocio di generi e stili cinematografici, così che la lettura acre e svagata della commedia all'italiana si intrecci con levità poetizzante del sogno, cercando una strada che sembra voler mescolare la lezione di Monicelli con quella di Fellini. Con la passione civile del primo e il rimpianto della poesia del secondo." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 28 marzo 2008)

"Sì, ci sono pleonasmi (la voce fuori campo di Laura Morante) ed eccessi cinefili, come uno dei finali, ricalcato da 'Viale del tramonto', con Sabrina Ferilli al posto di Gloria Swanson. Ci sono anche eccessi letterari (citazioni della Arendt, di Heidegger, di Schmitt e Junger, con la rivoluzione conservatrice tedesca che entra nella commedia all'italiana!). Soprattutto ci sono gli esterni, tutti girati d'agosto, sempre col deserto urbano circostanti. Ma sono dettagli rispetto alla bravura della protagonista Isabella Ragonese e delle comprimarie: incantevole e spiritosa Micaela Ramazzotti, misurata e autoironica Sabrina Ferilli. Lato maschile, il sindacalista adultero di Valerio Mastandrea e il cottimista isterico di Elio Germano riflettono bene la condizione di trentenni che, comunque schierati, valgono poco. Cioè quanto i loro schieramenti." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 28 marzo 2008)

"Paolo Virzì riesce a mettere tutto insieme con grande professionalità, amalgamando racconti e generazioni con l'arte propria della cinematografia. Con coraggio non scontato fa uso dei mezzi che gli sono propri (utilizzo dei generi, della musica, dei luoghi, della fotografia, degli attori) per fare delle sue intuizioni grande racconto per lo schermo. E, ad aggiungere ulteriore merito al suo lavoro, raggiunge un risultato finale che piacerà a molti, moltissimi. A chi fa finta di non sapere, a chi si vergognerà nel riconoscersi parte in causa, a chi è sfruttato e magari ancora non se n'è accorto." (Roberta Ronconi, 'Liberazione', 28 marzo 2008)

"Magari tanti risvolti sfuggiranno ai più. Magari Paolo Virzì e Francesco Bruni suo compagno fisso di sceneggiature, che dalla culla si sono abbeverati a sorsate ghiotte alla fonte della commedia all'italiana, si saranno scocciati di sentirselo dire. E' un fatto che, nel suo esserne attuale e originale rilettura, 'Tutta la vita davanti' è una gerla traboccante di omaggi a quella tradizione. (...) Una brillante soluzione di sceneggiatura porta la Marta di Isabella Ragonese a ricomporre tutto, saperi ed esperienze di vita, nel saggio che le farà varcare l'ambita soglia di una prestigiosa università. Dove si formula un'audace chiave di lettura dell'oggi collegando Heidegger e call center, mito della caverna e reality show. (...) Tanto per non essere ipocriti: chi scrive si augura che questo film lo vedano in tantissimi, ma senza dimenticare di che stiamo parlando." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 28 marzo 2008)

"Tragicommedia divertente e seria. Al regista Paolo Virzì (livornese, 44 anni) piacciono i film che comprendono tutto: poveri e ricchi industriali del nulla, coralità e individualismo, Bene e Male, decadenza del sindacato e giovani senza futuro, ignoranza e cultura, l'Italia a rotoli e il lavoro che non c'è. 'Tutta la vita davanti' appartiene al genere: e la brava protagonista quasi debuttante Isabella Ragonese, insieme con un cast assai ben scelto di interpreti-amici contribuisce notevolmente alla sua riuscita." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 28 marzo 2008)

Francesco Bruni

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