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Sogni e Delitti - Woody Allen

Sabato 23 febbraio Ore 21:00
Domenica 24 febbraio Ore 16:00 e 21:00

Due fratelli tentano disperatamente di migliorare la loro difficile vita. Il primo è un giocatore d’azzardo cronico sommerso dai debiti fino al collo, l’altro un ragazzo innamorato di una bella attrice che ha conosciuto da poco. Pian piano la loro vita resta invischiata in una situazione sinistra dalle conseguenze profonde e infauste.

Regia Woody Allen
Sceneggiatura Woody Allen
Durata 1h 48'

Colin Farrell - Ewan McGregor
Hayley Atwell - Sally Hawkins
Andrew Howard - Tom Wilkinson
Tamzin Outhwaite - Mark Umbers

Vieni al cinema alla domenica sera. Costa meno!

Valutazione Pastorale (dal sito dell'Associazione Cattolica Esercenti Cinema ACEC)

Giudizio: discutibile, problematico, dibattiti

Il tema della colpa da espiare é centrale nella più recente produzione di Allen, e in particolare in questo suo trittico 'londinese' (dopo "Match Point", 2005 e "Scoop", 2006). Siamo messi, in modo inaspettato, di fronte a situazioni che rappresentano autentici intyerrogatibi esistenziali, perché richiedono scelte etiche e valoriali. Fare appello al superamento dei limiti é una delle strade possibili, ma poi, inesorabile, arriva il dubbio, il rimorso, il pentimento. Sempre più ripiegato su se stesso per raccontare l'amaro del vivere, Allen assomiglia all'ultimo Bergman, legato alla vita ma quasi desideroso di lasciarla, stanco e disilluso. Uno spruzzo di cinismo, un velo di nichilismo, una ventata di umorismo: così Allen cerca di esorcizzare l'arrivo delle vecchiaia. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come discutibile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, e da recuperare in altre occasioni per riflettere sulle evoluzioni/involuzioni della poetica dell'autore americano, ormai oltre la soglia dei Settanta anni. Attenzione é da tenere per i più piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

La critica

 Dalle note di regia: "Realizzare 'Cassandra's Dream' è stato per me un grande piacere. Innanzitutto, perchè ho avuto l'opportunità di lavorare con tre grandi attori per cui ho sempre nutrito un'immensa ammirazione ma che non avevo mai conosciuto prima di persona. E poi perchè ho trovato due giovani donne a me del tutto sconosciute che si sono rivelate davvero straordinarie. Questo è stato il mio secondo film realizzato con Vilmos Zsigmond, l'incisivo direttore della fotografia che garantisce ottimi risultati a qualunque regista, e il mio terzo film consecutivo girato a Londra, una città con una meteorologia perfetta per il mio modo di fare cinema e per il mio temperamento. Sono sempre stato interessato tanto al lato tragico quanto a quello comico della vita e, detto questo, non dovrei dire altro."

"Piccolo e magrissimo, la solita espressione triste dietro le lenti spesse. Si rivela un successo annunciato 'Cassandra's Dream', il nuovo film del 71enne regista americano presentato in prima mondiale a Venezia. 'Cassandra's Dream' è anche l'ultimo frutto dell'ispirazione drammatica del genio della commedia. Dove sono finiti l'umorismo fulminante, le proverbiali battute, la corrosiva satira di costume che hanno costruito il mito di Woody Allen? (...) Con 'Cassandra's Dream' siamo invece dalle parti di 'Match Point': stessi cieli uggiosi dell'Inghilterra invernale, stessa storia cupissima di un delitto senza castigo e dell'ineluttabilità del destino, nessuna battuta caustica ma un'ironia appena percettibile. Anche se questo nuovo film - magnificamente scritto, ben interpretato, capace di coniugare dramma e leggerezza - non possiede la forza "dostoevskiana" del precedente." (Gloria Satta, 'Il Messaggero', 3 settembre 2007)

"Sull'abbrivio trionfale di 'Match Point', il settantunenne Woody Allen ha preso gusto al noir esistenzialistico e agli sfondi londinesi. Tuttavia a 'Cassandra's Dream' fanno difetto l'acutezza psicologica, il sarcasmo morale e la classe narrativa del modello: non si tratta certo di un film da scartare, ma stavolta i valori si limitano ad emergere dalla bravura degli attori, dalla scioltezza del ritmo e dalla cupa fotografia firmata Vilmos Zsigmond. Dietro al titolo, che si riferisce all'omerica profetessa di sventure, prende forma, infatti, una replica d'autore sui temi della colpa, del rimorso e del castigo a metà strada fra il teatro greco classico e la simbolistica poesia di Dostoevskji. Ewan McGregor e Colin Farrell sono pressoché perfetti nell'incarnarsi in Ian e Terry, fratelli di basso ceto che tentano, ciascuno a suo modo, di conquistarsi un posto al sole nella sporca società contemporanea: (...) Il film sta tutto nel duetto tra Ian e Terry, dapprima annichiliti, poi tormentati e infine decisi, si fa per dire, a compiere un passo fatale da cui non c'è ritorno: il groviglio di eventi dai risvolti imprevisti e sfortunati s'insinua nei gesti e negli sguardi, nel rimpallo dei dialoghi e nei riflessi spenti di un cielo come macerato dalla goffa meschinità dei personaggi." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 3 settembre 2007)

"Il film è serio: i dialoghi, di tanto in tanto, virano sul paradossale e sull'ironico, ma la comicità abita altrove, Farrell e Mc Gregor sono stupendi e sembrano davvero fratelli, ma l'asso è Tom Wilkinson che disegna zio Howard come un diavolo-travet, un perfetto gentleman inglese con il mitra nella 24 ore. 'Cassandra's Dream' è un felice saluto di Woody Allen a Londra: il prossimo film, girato a Barcellona, sarà magari più solare." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 3 settembre 2007)

"Il film, comunque, ristagna molto, come ritmo e dialoghi, (...) Colin Farrell e Ewan McGregor non hanno aiutato eccessivamente la riuscita del film. Il primo è imbambolato fin troppo nel personaggio alla Bukowski, felice solo quando beve o scommette al cinodromo. Il secondo ha una sua truffaldina brillantezza, ma sempre tirata a lucido, senza nessuna ombra. Che, in un noir, è fondamentale." (Luca Mastrantonio, 'Il Riformista', 3 settembre 2007)

"In 'Cassandra's Dream' (il titolo che evoca sventure è il nome di un cavallo da corsa) di Woody Allen non recita lui, non si ride: il bel film girato a Londra sulla mancanza di coscienza, irresponsabilità, atonia morale attuale, è drammatico quanto 'Match Point' o 'Crimini e misfatti'. (...) Molto bello. Il dramma unito alla goffaggine ridicola dei protagonisti dà risultati sorprendenti. La bravura del direttore della fotografia Vilmos Zsigmond dà molto fascino ad alcuni luoghi (la pista delle corse dei cani, il porticciolo delle barche). I meccanismi perfetti di Woody Allen regalano al film profondità etica e insieme levità narrativa." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 3 settembre 2007)

"Non ci sono battute fulminanti, è il flusso visuale a far drammaturgia, e anche l'umorismo è indiretto. Ma Vilos Zsigmand tratta Londra e le sue ambiguità tonali come raramente ci è capitato di ammirare, da vero flaneur kafkiano dell'est Europa. Certo, non c'è mai Woody Allen in campo, forse rappresentato solo da un suo doppio, un attore della troupe teatrale che, quando scopre un duetto amoroso noioso tra la collega, protagonista della piece semi-porno, e il suo nuovo boy friend che si dà arie da gran riccone, ma è solo un conte Max, esclama, ed è la sua unica battuta: 'sono proprio fatti l'uno per l'altro, hanno il dovere di fare figli'. Woody Allen non ama molto i suoi personaggi, questa volta, ma il trio di attori sì, e loro riescono a rendere credibile, e quasi eccitante 'Cassandra's dream', un giallo più psicologico che antropologico, dove non conta chi è l'assassino, perché sono due e lo sappiamo subita senza scervellarci (il set è una Londra periferica)." (Roberto Silvestri, 'Il Manifesto', 4 settembre 2007)

Woody Allen

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