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Scusa ma ti chiamo amore

Venerdì 25 gennaio Ore 21:00
Sabato 26 gennaio Ore 21:00
Domenica 27 gennaio Ore 16:00 e 21:00
Sabato 2 febbraio Ore 21:00
Domenica 3 febbraio Ore 16:00 e 21:00

Niki e le sue amiche sono all’ultimo anno di scuola. Malgrado abbiano la maturità ne combinano ogni giorno di tutti i colori. Sfilate, feste, rave e tutti i possibili eventi anche fuori Roma. Alex è un “ragazzo” di quasi trentasette anni. Si è lasciato da poco e senza un vero perché con la sua fidanzata storica. Intorno a lui ruota un mondo complicato e divertente: i suoi genitori, le sue sorelle sposate e con figli e poi i suoi tre amici Enrico, Flavio e Pietro, anche loro tutti già sposati ma ognuno con le proprie particolarità. Alex è un pubblicitario e ha delle grandi responsabilità all’interno della sua azienda. Ma è appena arrivato un giovane rampante che mette a repentaglio il suo lavoro. E tutto questo non sarebbe niente se quella mattina Alex non incontrasse Niki. O meglio, se i due non si scontrassero.... Dell'omonimo romanzo di Federico Moccia.

Regia Federico Moccia
Sceneggiatura Federico Moccia

Raoul Bova Michela Quattrociocche
Veronica Logan Luca Angeletti
Ignazio Oliva Francesco Apolloni

Vieni al cinema alla domenica sera. Costa meno!

Valutazione Pastorale (dal sito dell'Associazione Cattolica Esercenti Cinema ACEC)

Giudizio: inconsistente, superficiale

Tematiche: Famiglia; Famiglia - genitori figli; Giovani; Sessualità

A voler rischiare si potrebbe parlare di "Moccia style". Lo scrittore romano colpisce ancora e qui, rotti gli indugi, fa anche il regista. Così tutto è sotto il suo controllo, e il copione è interamente rispettato: amori, amoretti da studentesse, coetanei maschi insignificanti, uomini maturi più interessanti, sentimenti distribuiti a peso, romanticherie diffuse e poco credibili, vicende di contorno che replicano fuori tempo quelle di certi 'yuppies' fine anni Ottanta. Oltre a questo, c'è poco altro da dire, se non che l'argomento in sé (storia d'amore tra una ragazzina e un uomo che ha il doppio dei suoi anni) é ovviamente tutt'altro che inventato, ma non è con prodotti colme questo che si può sperare di capirne qualcosa di più. Ne consegue che, dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come inconsistente, e del tutto superficiale.

Utilizzazione: in programmazione ordinaria il film può essere utilizzato, ben tenendo presente quanto detto sopra circa la sua prevalente banalità. Non sarebbe male poter avviare qualche contorno di idee sul modo così approssimativo di ritrarre certe fasce giovanili.

La critica

"Il bello è che, malgrado la materia, in questo film molto sicuro e curato ma chiuso e autoriferito come una bolla di sapone pariolina, tutto è sempre lieve, colorato, su di giri, senza peso. La sensazione è quella di trangugiare una coca cola con lo zucchero, o una cassata alla nutella. A molti piacerà. A noi tocca il ruolo del dietologo." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 25 gennaio 2008)

"Primo film diretto da Federico Moccia, 44 anni, romano, scrittore-fenomeno di romanzi sentimentali per ragazzi di gran successo (Tre metri sopra il cielo, Ho voglia di te), autore di testi per la televisione (Domenica In, I cervelloni, Ciao Darwin, Il treno dei desideri) e per spot pubblicitari (Caffè Splendid). Questa volta la storia include anche adulti: un pubblicitario di 37 anni (Raoul Bova) s'innamora di una liceale di 17 anni (Michela Quattrociocche), ne viene travolto e ringiovanito, la lascia per la troppa differenza d'età e la ritrova, si riuniscono con un lungo bacio. Lei è birichina; lui è sconcertato ma sa recitare, diversamente dagli altri." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 25 gennaio 2008)

"«La gente ama le cose semplici», obietta il pubblicitario Raoul Bova alla diciottenne Michela Quattrociocche che gli sta dando un'idea troppo sofisticata per la campagna di un nuovo prodotto. La filosofia di Federico Moccia è tutta nella frase che fa dire al protagonista di 'Scusa ma ti chiamo amore', suo debutto alla regia. Che suoni come un'autocelebrazione o come un'autodifesa preventiva, non importa: Moccia la pensa così.
E allora ecco la storia del quarantenne lasciato da una compagna rompipalle e traditrice che, seppur preso da qualche remora, si innamora di una ragazzina, sfrontata quanto sognatrice, come solo i "ggiovani" sanno essere. Confezionato bene, con tanta furbizia. E di una semplicità a dir poco disarmante." (Massimiliano Zampini, 'Ventiquattrominuti', 25 gennaio 2008)

Federico Moccia

 Universitari - Federico Moccia - Poster Amore 14 Scusa ma ti chiamo amore Ho voglia di te


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