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Film vincitore di cinque nastri d'argento 2006
Vincitore di cinque nastri d'argento 2006
Valutazione Pastorale (dal sito dell'Associazione Cattolica Esercenti Cinema ACEC) Giudizio: Discutibile/crudezze La banda della Magliana é veramente esistita e le sue 'gesta' hanno occupato la cronaca nera romana per almeno 15 anni, dal 1977 al 1992. Giancarlo De Cataldo é un giudice che su quei fatti ha scritto un libro dal titolo "Romanzo criminale", che rappresenta il punto di partenza del copione utilizzato da Michele Placido. Realtà e finzione dunque si intrecciano in questa trasposizione che il regista ha affrontato con l'intento di mettere in scena "un aspetto rilevante di cronaca italiana di quegli anni con molti intrecci inquietanti tra Mafia, attentati terroristici, i molti segreti dei Servizi Segreti". Non c'é dubbio che nell'ottica del 'gangster movie' l'operazione é da considerare riuscita. Utilizzazione: gruppo di attori fortemente espressivi, la regia organizza il materiale in ritmi stretti e serrati, nervosi al punto giusto, cementati da un buon montaggio. Se invece consideriamo la 'realtà' dei fatti e la loro riproposta non esente da occhieggiamenti all'oggi, la bilancia si sposta e pende dalla parte di qualche forzatura di troppo. Il dire e il non dire, l'inserimento di spezzoni da cinegionale, il generico rinvio ad altri episodi creano le premesse per una certa confusione storico-narrativa. Alla fine resta l'interrogativo sul tipo di sguardo che Placido ha voluto gettare sulla storia: di comprensione, di giustificazione, di estraneità, di accrescimento di dubbi e sospetti? Accompagnato da queste indecisioni il film, dal punto di vista pastorale, é da valutare come discutibile e caratterizzato da non poche crudezze. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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