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Valutazione Pastorale (dal sito dell'Associazione Cattolica Esercenti Cinema ACEC) Giudizio: Discutibile, superficialità Usato presto, fin dai tempi del 'muto', Giacomo Casanova é ormai personaggio cinematografico a tutto tondo, uno di quelli per i quali é facile inventarsi percorsi di andata e ritorno dalla realtà alla fantasia, e viceversa. In questa occasione lo svedese Hallstrom immagina che il seduttore per antonomasia si trovo invece invischiato in una conquista 'difficile' e, quindi, in una sfida per lui imprevista. Tuttavia non c'é da aspettarsi granché di nuovo. Il copione sembra un pretesto per riportare all'attenzione di un pubblico soprattutto americano una figura italiana ben conosciuta e in un contesto ambientale oltreoceano sempre molto gradito. Venezia infatti é l'altra protagonista, ripresa con grande sfarzo e come il turista potenziale si aspetta che sia: Canal Grande con decine di imbarcazioni; Piazza San Marco percorsa da carrozze e cavalli; festa di abiti, di costumi, di colori all'insegna di un beffardo carnevale fatto di intrighi e di amori veri o presunti. L'impegno realizzativo certo é encomiabile. I contenuti latitano, tranne le solite, velenose frecciate antiecclesiastiche e antireligiose sempre presenti nel cinema di Lasse Hallstrom. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come discutibile e nell'insieme superficiale. Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria senza aspettarsi molte occasioni di coinvolgimento. Da tenere presente nell'ambito dei rapporti tra Venezia e il cinema. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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