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Shrek 2

Venerd17 dicembre Ore 21:00
Sabato 18 dicembre Ore 21:00
Domenica 19 dicembre Ore 15:00, 17:30 e 21:00
Venerdì 24 dicembre Ore 21:00
Sabato 25 dicembre Ore 17:30 e 21:00
Domenica 26 dicembre Ore 15:00, 17:30 e 21:00

Di ritorno dalla luna di miele, Shrek e Fiona ricevono un invito per far visita ai genitori di lei: il re e la regina del Regno Lontano.

Accompagnati dal fido ciucchino i novelli sposi intraprendono il viaggio, ma presto scopriranno che la visita di piacere in realtà un piano del re per annullare il matrimonio...

Regia di  Andrew Adamson
Kelly Asbury
Conrad Vernon

Voci (versione inglese)
Mike Myers Shrek
Eddie Murphy Ciucchino
Cameron Diaz Fiona
Antonio Banderas Gatto con gli stivali
Durata 105'

 

Valutazione Pastorale (dal sito dell'Associazione Cattolica Esercenti Cinema - ACEC)

Giudizio: accettabile, brillante *

Prodotto da Steven Spielberg e realizzato negli studi di animazione della Pacific Data Images/Dream Works, il film ha partecipato nella selezione ufficiale in conorso al Festival di Cannes 2001. A suo modo un avvenimento, perchè per la prima volta un cartone animato é entrato nel cartellone principale di uno dei più importanti festival di cinema. Giusto riconoscimento, si può dire, perché il risultato raggiunto è una eccellente fusione tra il clima, le atmosfere, il percorso delle favole antiche e la nuova duttilità espressica permessa grazie al software sviluppato da PDI: questo sistema, tra l'altro, consente di incorporare e di riprodurre movimenti tipo la criniera, le orecchie e la coda di Ciuchino. Suggestiva e misuratamente dinamica la mobilità dei corpi, tutti si muovono all'interno di un copione che costruisce, passo dopo passo, variazioni tematiche sfaccettate e mette in primo piano argomenti importanti. Il 'diverso' con le sue paure, l'inganno che si protrae tra ' essere' e 'apparire', la prepotenza del comando, il recupero della dignità e la vittoria finale dell'amore vero: tutto scorre in modo misurato e saggio lungo le scansioni della fiaba, e il lieto fine, che arriva, solleva e un po' commuove. Un cartone animato nella migliore tradizione dunque, che appassiona e offre spunti per un apologo morale non banale a favore del superamento delle barriere tra gli uomini. Dal punto di vista pastorale, è da valutare come accettabile, e brillante per l'insieme di simpatia, ironia, divertimento.

Utilizzazione: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, e da recuperare come proposta, anche in funzione didattica, per bambini e ragazzi.

 

cinematografo.it - Fondazione ente dello spettacolo Spumeggiante sequel che non risparmia nessuno. Nel mirino degli animatori finisce lo star-system con la sua isteria

Alla DreamWorks hanno capito tutto: Natale o meno, è tramontata l'era del cartoon per bambini. L'animazione di oggi parla anche, e in più di un caso soprattutto, al pubblico adulto. La ricetta è la stessa applicata dalla Pixar di Monsters & Co. e Alla ricerca di Nemo, ma Shrek 2 si spinge anche oltre. La trama passa in secondo piano e l'incipit è scontato: la luna di miele di Shrek e Fiona, con cui si era concluso il primo episodio. Il vero punto di forza è il crescendo di citazioni e rimandi che accompagnano la storia. (Auto)ironia da vendere, le stoccate degli sceneggiatori non risparmiano niente e nessuno. Nemico numero uno: Hollywood e le isterie dello star-system. Sullo sfondo il messaggio buonista dell'accettazione di sé e del proprio aspetto, la pozione che trasforma l'Orco in principe azzurro ricorda tanto il lifting. Alla tentazione cede per farsi accettare dai genitori di Fiona, ma ad imporsi sarà come in ogni favola la morale: meglio un mostro buono oggi, che un cavaliere cretino domani. Esilarante la metamorfosi del ciuchino in stallone, a ribadire il concetto è nelle ultime scene la trasformazione del re cattivo in rospo felice. Il tutto, nel corso di uno scatenato ballo con tanto di riflettori, garrula reporter e cronache dal tappeto rosso. Ogni riferimento a Hollywood è tutt'altro che casuale. Inequivocabile la similitudine dei caratteri che sulla collina annunciano il regno di "Molto, molto lontano" e impietoso il ritratto che ne forniscono gli animatori DreamWorks. Una su tutte, la carrellata di boutique tra cui spicca "Versacery". Innumerevoli, poi, le citazioni cinematografiche disseminate nel film. Impossibile elencarle una per una, fra tutte spicca il volo di Pinocchio-Tom Cruise sulle note di Mission: Impossible. A completare il quadro è la new entry di peso del gatto degli stivali con la sindrome da Zorro. Non a caso doppiato da Banderas nell'originale, da noi ammalia comunque con accento spagnolo e occhioni languidi. Forse anche troppo, come il resto della storia. Un sequel spumeggiante e tutto da ridere, a cui manca però la dirompente novità del primo episodio. (Diego Giuliani)

La critica

 "Il solito sequel costruito per sfruttare il successo del primo e più consistente episodio. Magari stava meglio fuori concorso. I personaggi li conosciamo, e quelli nuovi non sono certo all'altezza dell'originale (anche se il gatto con gli stivali doppiato da Banderas è uno spasso); mentre il politicamente scorretto dell'originale è ampiamente annacquato a favore della solita satira di Hollywood e degli hollywooditi. Eppure la platea stampa, in palese debito di risate, lo ha accolto festosamente come si fa con i vecchi amici." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 16 maggio 2004)

"È molto spiritoso e divertente il sequel in animazione digitale di 'Shrek', cartone quasi sovversivo, elogio della bruttezza e della diversità della Dreamworks che annuncia, visti gli incassi (878 milioni di dollari a tutt'oggi), altre due puntate, più una valanga di gadget, i videogiochi e l'home video anche in 3D. (?) Il film, in originale doppiato da divi e divine e diretto a sei mani dall'antidisneyano Andrew Adamson, Kelly Asbury e Conrad Vernon, vince soprattutto per il ritmo senza soste, la simpatia dei caratteristi (l'asino impiccione, quasi un ménage a tre), il gusto delle citazioni. E soprattutto l'ironia con cui rilegge non solo le fiabe celebri - fanno parte del cast un adorabile, ispanico ed ipocrita Gatto con gli stivali, Pinocchio, i porcellini, l'omino di marzapane - ma anche lo stile soap, un certo cinema sofisticato dei padri della sposa e l'ottimismo alla Frank Capra. Perché 'Shrek 2' si svolge in un paese lontano lontano che sembra proprio Hollywood e ogni riferimento non è mai casuale. Un'esplosione di furberia, di tecnica e di pazienza (una settimana per girare dai 3 ai 5 secondi di film) in cui l'uso della computer graphic permette miracoli incredibili (i peli del gatto, i 218 muscoli del viso dell' orco e altre maraviglie), aiuta la psicologia e dà vita a uno stile che non diventa ibrido né macabro. Come Gli incredibili anche 'Shrek' si rivolge a più generazioni con più livelli di lettura: ha fatto ballare e cantare anche il pubblico cinefilo di Cannes." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 18 dicembre 2004)

"A Cannes eravamo in pochi a trovare il numero 2 meno geniale del primo, vediamo di spiegare perché. Intanto latita la sorpresa. Un seguito è un seguito, d'accordo. Ma con la scusa di andare sul sicuro, anziché sovvertire l'universo delle fiabe qui si prendono per i fondelli Hollywood e dintorni, esercizio un tantino meno originale. Secondo: i personaggi. 'Shrek' reinventava mostri e creature bizzarre; 'Shrek 2' allarga lo spazio riservato ai cosiddetti umani (sempre una perdita, in un film d'animazione) e gioca di parodia. Così, in versione principe azzurro l'orco verde diventa uno pseudo-Clooney; il regno di Lontano Lontano somiglia a Beverly Hills; l'arresto di Shrek apre il Tg. E ovviamente fioccano le citazioni, esilaranti ma sempre citazioni. Detto questo, per carità, il film resta piacevolissimo e divertente, specie quando è in scena il Gatto con gli Stivali (unica vera novità), sicario che sa essere feroce e tenerissimo, proprio come i gatti veri (irresistibile 'La vida loca cantata' con la voce ribalda e l'accento latino di Banderas!). Insomma un ottimo numero 2, niente di più. Che magari, come spesso accade, incasserà più del primo." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 17 dicembre 2004)

"Scritto con un copione di Frank Capra, il film tiene più della classica commedia di carattere che del cartone animato, ma è simpatico, accattivante e tonificato da voci famose (Eddie Murphy, Julie Andrews, Antonio Banderas) che lanciano una bella sfida ai doppiatori." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 16 maggio 2004)

"Il primo 'Shrek' è piaciuto moltissimo; 'Shrek 2' di Andrew Adamson, Kelly Asbury e Conrad Vernon, seconda avventura, è carino, spiritoso, divertente, ricco di idee, trovate, allusioni, un sequel riuscito persino meglio dell'originale per grazia ed umorismo. Il Reame Lontano Lontano somiglia a Hollywood (palme, negozi di Versace, il nome scritto a grandi caratteri sulla collina) e il ballo a Corte somiglia alla passerella dell'Oscar. Tecniche 3D di altissimo livello. Scelta elevata di voci per il doppiaggio inglese (Eddie Murphy, Antonio Banderas, Cameron Diaz, Rupert Everett, Julie Andrews). Morale della favola? Facile e falsa, nel tempo dell'apparire: l'aspetto non conta nulla, l'importante è la felicità." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 15 dicembre 2004)

"È il film vittorioso per le feste di Natale. Il cartoon digitale Dreamworks sull'orco verde e la sua signora che capitano nel regno dei sogni ha conquistato minorenni e maggiorenni. Non solo per i miracoli della tecnica e del computer, non solo per il suo essere politically correct nell' accettare i mostri perché le virtù a volte non si vedono, ma anche per gli ottimi e abbondanti riferimenti al cinema che canta, conta e che piace." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 22 gennaio 2005)

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