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Neverland - Un Sogno per la Vita - Johnny Depp e Kate Winslet

Neveland - Un Sogno per la Vita

Sabato 12 marzo Ore 21:00
Domenica 13 marzo Ore 16:00 e 21:00

Il noto commediografo scozzese J.M. Barrie, genio letterario annoiato dagli argomenti del suo tempo, ha chiaramente bisogno di una nuova fonte di ispirazione. La trova, inaspettatamente, durante una passeggiata pomeridiana in compagnia del suo fedele San Bernardo Porthos, nei giardini londinesi di Kensington. Lì Barrie incontra la famiglia Llewelyn Davies: quattro ragazzi senza padre e la loro bellissima madre, da poco rimasta vedova. Malgrado la disapprovazione della nonna dei ragazzi, Emma du Maurier e il risentimento della moglie di Barrie, questi diventa amico di tutta la famiglia, coinvolgendo i ragazzi in una serie di giochi, scherzi, travestimenti e monellerie, creando mondi fantastici popolati da castelli e da re, da cowboy e da indiani, da pirati e da naufraghi...

Regia - Marc Forster

Sceneggiatura - David Magee

Johnny Depp - Kate Winslet - Julie Christie - Radha Mitchell - Dustin Hoffman

La critica

"Benvenuti nella favola di Mr. J.M.Barrie, che inizia il suo lungo, meraviglioso, immaginifico, scoppiettante, commovente, antropologico viaggio tra terra e cielo, ragione e desiderio, dolore e follia sulle ali del sogno. 'Finding Neverland' di Marc Forster, gioiello di narrazione e invenzione cinematografica, passato ieri nella sezione Mezzanotte, prende quota da subito, senza avvertire che quel Mr. J.M. Barrie è nientemeno che il papà di Peter Pan, lo scrittore eterno bambino come l'eroe dell'Isola che non c'è. E che quei ragazzi della famiglia Llewelyn Davies diventeranno i suoi figli, leggeri viaggiatori diretti alla seconda stella a destra, magari tra le pagine di un libro o dentro un teatro, il sontuoso Duke of York's. L'importante è crederci. (...) La favola di Peter Pan c'è tutta, riletta con leggerezza, poesia e tenero abbandono, affidata alla genialità di un Johnny Depp istrionico senza sbavature, capace di mascherarsi da pirata spietato, da apache muso lungo, re, naufrago, condottiero. Forse nessuno come Depp sarebbe riuscito, infantilmente, a ballare un valzer con un San Bernardo, di compiere giochi magia con un cucchiaio incollato al naso o di far volare un francobollo fino al soffitto. Per rivestirsi subito dopo da scrittore sognante che deve vedersela con lo scetticismo dell'impresario Dustin Hoffman, con l'intransigenza della vecchia nonna dei ragazzi, un'intensa Julie Christie, con i risentimenti della moglie Radha Mitchell e con l'amore inconfessato di mamma Kate Winslet." (Leonardo Jattarelli, 'Il Messaggero', 5 settembre 2004)

"Per quanto strappalacrime, a parità di rivisitazioni non c'è paragone quanto sia più riuscita questa 'Neverland un sogno per la vita' in confronto a quella dell'appena uscito 'Giro del mondo in 80 giorni'. Siamo nella linea di gran moda della cinebiografia (...) Il carisma di Depp, forse in assoluto l'attore più autorevole della sua generazione, fa perdonare le leziosaggini, ma soprattutto il film trova i suoi momenti migliori nelle inaspettate visualizzazioni della sfrenata fantasia del protagonista, nel suo inarrestabile immaginare altri mondi." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 4 febbraio 2005)

"Un film minuto ma non minimo, in bilico tra dolcezza e veleno, ricercatezza e manierismo, emozione e disperazione. Non era facile tornare a confrontarsi con la mitografia di Peter Pan, rielaborata e saccheggiata da una quantità di artisti, da Lou Reed a Walt Disney, da Steven Spielberg a Michael Jackson. 'Neverland - Un sogno per la vita', tratto da una commedia di Alan Knee e diretto da Marc Forster (...) Forster punta forte sull'incarnazione dell'ex (o post) ribelle Johnny Depp, secondo noi una delle icone più sopravvalutate della nuova Hollywood: stavolta, però, il quarantunenne antidivo sembra davvero in parte e rifinisce con sobrietà atteggiamenti e dettagli d'espressione, quasi tornando al suo miglior ruolo, quello soffuso dai lunari stupori del magnifico 'Edward Mani di forbice'. Lo stralunato infantilismo dell'attore si modella benissimo sull'amore frustrato del drammaturgo per la vedova Sylvia Lewelyn Davies (una credibile Kate Winslet) e su quello profuso per i suoi marmocchi che finì per considerare figli a tutti gli effetti. A eccezione del brutto e melenso finale, il film riesce nell'intento di affermare senza eccessive leziosaggini i diritti della fantasia, dell'escapismo e di qualsiasi, personale Isola che non c'è contro l'insostenibile pesantezza delle Isole." (Valerio Caprara, 'Il mattino', 5 febbraio 2005)

"E bisogna riconoscere che Johnny Depp, l'attore prediletto da Marlon Brando, riesce a far intravedere l'anima del personaggio. Purtroppo un'anima inventata. (...) Enumerate le precisazioni a rischio di guastare la festa dello spettatore credulone, bisogna riconoscere che dal contesto manieristico emerge una vivacissima evocazione dell'ambiente teatrale, rinforzata da un certo sostegno della forza di Dustin Hoffman che impersona il produttore. Negli altri ruoli brillano di luce propria Julie Christie (la madre malmostosa di Sylvia) e la giovane Radha Mitchell (l'allarmata moglie di Barrie), qui perfino più brava che in Melinda e Melinda. Insomma di fronte a 'Neverland' chi si contenta di una bella favola, gode; e chi preferisce saperne di più, può cercare i fatti autentici in vari libri come il godibilissimo 'The Peter Pan Chronicles' di Bruce K. Hanson. Per concludere che nelle innumerevoli trasformazioni del 'ragazzo che non voleva crescere' vince sempre l'immaginazione al potere." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 5 febbraio 2005)

"Assomiglia a Peter Pan il suo autore James M. Barrie? Il film di Forster, dal cuore palpitante, non lo dice perché molto s'inventa della biografia dello scrittore inglese, inquadrato mentre sta per lasciare la moglie ed entrare platonicamente nella famiglia di una bella vedova con quattro figli e mamma a carico. Mettendo tra parentesi la verità dei fatti e l'ambiguità di fondo, il film si rivela un abile melodramma con intermezzi giocosi: Johnny Depp, pur bravo, non ci spiega le radici delle sue stravaganze. Se la parte famiglia è una stampa morale post-vittoriana, molto divertente è il racconto teatrale con Hoffman-impresario terrorizzato dal debutto del bambino che non vuol crescere e che fin dal 1904 ottenne gran successo." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 19 febbraio 2005)

Johnny Depp

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