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Tu la conosci Claudia? - di Massimo Venier - con Aldo, Giovanni & Giacomo

Sabato 29 gennaio Ore 21:00
Domenica 30 gennaio Ore 16:00 e 21

Giovanni è un uomo metodico e ripetitivo. Il suo ideale di vita consiste nel non capire se oggi è già domani o ancora ieri. E' molto lento. Non comunica facilmente le emozioni perché non le distingue dai sintomi della congiuntivite. E' sposato con Claudia e considera questa unione un fortunato miracolo che è successo, e quindi non può che continuare a succedere. Sarà proprio così?

Aldo è un tassista che sa a memoria la biografia dei personaggi cui sono intitolate le vie di Milano ("Ah, Melchiorre Gioia... Filosofo, uomo poliedrico..."). Dove poi siano situate tutte queste vie gli sfugge, ma è un dettaglio. Instancabile rubacuori, Aldo si innamora di continuo. Anche se da qualche mese vive solo per Claudia, che però non vuole più saperne di lui.

Giacomo è un uomo solo. Ha una ex-moglie che l'ha sposato e lasciato per lo stesso motivo: "hai qualcosa di adolescenziale". Vive tutto sommato tranquillo: ha un buon lavoro, ha un po' di soldi, ha una bella casa. Poi conosce Claudia e capisce di non avere niente.

Claudia è il centro di tutto. Un mistero vivente, a cominciare dalla domanda: come mai ha sposato Giovanni? Cose che succedono nei film... In realtà Claudia ama il marito ma ha difficoltà a dirglielo (come darle torto? Basta guardare l'intensità con la quale Giovanni legge a letto il giornale...). Donna inquieta, dal fascino incontrollabile, Claudia scatena una folle girandola sentimentale intorno a sé, consapevole che certe cose si possono fare ma non capire. Del resto l'amore è un mistero antico quanto l'uomo...

Regia Massimo Venier
Sceneggiatura Aldo, Giovanni & Giacomo
Massimo Venier
Walter Fontana
Valerio Bariletti
Fotografia Marco Pieroni
Montaggio Carlotta Cristiani
Suono Mario Iaquone
Musiche Andrea Guerra
Scenografia Eleonora Ponzoni
Costumi Bettina Pontiggia
Aiuto regia Sophie Chiarello

Aldo Baglio Giovanni Storti
Giacomo Poretti Paola Cortellesi
Sandra Ceccarelli Ottavia Piccolo
Daniela Cristofori Silvana Fallisi
Rufin Doh Marco Messeri
Max Pisu Rossy De Palma

Valutazione Pastorale (dal sito dell'Associazione Cattolica Esercenti Cinema - ACEC)

Giudizio: Accettabile, brillante

Tematiche: Amicizia; Il comico;

Questo quinto titolo di Aldo/Giovanni/Giacomo è il primo che il fido Massimo Venier firma da solo come regista e che può cominciare ad essere definito una piccola 'summa' dei canoni di comicità  del trio. Cercando infatti di far dimenticare il non felice esperimento anni '30 di "La leggenda di Al, John e Jack", ecco i tre di nuovo dapprima calati nella prediletta Milano e poi impegnati "on the road" verso il sud, verso il mare. Equivoci, incomprensioni, litigi, amarezza, amicizia. Il bello e il brutto di ogni giorno, l'imprevedibilità  dei sentimenti, le sorprese, le atmosfere, le canzoni. La storia è piacevole, i dialoghi svelti, qualche battuta è centrata, qualche altra è ormai stereotipo. Il racconto si segue con simpatia, la Cortellesi è brava a muoversi da quarta protagonista senza prevaricare gli altri. Insomma, così è la vita. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come accettabile, e nell'insieme brillante.

Utilizzazione: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, e da proporre come occasione di svago di immediata fruizione.

La critica

 "Bisogna essere grati al trio Aldo Giovanni e Giacomo perché con la propria originalità una e trina, milanese & siciliana, classica e moderna, ha svecchiato la commedia italiana, dandole un optional di grazia e malinconia, evitando volgarità. Perfino mimando, come in questo divertente quinto film diretto dal fido e bravo Massimo Venier, la risposta al quarto: chiedimi se sono felice. La risposta ovvia è no (il neonato nel finale continua a piangere...), specie se si tratta di donne, specie se è la Cortellesi, oggetto di un desiderio di gruppo. Tornati a Milano (per loro è come la Manhattan di Woody Allen), Aldo Giovanni e Giacomo hanno raffinato il ruolo complementare di attori-maschere, ciascuno portando in dote un proprio carattere e un understatement, ma anche lo spirito collettivo a incastro, raro e prezioso. Il quasi dramma della gelosia esplode nella parte centrale pochadistica e, oltre alla perfettamente integrata Paola, conta presenze femminili non casuali, fra cui un' irresistibile apparizione freudiana di Ottavia Piccolo che, a nome di tutti, manda a quel paese i nevrotici." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 18 dicembre 2004)

"I tanti punti di domanda, sottinsiemi dell'interrogativo del titolo, 'Tu la conosci Claudia?' vanno a costruire nel quinto film del trio diretto dal fedelissimo Massimo Venier, una certezza: esiste ancora una maniera lieve di regalare sorrisi, senza volgarità, con un retrogusto malinconico e impennate di puro, esilarante cabaret. Aldo, Giovanni e Giacomo, dopo la non felice parentesi di 'La leggenda di Al, John e Jack', ritrovano la perfetta alchimia della loro comicità e vanno in goal. Diverse le figure femminili, dalla convincente Paola Cortellesi alla umorale analista Ottavia Piccolo, dalla misuratissima Sandra Ceccarelli all'autoironica Rossy De Palma. Non mancano l'esilarante sberleffo a certo cinema autorale, il ripescaggio farsesco di canzoni targate Pupo e Caselli e la rassicurante riproposizione di oggetti e luoghi feticco del trio." (Leonardo Jattarelli, 'Il Messaggero', 17 dicembre 2004)

"Affidati ancora una volta a Massimo Venier, attento a tenere la regia nei limiti del servizio, i nostri amici sono o sembrano innamorati cotti della stessa donna, la Claudia del titolo che oscilla pericolosamente tra fedeltà coniugale e tradimento rivitalizzante. Il film è, così, fedele ai commi di una milanesità in bella calligrafia, in partenza confortevole e vincente, ma poi, a guardar bene, ripiegata e delusa proprio come il vessillo dell'Inter. Venier gioca, in effetti, con i simboli di una 'concezione del mondo' pacatamente alternativa, in qualche caso civettuola (con riferimento ai film d'essai di Kieslowski e di Von Trier) e in qualche altro finto-affabile alla Moretti (le canzoni popolari intonate a gran voce nell'auto che viaggia verso Claudia). Peccato solo che ai tre eterni Peter Pan si affianchino figure femminili non altrettanto accattivanti: a eccezione di Ottavia Piccolo, che si esibisce nello strepitoso cammeo della psicanalista esasperata, signore e signorine sembrano selezionate col bilancino dell'antipatia. Paola Cortellesi, in particolare, sarà pure brava, eclettica, misurata, ma ancora una volta esibisce un'estraneità dallo schermo che anziché riscaldare, raffredda la vicenda." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 18 dicembre 2004)

"Con l'usuale cadenza biennale arriva il film di Natale di Aldo, Giovanni e Giacomo, 'Tu la conosci Claudia?'. Una commedia assai graziosa, adatta per grandi e piccini, che nonostante una programmazione festiva affollata di titoli di richiamo dovrebbe conquistare i favori del pubblico. Tra l'altro Paola Cortellesi, ovvero Claudia, sembra fatta apposta per essere la donna di cuori dell'affiatatissimo trio, in quanto ne condivide alcune linee caratteristiche come la simpatia, la mancanza di volgarità, una certa malinconia e l'aria di ingenua malizia. C'è solo una riserva e riguarda la sceneggiatura: il film diretto, al solito, da Massimo Venier sarebbe di gran lunga migliore se lo spunto di partenza fosse sviluppato come potrebbe e dovrebbe. (…) Il problema è che passa quasi una metà del film prima che Aldo, Giovanni e Giacomo si incontrino e diano il via al loro ben collaudato gioco comico. Ognuno mantenendo la sua individualità - perentorio e pragmatico Giovanni, poetico e sensibile Giacomo, surreale e incontrollato Aldo - i tre si passano abilmente la mano in un fluido rimpallo di gag e di battute, dove nessuno si trova mai a far da spalla. E' chiaro che in questa partita abile ed esclusiva il quarto finisca per rimanere isolato, anche se si tratta di un quarto delizioso e bravo come la Cortellesi, la quale si trova a condurre un suo film a parte. Ma, come dicevamo, anche così il divertimento è assicurato." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 14 dicembre 2004)

"Trenta minuti trenta per entrare nella storia (l'incontro dei tre) con una colonna sonora che martelia inesorabile. Un intro con voce over della Cortellesi che nell'interpellare lo spettatore cerca di alleviare il senso di scontatezza, e non ci riesce. intorno alle esili vicende dei protagonisti, ben poco. Qualche sketch divertente, un paio di battute, una bella performance di Ottavia Piccolo e niente più. A mancare sono il film perché i personaggi brancolano nel buio, anche la Cortellesi, tutti in cerca d'autore e una vaga idea di drammaturgia. Per tre attori che arrivano dal teatro è un fatto ancora più grave. Rivendicano, Aldo Giovanni & Giacomo, un'idea di cinema leggero e artigianale. Hai detto niente. Qui manca la materia prima: una storia da raccontare. E poi, il piccolo mondo candido nel quale si muovono, dove tutti in fondo sono buoni e le baruffe sono amicali, più che Milano o l'Italia pare il presepe." (Mauro Gervasini, 'Film TV', 20 dicembre 2004)

"Quasi un ritorno alle origini del Trio: ottimo gioco di squadra, soluzioni cinematografiche ai minimi sindacali. Un po' sacrificata, Cortellesi cede la leadership agli esuberanti colleghi maschi." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 31 dicembre 2004)

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