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Polar express - con Tom Hanks - Regia di Robert Zemeckis

Polar express

Sabato 1 gennaio

Ore 16:00
Domenica 2 gennaio Ore 16:00
Giovedì 6 gennaio Ore 16:00
Domenica 9 gennaio Ore 16:00

Basato sul racconto per ragazzi di grande successo di Chris Van Allsburg (già autore di Jumanji), "The polar express" racconta la storia di un ragazzo che rifiuta di rinunciare all'esistenza di Babbo Natale nonostante le incessanti prese in giro dei suoi amici. Alla vigilia di Natale un misterioso treno a vapore trasporta il ragazzo e i suoi compagni miscredenti al Polo Nord.

Regia di Robert Zemeckis

Tom Hanks Nona Gaye
Peter Scolari Eddie Deezen
Michael Jeter Chris Coppola

 

Valutazione Pastorale (dal sito dell'Associazione Cattolica Esercenti Cinema - ACEC)

Giudizio: Accettabile/poetico ***

Tematiche: Bambini; Film per ragazzi

Tom Hanks ha prestato al proprio viso alla cosiddetta "performance capture", ossia quella tecnica che permette di catturare le espressioni degli attori e di trasferirle sui personaggi animati. Robert Zemeckis firma così un'altra favola di forte impatto visivo, nella quale l'uso delle nuove tecnologie digitali é con intelligenza messo al servizio di un copione dinamico e incalzante. Il Natale esiste, quando ciascuno é disponibile a crederci, e così la fiaba, luogo di quella fantasia che è parte importante della nostra crescita, del nostro immaginario, del nostro vivere con gli altri. Sottolineare che il viaggio verso la presa di coscienza del vero Natale é un po' esteriore e non va mai al profondo della trascendenza dell'Evento é doveroso quanto confermare la sincerità di fondo dell'operazione che unisce una nuova frontiera espressiva del cinema alla voglia di recuperare gli antichi valori infantili della sorpresa e della scoperta. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come accettabile e nell'insieme poetico.

Utilizzazione: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, e da proporre come intrattenimento per bambini e adolescenti.

La critica

"Non sarà suggestivo come il treno sull'acqua de 'La città incantata', ma anche il gigante a vapore di 'The Polar Express' non scherza. (...) Il macchinista è Robert Zemeckis, grande illusionista che ha incastrato Roger Rabbit, sballottato nel tempo Michael J. Fox e fatto parlare Tom Hanks con JFK. Stavolta la magia è un cartoon che cattura attori veri per inserirli in quadri digitali che hanno i cromatismi della pittura a olio. Non è l'iperrealismo de 'Gli Incredibili' né il pastello di 'Shrek'. Complimenti per questa terza via. Fatti passi da gigante sull'espressività dei volti da 'Final Fantasy'. Prima parte esaltante e dinamica grazie a fantasmi, montagne russe e un Polar Express lanciato su un lago ghiacciato fuori dai binari. Seconda parte soporifera con un Polo Nord bomboniera e un tono zuccheroso che sfianca anche i non diabetici. Si sente che finita l'azione, Zemeckis non si diverte più. Tom Hanks, anche produttore, ha prestato nell'originale la voce a sei personaggi e il suo volto al simpatico controllore del treno." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 3 dicembre 2004)

"Dopo 'Sky Captain and the World of Tomorrow' e nell'attesa di 'Shrek 2' ecco 'Polar Express', un'altra prodigiosa espressione del cinema della nuova frontiera digitale che sta cambiando la visione, la percezione e la prospettiva dello spettatore. Nel film diretto da Robert Zemeckis addirittura anche gli attori sono virtuali. Grazie alla cosiddetta performance capturing infatti l'attore c'è e non c'è, nel senso che interpreta il personaggio ma poi la sua immagine viene creata e manipolata in postproduzione. Attraverso speciali sensori e macchine da presa a infrarossi, ogni espressione e qualsiasi movimento del corpo vengono catturati e trasformati in immagini digitali. Hanks, che voleva da tempo portare sullo schermo la favola dello scrittore Chris Van Allsburg, ha potuto così dare vita a ben cinque personaggi: (?) Zemeckis ha reinventato visivamente la fiaba natalizia originale e il suo realismo magico sospeso tra impressionismo e illustrazioni di Rockwell con riferimenti letterari a Steinbeck, Faulkner, Twain. E un finale con centinaia di Babbo Natale che affollano la piazza come un happening rock che stravolge l'iconografia tradizionale." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 4 dicembre 2004)

"Sistemato dal supercritico Roger Ebert nello scaffale di classici come 'Il mago di Oz' e 'La vita è meravigliosa' e stroncato da 'Variety' come 'un ambizioso passo falso', 'Polar Express' è una scommessa da 170 milioni di dollari che per ora non ha trovato adeguata accoglienza presso il pubblico d'oltreoceano. Potrebbe rifarsi sul vecchio Continente, anche se la favoletta tratta dal libro scritto e illustrato di Chris van Allsburg (1985) è quanto di più americano si può immaginare. (...) I critici contrari al film hanno deplorato che il saluto di Babbo Natale alla folla assiepata sembra quello di Mussolini a Piazza Venezia o di Hitler a Norimberga, ma il riferimento (se voluto) andrebbe messo sul conto dell'ironia che presiede a un'operazione di ben altro segno. La morale della favola riguarda infatti la necessità di conservare, finché possibile, lo sguardo incantato e la disponibilità dei nostri figli o nipoti. Evidentemente Tom Hanks, unico personaggio in carne e ossa in un contesto di figure computerizzate, è fra i fortunati che ce l'hanno fatta a restare un po' ragazzini. In questo film da lui ideato e prodotto, questo Peter Pan del cinema dà voce e ispirazioni mimiche a molti fra i personaggi che vi compaiono; lo asseconda il regista Robert Zemeckis, che tra scenografie incantate e musiche di circostanza imprime un pimpante ritmo narrativo a una confezione di incantevole eleganza. Pur finito sotto le forche caudine di critici che si considerano troppo adulti per certe bambinate, 'Polar Express' sembra il film fatto apposta per ricordare a grandi e piccini che Natale è sempre Natale." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 4 dicembre 2004)

"E' curioso il risultato: l'immagine sintetica, un po' tetra, contraddice la voglia di tenerezza della storia, ma induce anche un senso del mistero che forse è sfuggito anche ai realizzatori (al timone c'è un cineasta sperimentatore e carico di successi). Inarrivabile resta ancora il 'Before Christmas' di Burton." (Silvio Danese, 'Quotidiano Nazionale', 4 dicembre 2004)

"Tratto dal libro di Chris Van Allsburg, il film racconta di un gruppo di bambini degli anni Quaranta, caricati in treno e portato verso Babbo Natale, al Polo Nord. I più piccoli s'incanteranno. Ma solo loro. Agli adulti che amavano gli Stati Uniti di una volta restano case e treni ricalcati dalle tavole di Norman Rockwell, quando James Stewart e Jack Lemmon non avevano Hanks come epigono." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 3 dicembre 2004)

"Zemeckis e il suo vecchio amico Tom Hank non sembrano rendersi conto di tutto ciò; né del fatto che, preannunciato come una favola poetica e piena di magia, sullo schermo il film risulti - invece - alquanto lugubre. L'innovativa animazione in Performance Capture, che trasferisce le performance dal vivo degli attori in personaggi digitali ha l'effetto di produrre un mondo spettrale, pochissimo allegro e traversato da presenza assai poco amichevoli. Il resto è un susseguirsi di discese vertiginose su rotaie e toboga, riprese in soggettiva come ai tempi dei film in 3D." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 3 dicembre 2004)

Robert Zemeckis

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