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Il Signore degli Anelli - Il Ritorno del Re

Giovedì 22 gennaio Ore 21:00
Sabato 24 gennaio Ore 21:00
Domenica 25 gennaio 0re 15:00 e 21:00
Sabato 31 gennaio Ore 21:00
Domenica 1 febbraio 0re 15:00 e 21:00
Sabato 7 febbraio Ore 21:00
Domenica 8 febbraio 0re 15:00 e 21:00

Il viaggio della compagnia dell'anello, tra mille peripezie ed insidie, arriva alla sua conclusione... Cosa sarà di hobbit, elfi nani, maghi e guerrieri? E l'anello riuscirà a sopravvivere?

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 Miglior film a Barrie M. Osborne, Peter Jackson e Fran Walsh
Migliore regia a Peter Jackson
Migliore sceneggiatura non originale a Peter Jackson, Fran Walsh e Philippa Boyens
Migliore scenografia a Grant Major, Dan Hennah e Alan Lee
Migliori costumi a Ngila Dickson e Richard Taylor
Miglior trucco a Richard Taylor e Peter King
Miglior montaggio a Jamie Selkirk
Miglior sonoro a Christopher Boyes, Michael Semanick, Michael Hedges e Hammond Peek
Migliori effetti speciali a Jim Rygiel, Joe Letteri, Randall William Cook e Alex Funke
Miglior colonna sonora a Howard Shore
Miglior canzone (Into the West) a Howard Shore, Fran Walsh e Annie Lennox

Ian McKellen Gandalf
Viggo Mortensen Aragorn
Elijah Wood Frodo
Liv Tyler Arwen
Cate Blanchett Galadriel
Sean Astin Sam Gamgee
Christopher Lee Saruman
Ian Holm Bilbo Baggins
Sean Bean Boromir
Musiche Eithne Ni' Bhraonain
Sceneggiatura Peter Jackson
Philippa Boyens
Fotografia Andrew Lesnie
Montaggio John Gilbert
D. Michael Horton
Jamie Selkirk

Gandalf (Ian McKellen) Aragon (Viggo Mortensen)  Il Ritorno del Re

 Il Ritorno del Re  Il Ritorno del Re  Il Ritorno del Re

Il signore degli anelli Il signore degli anelli Il signore degli anelli Il signore degli anelli

Le due torri David Le due torri Le due torri

Valutazione Pastorale (dal sito dell'Associazione Cattolica Esercenti Cinema ACEC)

Giudizio: accettabile, problematico ***

Tematiche: amicizia, avventura, guerra, letteratura, libertà, male, tematiche religiose

Arriva alla conclusione la trilogia ispirata alla saga de "Il Signore degli anelli", l'epico romanzo scritto nel secolo scorso dal britannico John Ronald Reuen Tolkien, meglio noto come J.R.R.Tolkien, professore universitario vissuto tra il 1892 e il 1973. Il terzo capitolo è di gran lunga il migliore e rende merito alla densità di una scrittura incalzante con immagini di forte e fervido impatto. Va aggiunto che il racconto riprende (é ovvio) proprio da dove si era interrotto nel secondo episodio e che il dilatato e lirico finale (la conquista della quiete dopo la tempesta) recupera la cornice dell'inizio in una sorta di composizione a cerchio nella quale il Tempo e la Storia con senso ciclico tornano su se stessi e l'uomo creatura prima ne è al centro. Chi dunque non conosce i precedenti troverà qualche difficoltà ad inserirsi nel fitto tessuto narrativo. Ma in un arco di oltre 200' é comunque difficile restare indifferenti di fronte all'incalzare dell'azione, alle sue scansioni interne, al rincorrersi di vari piani espressivi tra momenti aspri, favolistici, onirici risolti nel pathos di una saga che scava nelle pieghe recondite della fantasia: laddove lo scontro tra Bene e Male diventa istinto, irrazionalità, sentimento, volontà di non arrendersi al prevalere del peggio. C'è una profonda architettura filosofico-spiritualista a sorreggere lo svolgersi della trama, a dare un senso ad ogni personaggio, ad attribuire rinvii simbolici ad ogni gesto, a quelli più semplici e insieme misteriosi, la paura, la morte, la felicità. Il percorso di Frodo e del suo amico ritrovato Sam è quello del ritorno a casa, a quella 'tranquillità' che è premio per chi fatica e sa sacrificarsi. Molto anglosassone nei sapori, negli ambienti, negli atteggiamenti, e tuttavia carica di quei precisi richiami cristiani che Tolkien, da credente, sentiva come propri, questa terza parte é grande spettacolo, cinema autentico, riflessione da non trascurare. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come accettabile, e senz'altro problematico.

Utilizzazione: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, certo in un'ottica più per adulti che non per un pubblico di adolescenti. C'è anche la favola, ma con passaggi anche forti e duri che richiedono la giusta attenzione.

La critica

Dalle note di regia: "Da un lato abbiamo una battaglia gigantesca, e dall'altro due piccoli Hobbit, Frodo e Sam, che stanno scalando la montagna a quattro zampe. Il legame tra questi due personaggi è il tema centrale del film "... "Tutta la vicenda che abbiamo seguito, i viaggi che questi personaggi affrontano - quello che hanno a cuore, quello per cui combattono, perfino quello per cui sono morti alcuni loro amici - conducono a questo ultimo film."... "Nessuno di questi personaggi uscirà da questa storia immutato. Non saranno mai più gli stessi. Il Ritorno del Re è il più emozionante dei tre film."... "Aragorn è l'erede al trono; è l'unica persona capace di assumere questa posizione a Minas Tirith, ma non è sicuro delle proprie capacità di riuscire a guidare il genere umano. Ha bisogno di credere nella dignità della sua gente."... "deve realizzare un destino che gli richiede di comprendere la tragica e complessa storia della Terra di Mezzo, e di assicurare un futuro fatto di speranza e giustizia per tutti gli esseri del mondo."... Philippa Boyens, sceneggiatrice: "Ciò che spinge i personaggi non è uno stimolo a dimostrarsi degni di tutto ciò. Dipendono l'uno dall'altro, combattendo uno per l'altro... La loro fiducia viene messa alla prova. La fiducia negli altri, nel bene, nei loro legami." ... "Questi sono temi che sono molto vicini a quello che viviamo ogni giorno. Come ti senti nei confronti delle persone cui vuoi bene? Che cosa c'è dopo questa vita? In che modo dici 'arrivederci'? Tutto il tessuto emozionale è descritto magistralmente dal Professor Tolkien nel romanzo. La natura eterna della lotta tra il bene e il male è intrecciata in dei piccoli fili argentati che corrono attraverso tutta la storia, come Sam che, mentre Frodo dorme, alza gli occhi verso i cieli pieni di nubi inquinate sopra Mordor e vede una stella."

"Bisogna riconoscere che Jackson riesce a spingere il cinema al limite delle possibilità e padroneggiando magistralmente gli effetti assomma battaglie a perdita d'occhio che riducono i ricordi di Ejzenstejn e Olivier a scaramucce, inventa draghi alati ed elefanti antidiluviani, ragni giganti e catapulte micidiali, morti viventi e scontri all'ultimo sangue. Il tutto trasudante talento e ricchezza fra preziosità di scene e costumi ispirati ai Preraffaelliti e a Böcklin. Mentre gli attori, pur imbrigliati in una recitazione da teatro della fiaba, si concedono qualche momento di intensità: primo fra tutti Ian McKellen, un Gandalf passato attraverso i tanti palcoscenici dove ha recitato Shakespeare. Nel film, come nei precedenti episodi che sono stati girati tutti insieme in una lavorazione durata quasi un anno, risplende e abbaglia la bravura artigianale. Il risultato è una sorta di allucinante simulazione purtroppo carente di emozione autentica. Lo spettatore è avvinto dalle immagini che gli sfarfallano davanti agli occhi, ma non c'è niente che lo stimoli nel profondo. C'era più commozione nelle lacrime del Corsaro Nero che concludevano il mediocrissimo libro di Emilio Salgari. Quanto all'appello alla pace figuriamoci se non ci trova d'accordo, ma espresso com'è in una serie di pleonastiche vignette in sottofinale fa l'effetto di una camomilla dopo una sbornia ad alta gradazione alcolica. Tanto che rischia di essere controproducente: al posto di una pace debole, per il bene dello spettacolo quasi si spera che scoppi presto un'altra guerra. E resta infine il dubbio che il valentissimo Peter Jackson abbia a suo modo accettato la raccomandazione di quel Marino 'per cui in arte conviene accomodarsi al costume corrente e al gusto del secolo'." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 24 gennaio 2004)

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