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Amnèsia

amnesia - Gabriele Salvatores

Sabato 20 aprile Ore 21:00
Domenica 21 aprile Ore 16:00 e 21:00

Sandro, regista di film porno, vive in una bellissima villa sul mare ad Ibiza. La sua vita ed i suoi affari procedono a gonfie vele, finché un bel giorno non gli piomba in casa la figlia diciassettenne, Luce, che lo crede industriale tessile, costringendolo a rivedere il suo piano lavorativo e a far sparire quanto di compromettente si trova in casa. Come se non bastasse, il suo migliore amico gli chiede di piazzargli 4kg di coca, che questi ha trovato in seguito ad un incidente in una valigetta... Nel frattempo fra un padre ed un figlio che non riescono a trovare un linguaggio comune scoppia una furibonda lite, la moglie di un detenuto si strugge nel ricordo dei tempi beati col suo uomo, uno spacciatore americano piange mentre ascolta Strawberry Fields... i giorni passano...

Diego Abatantuono Sandro Regia Gabriele Salvatores
Martina Stella Luce Sceneggiatura Andrea Garello
Antonia San Juan Pilar Gabriele Salvatores
Bebo Storti Ernesto Fotografia Italo Petriccione
Alessandra Martines Virginie Scenografia Rita Rabassini
Ugo Conti Dani Montaggio Massimo Fiocchi
Sergio Rubini Angelino
Juanjo Puigcorbé Xavier
Ian McNeice Doug Durata 1h e 55'

Valutazione Pastorale (dal sito dell'Associazione Cattolica Esercenti Cinema - ACEC)

Giudizio: discutibile, ambiguità, dibattiti

Tematiche: droga; Famiglia; Famiglia - genitori figli; Giovani

Valutazione Pastorale: Arrivato alla soglia dei cinquanta anni, il regista Gabriele Salvatores (premio Oscar per "Mediterraneo") ha voluto girare un film che s'interrogasse sul tema della famiglia, soffermandosi in particolare sulle profonde fratture generazionali che dividono padri e figli. La problematica viene affrontata attraverso una narrazione 'destrutturata', ossia giocata sul sovrapporsi appunto dei tempi narrativi, sul ritorno indietro per verificare la stessa situazione da altri punti di vista, suddividendo la storia in due tranche consecutive e complementari. Facendo ricorso spesso alla tecnica dello 'split-screen' (lo schermo diviso in più sezioni), il film presenta in modo provocatorio e spregiudicato un mosaico frastagliato di situazioni umane e sociali esasperate, che vanno dal regista porno alla giovane ragazza madre, dall'ambiente della droga a quello omosessuale. Trascurando l'opportunità di inserire per contrasto personaggi di diverso atteggiamento, il film osserva un'umanità allo sbando e senza alcun punto di riferimento che si scatena all'isola di Ibiza, luogo per eccellenza di trasgressioni, giovanili e non, dove tutto sembra lecito e normale. E' necessario quindi sottolineare subito l'asprezza delle vicende raccontate e la mancanza di un orizzonte morale di riferimento. Tuttavia le dinamiche sulle quali il film si conclude (la nascita di una nuova vita, il giovane scapestrato che si prende cura del tanto odiato padre, la 'perdita' della droga...) lasciano intravedere segnali di una maggiore comprensione della propria esistenza. Non c'è forse un esplicito ripensamento del passato, ma si percepisce comunque una spinta verso il recupero di valori più consistenti, un'aspirazione al calore familiare, una vaga ricerca di nuovi equilibri. Flebili segnali di cambiamento da accogliere comunque come una significativa ricerca di senso e di dialogo. Dal punto di vista pastorale, il film può quindi essere valutato come discutibile, non mancando tuttavia di evidenziare l'ambiguità della rappresentazione da affrontare in sede di dibattiti.

Utilizzazione: va detto con chiarezza che in programmazione ordinaria il film é da riservare a quelle fasce serali maggiormente rivolte ad adulti e ad un pubblico più maturo. La proposta in altre circostanze è da collocare nell'ambito di proiezioni destinate a dibattere temi comunque centrali della società italiana contemporanea (il rapporto genitori-figli, la maternità, la responsabilità...).

Diego Abatantuono

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