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Al di la della vita

Nicholas Cage

Frank è un paramedico di Manhattan. E' stressato, esaurito a tal punto da vedere il fantasma di una ragazza che non è riuscito a salvare. Gli incontri nel suo lavoro sono molteplici, conosce la figlia di un malato di cuore in fin di vita, uno spacciatore che dona "relax" ai suoi clienti.

Tre notti di servizio, ognuna con un partner di ambulanza differente: Larry che pensa solo a mangiare, Marcus fanatico di Gesù e innamorato di una centralinista e Tom, che fa a cazzotti non appena il lavoro lo permette.

Venerdì 3 marzo ore 21:00
Sabato 4 marzo ore 20:30 e 22:30
Domenica 5 marzo ore 21:00

Nicholas Cage Frank Pierce    
Patricia Arquette Mary Burke Regia Martin Scorsese
John Goodman Larry Sceneggiatura Joe Connelly (romanzo)
Ving Rhames Marcus   Paul Schrader
Tom Sizemore Tom Walls Durata: 120 min
Marc Anthony Noel Colore: Color (Deluxe)
Mary Beth Hurt Nurse Constance Produzione Barbara De Fina
Cliff Curtis Cy Coates Musiche Elmer Bernstein
Nestor Serrano Dr. Hazmat Nazione: USA
Aida Turturro Nurse Crupp Sonoro: DTS/ Dolby Digital/ SDDS
Cynthia Roman Rose Titolo originale Bringing out the dead
Afemo Omilami Griss    

Nicholas Cage

Valutazione Pastorale (dal sito dell'Associazione Cattolica Esercenti Cinema - ACEC)

Giudizio: Discutibile, problematico

Tematiche: Libertà; Male; Metafore del nostro tempo; Povertà-Emarginazione; Solidarietà-Amore

Dopo aver lavorato per dieci anni all'Emergency Medical Service di New York (esiste realmente), Joe Connelly ha scritto un libro che gli é servito soprattutto per capire meglio il senso del difficile lavoro svolto e motivarlo nell'ottica di un servizio a favore del prossimo. Pubblicato anche in Italia con il titolo 'Pronto soccorso', il libro é arrivato nelle mani di Martin Scorsese: "Quando lo lessi -racconta- mi domandai chi sarebbe riuscito a rendere la crisi spirituale di quest'uomo che passa le notti guidando per le strade del West Side di New York. L'unico sceneggiatore che conoscevo in grado di entrare nell'anima del protagonista era Paul Schrader. Paul lesse il libro, accettò e scrisse la sceneggiatura in tre settimane". I nomi sono importanti. L'incontro tra il cattolico Scorsese e il calvinista Schrader aveva già offerto anni addietro gli eccellenti risultati di "Taxi driver" e "Toro scatenato". L'intenzione dunque é ancora quella di mettere a fuoco, sotto forma di metafora, il disagio esistenziale di uomo deciso a prendersi cura di persone che di solito non toccherebbe nessuno. Il servizio a favore dei bisognosi, degli ultimi della società diventa il passaggio determinate verso il raggiungimento di un equilibrio interiore. E' un percorso che parte dal contatto anche fisico con il male (quello 'assoluto' di certe zone degradate della metropoli americana) e attraverso la sofferenza e il dolore può arrivare al riscatto e al bene. Percorso squisitamente spirituale, quello delineato dal film attraverso molti precisi segnali (la scansione cronologica dal giovedì alla domenica; l'illuminazione finale) e tuttavia nell'insieme meno risolto di altre occasioni. L'eccessivo ripetersi delle nevrosi di Frank, il tono esagitato dei comportamenti dei suoi partner notturni, l'accumulo delle situazioni difficili rendono il film fin troppo scoperto nei suoi obiettivi. La materia narrativa diventa sovrabbondante e in certi passaggi quasi didascalica: Franck 'dichiara' di avere una missione e di fare di tutto per realizzarla. Includendo in questo anche una eutanasia, che potrebbe essere vista come estremo dono d'amore ma anche come sfida disperata o gesto di superbia. Film un po' squilibrato, dunque, che, dal punto di vista pastorale, é da valutare come discutibile, evidenziandone comunque il tono generalmente problematico.

Utilizzazione: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, con attenzione per la presenza dei minori. E' da recuperare nell'ambito del cinema di parabola della società occidentale anni Novanta.

La critica

"Costellato di humor nero, di una profonda religiosità che il regista ama far emergere là dove meno la si dovrebbe aspettare, 'Al di là della vita' non si conclude con la facile promessa di una vita migliore. E non lascia mai inondare di luce il teatro di tante sofferenze. Ma consentendo allo spettatore di vedere attraverso gli occhi di Frank la vita cedere e talvolta ribellarsi alle propria condanna, Scorsese ci comunica un'esperienza del tutto fuori dal comune e profondamente umana". (Guido Vitale, Il giornale, 25 ottobre 1999).

"Scorsese sviluppa il tema di 'Casino', l'indagine sul Purgatorio dell'esistenza, dove non si è né vivi né morti, e il potere politico, assente, fa quanto meno gestione profittevole del dolore. La conquista del sonno perduto si fa, così, metafora lancinante di una scelta di campo. Grande film disarmonico e inconciliato, che cade bene in una stagione dominata dalla sprezzante e totalitaria Hollywood new age". (Flavio De Bernardinis, 'Segnocinema', settembre/ottobre 2000)

Martin Scorsese

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