Vai direttamente al contenuto [1] - Vai alla barra di navigazione [3] - Home page del sito [h] - Cinema e cineforum [c] - Teatro, musica e altri eventi [e]

C'era un cinese in coma - con Carlo Verdone e Beppe Fiorello

Venerdì 24 marzo ore 21:00
Sabato 25 marzo ore 20:30 e 22:30
Domenica 26 marzo ore 15:00, 17:00 e 21:00

Il film racconta il rapporto tra Ercole Preziosi, un impresario di attori e fantasisti, e il suo giovane autista Nicola, che è solito raccontargli barzellette per distenderlo. Una sera, a una convention per una ditta di piastrelle, il comico di punta dell'agenzia - Rudy Sciacca - non arriva a causa di un grave incidente di macchina. E così Ercole getta sul palco Nicola, convincendolo che ce la può fare. Inaspettatamente questi si rivela uno straordinario talento nel conquistare il pubblico...

Interpreti

Sceneggiatura Carlo Verdone
Carlo Verdone Ercole Prezios Giovanni Veronesi,
Beppe Fiorello Nicky Renda Pasquale Plastino
Marit Nissen Eva Musiche Fabio Liberatori
Antonella Mosetti Ragazza in Mercedes Scenografia Franco Velchi
Roberta Mancino Ragazza foto Durata 1h 48'

Valutazione Pastorale (dal sito dell'Associazione Cattolica Esercenti Cinema - ACEC)

Giudizio: Discutibile, grossolanità

Tematiche: Amicizia; Famiglia; Mass-media; Teatro

Dice Carlo Verdone che si tratta di "un film dove si ride ma si riflette anche. Si parla soprattutto di ingratitudine. E' la dimostrazione di come un'amicizia si possa guastare se non c'é il rispetto. Se prevalgono sul piano umano l'egoismo e l'egocentrismo: che fanno perdere di vista gli altri, il rispetto e i valori. E magari scegliere, al posto dei vecchi amici, degli opportunisti". Sono tutte nobili intenzioni , sulle quali sarebbe ingiusto non concordare. La volontà di essere comico nel senso più completo e ricco del termine (offrire risate ma anche mettere alla berlina vizi e virtù)é da sempre nelle corde e nelle intenzioni di Verdone. Se tutto questo c'é anche qui, viene da concludere che forse sono l'ispirazione, la fantasia nella scrittura a diminuire e a rendere meno percepibili le premesse. Si ride tra pause ora più ora meno prolungate, si osserva la descrizione del sottobosco dello spettacolo certo attendibile ma un po' troppo caricata; soprattutto si aspetta invano qualche guizzo che dia statura autentica al protagonista, che ne tiri fuori gioia e dolore, che lo renda specchio di qualche nascosto malessere contemporaneo. Il salto di qualità non arriva, e il personaggio cresce poco, come gli altri intorno a lui. Così, dal punto di vista pastorale, la storia scorre tra alti e bassi, tra momenti convincenti come specchio di costume e altri arruffati alla meglio: da valutare come discutibile, evidenziando le non poche grossolanità presenti.

Utilizzazione: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, e da proporre in occasioni dedicate al cinema di Verdone, e al rapporto cinema/spettacolo in Italia negli anni '90.

La critica

"Naturalmente è un poco estrema, per metà paradossale e per metà moralistica, la visione di un nuovo tipo di spettacolo basato esclusivamente sul sesso, sull'esibizione corporale e sul linguaggio lascivo: ma l'esagerazione esprime bene l'essenza di un fenomeno. La fine della storia è trascinata e incerta, il film è esile, ma l'invenzione dei due personaggi e dei rapporti tra loro è buona ed efficacemente metaforica. Beppe Fiorello se la cava, Verdone comico e malinconico è portatore di rimpianti, di sussulti di vitalità, di tristezze, di divertimento". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 29 febbraio 2000)

"Apprezzabile soprattutto per la stupenda interpretazione del protagonista, che fa simpatia per quel suo tenersi in bilico fra il grottesco e la commozione, nella seconda parte il film risulta prevedibile e non ben motivato. Un altro limite è costituito dalla prestazione di Beppe Fiorello, disinvolto ma ancora immaturo per esprimere la complessità di un personaggio bello e dannato: per tener testa all'uomo-orchestra Verdone, ci voleva un Tony Curtis d'epoca". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 4 marzo 2000)

"Se non fosse verdonesco, 'C'era un cinese in coma' di Carlo Verdone deluderebbe i verdonisti e incasserebbe meno del previsto. Dunque rassegnatevi a rivedere un repertorio non illimitato, sebbene ancora capace di variazioni sul tema che vadano oltre le battute che certi/e telegiornalisti/e, entusiasti di mestiere, si affrettano a riversare nelle case, scambiandole per caserme. Facciamocene una ragione. Ma era necessario che 'C'era un cinese in coma' durasse quasi due ore? Sopperire alla qualità con la quantità rende solo più evidenti i difetti. È un peccato perché, di questi tempi, un film di e con Verdone resta pur sempre quello di un passabile regista e con un buon comico. Un regista che non ha fantasia nel disporre la macchina da presa, pazienza, ma che gira un film. Non un film-tv. (...) Trattandosi di un film seriale 'C'era un cinese in coma' è un prodotto collaudato, che spopolerà da Grosseto in giù e anche in su. Di Verdone s'è detto. Quanto a Fiorello immette nel film una rorida - di sudore - fisicità da intrattenitore di villaggio turistico". (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 5 marzo 2000)

Tutto Carlo Verdone

Manuale d'amore 3 - Poster Io, loro e Lara - Locandina L'amore è eterno finché dura - Locandina Ma che colpa abbiamo noi Il mio miglior nemico C'era un cinese in coma Grande Grosso e Verdone Posti in piedi in Paradiso - Poster Sotto una buona stella - Poster La grande bellezza L'abbiamo fatta grossa

I film della stagione 1999-2000


HTML 4.01 Strict - WAI 1.0 - A - Facebook - twitter

auditorium di Casatenovo - Viale Parini, 1 - 23880 Casatenovo (Lecco)
Partita IVA: 01289690131 - Telefono e fax: 039 9202855

area riservata - informazioni legali - privacy policy - sponsor - web design - scrivici una e-mail