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Uomini di parola

Uomini di Parola

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Tre anziani criminali si riuniscono dopo quasi trent'anni per un'ultima notte di follie. Rilasciato dopo aver scontato una pena di 28 anni di carcere, Val trova ad attenderlo il suo migliore amico Doc, anche lui ex galeotto, investito da un compito ingrato: ucciderlo entro 12 ore su ordine del loro vecchio boss. Prima di dirsi per sempre addio, i due amici decidono di far evadere dall'ospizio il terzo componente della vecchia banda, Hirtsch, e rivivere le emozioni di un tempo...

Regia: Fisher Stevens

Interpreti: Al Pacino, Christopher Walken, Alan Arkin, Vanessa Ferlito, Julianna Margulies, Katheryn Winnick

Sceneggiatura: Noah Haidle

Fotografia: Michael Grady

Musiche: Lyle Workman

Durata: 1 ora e 50 minuti

 Biglietti esselunga Vieni al cinema alla domenica sera - a Casatenovo costa meno Prendi sei e paghi cinque - Tessere a scalare

Valutazione Pastorale (dal sito della CNVF della Conferenza Episcopale Italiana)

Giudizio: consigliabile, problematico *

Tematiche: Amicizia; Anziani; Famiglia; Gangster; Metafore del nostro tempo; Sessualità

Tutto in una notte, dopo trenta anni di carcere e una vita in attesa di riscatto. Questa scorribanda 'on the road' di tre gangster impenitenti che vogliono rimandare l'ultimo appuntamento con la morte ha i toni elegiaci di un malinconico passo d'addio, un saluto irriverente e rabbioso che ricorda quello analogo di John Wayne e James Stewart ne "Il pistolero" di Don Siegel (1976). Dal western al gangster la differenza è in fondo poca, e l'esordiente Stevens ha la capacità di recuperare una mitologia dell'immaginario americano questa sì senza età né epoca. Il resto lo fanno i tre attori in quell'interscambio magico in cui finzione e verità riescono a non farsi più distinguere. L'elegia senile di un 'genere', tra rimpianti, colpi di coda, ribellione, sentimenti non detti, è forse anche quella di un certo cinema, di storie che sedimentano emozioni e restano timide, quasi timorose di non rendere eroi quei malavitosi incalliti. Un ritratto intenso per un film che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come consigliabile e nell'insieme problematico.

Utilizzazione: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, interessante anche per come fa emergere umanità e comprensione nelle vite dei tre gangster. Attenzione è da tenere per minori e piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di dvd e di altri supporti tecnici.

cinematografo.it - Fondazione ente dello spettacolo ***** Toccante commedia senile: Al Pacino e Christopher Walken cantano nostalgia canaglia

E’ un film che inizia dal secondo tempo. Accade tutto in un giorno, dopo che tutto è già accaduto. Ventiquattro ore nella vita di due mobster - uno appena uscito dopo 30 anni galera e l’altro lì ad aspettarlo, per farlo fuori – in cui precipitano gli eventi del passato. Addirittura meno di un paio (d’ore) nella carriera di due grandi attori, Al Pacino e Christopher Walken (aggiungiamo in terzo: Alan Arkin), che sono anche due attori grandi (entrambi sopra i 70). Un rendez-vous da ultima alba. Un momento incastonato tra la memoria e l’attesa, vissuto senza più ansie da conquista.

E’ una commedia intrisa di nostalgia Uomini di parola, segnata da arguzie amare e morbidi chiaroscuri.

Un racconto senile che si muove con lenta, inesorabile continuità. Lungo l’arco di una giornata: una durata troppo breve in una vita, può essere lunga sul grande schermo.
Compressione e dilatazione, il cuore del film è un metronomo. Un ritratto del tempo che sarebbe piaciuto a Deleuze.

Tempo già vissuto, che passa, incalza, si consuma. E tempo che rimane. Quella curva stretta, tra presente e futuro, da cui dobbiamo passare.

La scelta che ci compete è un’altra, rassegnarsi o scuotersi, attendere o agire. Tocca a noi decidere, ma la libertà non aspetta.

Domani è già oggi. (Gianluca Arnone)

Uomini di parola

I film della stagione 2013 / 2014


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