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Sotto una buona stella

Sotto una buona stella

Sabato 1 marzo - Ore 21:00

Domenica 2 marzo - Ore 16:00 e 21:00

Sabato 8 marzo - Ore 21:00

Domenica 9 marzo - Ore 16:00 e 21:00

Federico Picchioni ha divorziato dalla moglie quando i loro figli erano ancora piccoli. Il padre non ha mai fatto mancare nulla alla sua famiglia, tranne la propria presenza perché impegnato in una brillante carriera presso una holding finanziaria. A un certo punto, l'improvvisa morte della ex moglie e uno scandalo finanziario che lo riduce praticamente in rovina, sconvolgono la vita di Federico. Non potendo più permettersi di mantenere l'affitto dei figli, è costretto a ospitarli in casa. La prima persona a pagare le conseguenze della situazione è Gemma, la compagna di Federico, che scapperà immediatamente via di casa sconvolta dall'irruenza dei nuovi arrivati. A portare un po' di serenità nella vita della famiglia riunita sarà Luisa, la simpatica e gentile nuova vicina di casa di Federico, che fa di mestiere la "risanatrice di aziende" ed è costretta ogni giorno a licenziare molte persone...

Regia: Carlo Verdone

Interpreti: Carlo Verdone, Paola Cortellesi, Tea Falco, Lorenzo Richelmy, Eleonora Sergio

Sceneggiatura: Carlo Verdone, Pasquale Plastino, Gabriele Pignotta, Maruska Albertazzi

Fotografia: Ennio Guarnieri

Montaggio:Claudio Di Mauro

Musiche: Umberto Scipione

Durata: 1 ora e 46 minuti

 Biglietti esselunga Vieni al cinema alla domenica sera - a Casatenovo costa meno Prendi sei e paghi cinque - Tessere a scalare

Valutazione Pastorale (dal sito della CNVF della Conferenza Episcopale Italiana)

Giudizio: consigliabile, brillante

Tematiche: Famiglia; Famiglia - genitori figli; Giovani; Lavoro; Politica-Società

"Cerco in poche parole di raccontare debolezze, nevrosi, sbandamenti, vittorie e sconfitte del tempo che viviamo". Così Carlo Verdone presenta questo 24° film diretto e interpretato a partire dall'ormai lontano ma non dimenticato "Un sacco bello", 1978. Da quando entra in scena Luisa (Paola Cortellesi), ogni passaggio è utile per evitare che il lieto fine risulti troppo prevedibile e un po' "telefonato". Nell'intrepretare il ruolo di Picchioni, Verdone non rinuncia a colorire il personaggio con indecisioni, sorprese, turbamenti, soprattutto fraintendimenti, affidandosi a mimica, gestualità, giochi di parole che rimandano ad una comicità 'antica': il che significa seria, genuina, autentica. Picchioni è il prototipo dell'uomo di oggi, che sa le difficoltà del presente, non pensa di essere migliore di altri ma sa di avere la forza per spingere gli altri a fare qualcosa di meglio, a dare l'esempio per un migliore vivere civile. Mite ma non pavido, aperto ma non indifferente, Picchioni è forse Verdone stesso, giunto a un passo decisivo della propria carriera di artista. Non sempre incisivo e graffiante, il copione conquista per un malinconica onestà di fondo, per la sincerità espressiva con la quale si getta nei disperanti problemi dell'Italia contemporanea. Primi fra i tanti i figli e il lavoro. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare com consigliabile e nell'insieme brillante.

Utilizzazione: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in occasioni successive come ritratto divertito e concreto dei molti aspetti problematici della nostra vita quotidiana.

cinematografo.it - Fondazione ente dello spettacolo ***** Verdone e la commedia di un uomo perbene. Leggera, affettuosa e con un fiore all’occhiello: Paola Cortellesi

Mai perdere le speranze e soprattutto la pazienza. Anche quando va tutto a rotoli, il lavoro, la famiglia, la fidanzata. E’ l’assioma di Sotto una buona stella, il nuovo film di e con Carlo Verdone, in sala dal 14 febbraio, protagonista Federico Picchioni, sessantenne gagliardo e un po’ ingenuotto.

Una bella casa, due figli viziati e superficiali (lui aspirante cantautore, lei scrittrice), tenuti a distanza, e una giovane compagna, Gemma (Eleonora Sergio) che fa bene al cuore e alla salute. Carriera in ascesa, presso una holding finanziaria in cui scorrono soldi, roba da dilettanti però a pensare ai lupi di Scorsese, ma qui (si scopre subito) il colpevole è solo uno: il Caso. Ce la mette tutta per rovinare il povero Picchioni: muore la ex moglie e lo scandalo finanziario lo travolge in pieno.

Poco importa ai clienti che lui non c’entri niente, la barca affonda ed è meglio affidarsi a galleggianti più sicuri. I figli (Lorenzo Richelmy e Tea Falco) privati dei privilegi, sono costretti alla coabitazione.Non c'è nobiltà nell'essere poveri dice Jordan Belfort in The Wolf of Wall Street, lo capisce immediatamente anche Picchioni, che si ritrova a dividere gli spazi non proprio piccoli con la fidanzata arrabbiata, i ragazzi svogliati e, ciliegina sulla torta, una nipotina. L’appartamento perfetto diventa un porto di mare, gente che va (Gemma, in meno di 48 ore, la colf stesa da un giocattolo) tossici alternativi che arrivano. Che fare? Intanto socializzare con la nuova vicina Luisa (Paola Cortellesi) che, dapprima molesta, si rivela invece preziosa (si intende di tutto, dall’idraulica al risanamento di aziende) soprattutto nella (mal)gestione familiare di Federico.

La storia non è molto originale, l’incapacità di essere genitori ha dato adito a tante forme di espressione narrative e filmiche, e non è così brillante l’idea dell’inquilina che si rivela una risorsa inestimabile. C’è da dire, però, che senza Carlo Verdone il futuro sarebbe meno gentile: è la commedia di un uomo perbene, e qua e là si sorride perché il film è sincero e la Cortellesi è strepitosa. Prima in versione rumena e, infine in quella hard, duetta con Verdone che è una bellezza. (Marina Sanna)

Sotto una buona stella

La critica

 "In un Paese normale (e in una industria cinematografica normale) Verdone sarebbe da tempo il volto rassicurante del nostro cinema, una specie di 'goodwill ambassador' incaricato di occuparsi di quel lavoro di promozione e propaganda presso i giovani che solo può assicurare un qualche futuro al settore. In attesa di diventarlo, un Paese normale, lui per nostra fortuna continua a impegnarsi nel fare un cinema «normale», cioè onesto e adulto. Anche a rischio di dover tener un po' a freno la voglia di comicità. Perché invece di sfruttare gli spunti offerti dall'attualità per cercare la risata (cinema parassitario dove la tecnica della sceneggiatura sovrasta e soffoca ogni cosa), Verdone con 'Sotto una buona stella' si sforza di guardare il mondo che lo circonda per restituircelo attraverso la lente del sorriso (cinema maieutico dove la coerenza della storia viene prima della pura invenzione di gag o battute). Così, la prima vera situazione comica del suo ultimo film arriva dopo che la storia ha già preso l'abbrivio e la vita di Federico Picchioni (interpretato dallo stesso Verdone) è già cambiata radicalmente (...). È allora che entra in scena Paola Cortellesi, nei panni di Luisa Tombolini, neovicina di casa che per giustificarsi dell'eccessivo rumore causato dalla ristrutturazione si spaccia per una manovale rumena. Una finzione che perde subito ogni possibile venatura razzista e che innesca invece un gioco degli equivoci capace di andare al di là della semplice gag sulla storpiatura della pronuncia. Lo faccio notare subito perché mi sembra che la chiave che ha guidato Verdone e i suoi co-sceneggiatori (Pasquale Plastino, Gabriele Pignotta e Maruska Albertazzi) sia proprio quella di vedere nelle situazioni drammatiche la loro possibile componente comica e in quelle comiche il lato più serio. Così l'audizione musicale di Niccolò oscilla tra il trash dei due «esaminatori» e la commozione del padre che scopre una faccia del figlio che non conosceva. E allo stesso modo, lo scambio di passeggini (e bambini) al supermercato finisce per ribaltare le certezze di Verdone, «confusionario» e «distratto» forse anche di più della figlia Lia. Una scelta controcorrente rispetto alle commedie italiane arrivate ultimamente sui nostri schermi, dove lo spunto narrativo all'origine delle varie situazioni finisce ben presto per essere dimenticato o tradito in nome della risata più facile e corriva. Verdone va controcorrente, inseguendo il ritratto di un mondo dove le persone sono messe davanti alle loro responsabilità e alla fine si sforzano di non nascondere la testa sotto la sabbia. È un percorso curiosamente in sintonia con quello di Virzì, che ha anche lui abbandonato le protettive ambientazioni toscane per alzare sguardo e ambizioni. Così dimostra di voler fare anche Verdone, a cui l'età ha portato maturità registica (più fluida e meno scolastica di certe sue opere precedenti) e ambizioni più adulte. Riuscendo anche a togliere a Paola Cortellesi alcune delle spigolosità che le ha lasciato la televisione, troppo attenta al facile effetto immediato piuttosto che a una costruzione del personaggio più lenta e meno superficiale. Come andranno a finire le disavventure di questi occasionali vicini di casa lo lasciamo al piacere della visione (dove non mancano situazioni di comicità «pura», come la caotica jam session di poesia a casa dell'assente Federico o il colloquio «medico» sull'eiaculazione precoce) ma mi sembra importante ribadire ancora una volta il salto di qualità che Verdone sta compiendo rispetto a una via nazionale verso la commedia che ha finito per impoverire il cinema e i suoi spettatori. Per carità, Billy Wilder è ancora lontano, ma c'è in questo film una sincerità e una tenerezza (soprattutto verso gli errori dei propri personaggi) che non può non colpire. Questo Federico Picchioni è uno come noi, come tanti, che cerca di fare i conti con un mondo che non gli vuole particolarmente bene ma da cui non vuole scappare e contro cui non vuole neanche inveire perché sa bene di aver contribuito a crearlo (non sarà un caso se per ben due volte accetta di buon grado di farsi interrogare dai rappresentanti dell'ordine, quando la finanza arriva nel suo ufficio e quando scambia involontariamente i passeggini). E' sempre il Verdone impacciato e imbranato - e quindi comico - dei suoi personaggi più famosi, ma questa volta con un po' di coscienza in più, con la convinzione che in certe situazioni non si deve solo riderci su, qualche volta bisogna anche cercare di rifletterci sopra." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 12 febbraio 2014)

Sotto una buona stella

"La metamorfosi del Verdone sempre meno e ormai decisamente non più da un pezzo 'giovane comico' è stata lenta, a sbalzi, punteggiata di concessioni alla prima maniera - alla quale il suo pubblico, malgrado il passaggio di generazione, resta attaccatissimo - ma ineluttabile, a questo punto irreversibile, e anche governata da lui con consapevolezza e saggezza (per esempio nel defilare il proprio personaggio, farlo slittare dal centro al lato della scena) sia pur non prive dei rovelli che caratterizzano l'artista e la persona, e lo fanno sentire vicino, umano e simpatico a tutti. Diciamo subito che l'esito di 'Sotto una buona stella' deve assai alla partner di Carlo in scena, Paola Cortellesi. Non è una novità l'attenzione generosa di Verdone alle sue partner femminili, lo possono testimoniare tutte le attrici, molte e quasi tutte quelle che hanno fatto il cinema italiano dell'ultimo trentennio, che gli sono state accanto. Ma qui si ha l'impressione di qualcosa in più. Che è da decifrare. C'entra di sicuro la saggezza di cui si è detto, quella di sottrarre qualcosa al proprio protagonismo in scena. Ma c'entra anche un'altra cosa: l'intervento di Cortellesi, e ne è prova il netto cambio di tono tra il prima e il dopo la comparsa del suo personaggio, è anche un 'arrivano i nostri' che fa molto per il salvataggio di un film che inizia - e resta fintanto che lei non appare - parecchio scolorito. L'annosa battaglia di Carlo per la conquista di un modello di commedia matura, malinconica, venata di preoccupata problematicità e nutrita dì sentimenti e di qualche sprazzo di crudeltà alla gloriosa maniera classica italiana (che ha dato esiti migliori e più interessanti), se nella prima parte di film non centra il bersaglio neanche alla lontana, nel duetto con Cortellesi prende quota. (...) Molte le battute che, non sempre elegantissime, centrano il bersaglio. (...) fino a un brillante finale. Ma il risultato d'insieme, onestamente, resta al di sotto delle aspettative e delle ambizioni." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 13 febbraio 2014)

Sotto una buona stella

"Autore di commedie di costume che con il tempo sono diventate più crepuscolari, Carlo Verdone in 'Sotto una buona stella' mette in scena un teatrino familiare afflitto dai mali tipici di quest'epoca spaesata e confusa: la precarietà economica e la vulnerabilità degli affetti. (...) nello sconfortante scenario si accende una piccola luce di futuro nella figura di Luisa, una vicina di pianerottolo dal carattere solare a dispetto del fatto di essere una 'tagliatrice di teste', cosa che le procura sensi di colpa da cui si libera tentando di assicurare un nuovo posto a coloro che ha dovuto licenziare. E' una delle tante trovate divertenti di un film che trova modo di far ridere sui drammi del quotidiano di molti italiani. E Verdone - che ha la rara qualità di scegliere quasi sempre partner brave e brillanti, in grado di tenergli testa - intreccia con Paola Cortellesi duetti spiritosi ed efficaci. Dove la commedia mostra invece una certa debolezza è nella struttura narrativa, che pur coerente manca di un autentico motore dialettico. Vero che il legame con i figli sull'arco della storia si trasforma da negativo in positivo, ma senza che ci sia un convincente scatto drammaturgico; e tra l'altro, sia l'introverso Lorenzo Richelmy, sia Tea Falco con il suo accento siciliano e la voluta aria bohémien, sembrano avere poco in comune con il microcosmo poetico verdoniano. Mentre il rapporto fra Verdone e la Cortellesi matura dall'amicizia all'amore passando per una rottura ricucita troppo casualmente. Però loro due insieme sono accattivanti." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 13 febbraio 2014)

Tutto Carlo Verdone

Manuale d'amore 3 - Poster Io, loro e Lara - Locandina L'amore è eterno finché dura - Locandina Ma che colpa abbiamo noi Il mio miglior nemico C'era un cinese in coma Grande Grosso e Verdone Posti in piedi in Paradiso - Poster Sotto una buona stella - Poster La grande bellezza L'abbiamo fatta grossa

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