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Oggetti smarriti

Oggetti smarriti

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A chi non è capitato di smarrire un oggetto di uso comune, proprio quello che avevamo sotto gli occhi fino ad un attimo prima? Un orologio, un paio di occhiali, le chiavi della macchina, la macchina stessa. Un piccolo incidente di percorso quotidiano, dalla sparizione di un cacciavite alla scomparsa di una bambina, “mette in riga” Guido. Lui è un architetto quarantenne che pensa solo alle donne, alle macchine e alla bella vita, talmente superficiale da dimenticarsi di avere una figlia di sei anni, Arianna, che lo adora. Fin quando la piccola non gli sparisce letteralmente da sotto il naso.. Abbiamo a che fare con una persona sbadata, uno di quelli che abitualmente dimentica le cose? No, non è così, Guido è un razionale, un professionista, pratico, deciso, affidabile. Dapprima pensa ad uno scherzo, poi immagina che Arianna se ne sia andata, ma dove? In breve Guido arriva ad immaginare le cose più serie e spaventose per quanto improbabili.

Regia: Giorgio Molteni

Interpreti: Roberto Farnesi, Chiara Gensini, Giorgia Wurth, Michelangelo Pulci, Francesca Faiella, Davide Paganini, Ilaria Patanè

Sceneggiatura: Giorgio Molteni

Fotografia: Angelo Stramaglia

Musiche: Franco Eco

Durata: 1 ora e 23 minuti

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cinematografo.it - Fondazione ente dello spettacolo ***** A volte bisogna perdersi per ritrovarsi: tra commedia e fantasy, la (buona) lezione di vita di Giorgio Molteni

Chi non si è mai perso un oggetto? Che più lo si cerca e meno lo si trova. E' quello che accade a Guido (Roberto Farnesi), protagonista del film Oggetti smarriti, che si perde dentro la propria casa non solo un semplice cacciavite, ma Arianna (Ilaria Patanè), la propria figlia di sei anni!

L'architetto quarantenne tutto preso da belle donne e auto costose, da poco separato, cadrà nella disperazione più totale alla ricerca della figlia. Per fortuna esiste un Ufficio Oggetti Smarriti, fatto apposta per aiutarti a ritrovare quello che hai perso, con tanto di centraliniste (Giorgia Wurth) e finte vicine di casa (Chiara Gensini). E una voce narrante (Michelangelo Pulci) che illustra varie regole per ritrovare l'oggetto smarrito: l'oggetto è scomparso può essere che sia dove doveva essere oppure è coperto oppure bisogna tornare indietro nel tempo smettendo di cercarlo disperatamente. Ma le pratiche sono molto più complicate per chi non ha smarrito un oggetto, ma se stesso e le cose importanti della vita come nel caso di Guido, che passando attraverso la solitudine, la paura, la confusione e lo smarrimento riuscirà per fortuna a non essere più un oggetto smarrito.

Tra commedia e fantasy, Oggetti smarriti, diretto dal regista Giorgio Molteni e scritto da Giornio Fabbri (che si è ispirato al metodo delle sette regole per trovare un oggetto, articolo letto su un sito e trasformato in una sceneggiatura) è un film innovativo nella sua commistione di generi, che riesce a divertire con pochi mezzi (è quasi interamente girato all'interno di un appartamento a Savona). E anche grazie alla bravura di Roberto Farnesi (volto noto della tv, che con questa prova si smarca definitivamente) ci porta con ironia nella contemporaneità di un padre scostante e assente che si è perso nel labirinto della sua mente e nella propria confusione, insegnandoci una grande lezione di vita: a volte bisogna perdersi per ritrovarsi. (Giulia Lucchini)

Oggetti smarriti

La critica

"Il film di Giorgio Molteni ('Aurelia') parte con ambizione a mille, degna del prof. Sacks: trasformare uno stereotipo della psicanalisi (perdita presunta di un oggetto) nell'agguato della crisi di valori e sentimenti. Per cui il bravo e impegnato Roberto Farnesi perde la sua bambina, come accade in cronaca. Incapace di tutto l'arco espressivo, il film offre tutte le sue buone intenzioni con sottotraccia apprezzabile." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 11 luglio 2013)

"Introdotto da un prologo esplicativo troppo lungo, un piccolo film italiano tinto di surrealismo, un 'racconto morale' simpaticamente atipico rispetto alle convenzioni del nostro cinema. Fatta eccezione per le pause 'didattiche' (dove un tipo bizzarro, interpretato dal comico Michelangelo Pulci, ci spiega perché e come smarriamo gli oggetti) e per qualche flashback, il film si svolge tutto in un unico ambiente. Il che, malgrado la durata di un'ottantina di minuti appena, finisce per sottolineare il suo fiato breve, da 'corto' dilatato." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 11 luglio 2013)

"Peccato che il copione non sia abbastanza lavorato e che la regia sia piatta perché, se ben realizzata, l'idea potrebbe funzionare." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 11 luglio 2013)

"Delude invece 'Oggetti smarriti' di Giorgio Molteni (...) film, decisamente troppo ambizioso, si smarrisce nei meandri di metafore, simbolismi e allegorie che generano impazienza più che apprensione." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 11 luglio 2013)

"Piccolo film 'indie' che con una certa originalità si pone a metafora del valore ultimo delle 'cose', laddove s'intendono anche esseri umani. Se l'idea è ottima - e la parabola soddisfa il suo intento - lo svolgimento lascia non poco a desiderare, denunciando ancora l'esilità di un certo cinema italiano 'dalle buone intenzioni'. Peccato. Troverà al Giffoni Film Festival il suo pubblico." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 11 luglio 2013)

"Spiacerà a chi come noi gradì una dozzina d'anni fa 'Il servo ungherese' e non ha smesso di aspettare da Giorgio Molteni un'opera altrettanto intrigante. 'Oggetti smarriti' non lo è. Molteni si è avventurato in due sottogeneri (la commedia onirica e il dramma esistenziale) che altri (specie i francesi) trattano spesso benissimo. Ma i nostri registi no (non l'hanno nel Dna)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 11 luglio 2013)

"Il passaggio da commedia a thriller funziona bene. Stonano, invece, i personaggi, troppo caricaturali, che fanno da contorno e una pasticciata deriva onirica. Comunque, un tentativo coraggioso." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 11 luglio 2013)

Oggetti smarriti

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