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Last Vegas

Last Vegas

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Last Vegas vede protagonisti quattro amici, Billy (il premio Oscar Michael Douglas), Paddy (il premio Oscar Robert De Niro), Archie (il premio Oscar Morgan Freeman) e Sam (il premio Oscar Kevin Kline) che si conoscono da sempre; in occasione dell'addio al celibato di Billy, lo scapolo incallito del gruppo, decidono di partire per Las Vegas con il proposito di rivivere i loro giorni di gloria dimenticandosi della loro vera età. Billy finalmente si è deciso a sposare la sua compagna (ovviamente molto più giovane di lui). Ben presto però i quattro si renderanno conto che la Città del Peccato è molto cambiata da come la ricordavano; la loro amicizia sarà messa a dura prova. I Rat Pack possono aver calcato il palcoscenico del "Sands" e il Cirque du Soleil può adesso dominare la "Strip", ma i nostri protagonisti la faranno ancora da padrone a Las Vegas.

Regia: Jon Turteltaub

Interpreti: Robert De Niro, Morgan Freeman, Michael Douglas, Kevin Kline, Mary Steenburgen, Weronika Rosati, Jerry Ferrara, Romany Malco, Roger Bart

Sceneggiatura: Dan Fogelman

Fotografia: David Hennings

Montaggio: David Rennie

Musiche: Jon Turteltaub

Durata: 1 ora e 45 minuti

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cinematografo.it - Fondazione ente dello spettacolo ***** Se i Leoni sono acciaccati non c’è Notte che tenga: De Niro, Douglas, Freeman e Kline fanno festa insieme. E il divertimento?

Se ci avessero detto che per vedere insieme quattro Premi Oscar del calibro di Robert De Niro, Michael Douglas, Morgan Freeman, Kevin Kline (toh chi si rivede…) avremmo dovuto attendere Last Vegas, ci saremmo rassegnati molto tempo prima. Come dire, saggezza popolare non mente: meglio soli che male. Il danno è fatto e l’unica consolazione è che ci vorranno forse meno anni prima che la famigerata reunion venga dimenticata.

Chi aveva previsto Una notte da leoni in formato geriatrico ci ha preso, ma aveva omesso di dire che non era un bel biglietto da visita. Perché se i Leoni sono spelacchiati, afoni e acciaccati, non c’è Notte che tenga e divertimento che valga: certe cose a una certa età non le puoi più fare, con buona pace dell’intrattenimento, loro e nostro. D’altra parte la commedia di Jon Turteltaub, in un sussulto di pietà, corregge il tiro cammin facendo, regalandoci un’edificante chiosa morale in calce allo sberleffo senile. Il risultato annacqua un’operazione fino a quel momento solo poco comprensibile.

Pretesto del rendez-vous è l'addio al celibato di uno di loro, deciso a sposare una donna che ha meno della metà dei suoi anni (come dice il personaggio di Michael Douglas “puoi essere vecchio e brutto, ma se hai una bella villa sul mare le donne ti troveranno irresistibile”: e vai!). I quattro amici – il promesso sposo (Douglas), il sopravvissuto a un infarto (Freeman), il vedovo rancoroso (De Niro), il pensionato metà uomo e metà protesi (Kline) – si ritrovano nella città del vizio per un rigurgito di giovinezza da onorare con bidonate di alcol, pupe siliconate, slot machine e tanta malinconia. L’idea che per sentirsi vivi bisogna rifare per forza le sciocchezze dei giorni andati è discutibile, ma avrebbe avuto comunque più credito del deprimente vorrei ma non posso servito dalla sceneggiatura di Dan Fogelman.

Le gag sono tutt’altro che sorprendenti e sfruttano l’irriducibilità di corpi e desideri, entrambi antichi ma non più associabili. Las Vegas non è mai stata tanto luccicante e innocente, e dire che lì De Niro ci aveva girato Casino. Tra i quattro beniamini l’alchimia è meno scontata di quanto si pensi, prova ne sia che alla radiosa Mary Steenburgen bastano un paio di pose per oscurare tutta la compagnia.

Il cameo di 50 Cent ci ricorda che l’hip-hop non è musica per le loro orecchie. Come se Last Vegas fosse invece gioia per i nostri occhi. (Gianluca Arnone)

La critica

"Quarta notte da leoni, solo che i machi hanno 70 anni, bevono uguale e complottano a Las Vegas per ostacolare il matrimonio del vegliardo innamorato. Il regista Turteltaub lascia il paranormale per far l'elogio della terza età con un cast pieno di candeline, Oscar e malinconica allegria: Douglas, De Niro, Freeman, Kevin Kline e l'adorabile Steenburgen. E a Dan Fogelman si deve un copione scoppiettante." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 23 gennaio 2014)

"Con l'avanzare della longevità si moltiplicano i film di 'pantere grigie', in forma di actioner ('Red' e 'Red 2') o di commedia. 'Last Vegas' ricade nel secondo caso raccontando, in stile 'Una notte da leoni' episodio 50, la rimpatriata di quattro amici dai tempi dell' adolescenza (...). Tra una sbornia e una lite (...) , vengono fuori tutti i luoghi comuni sull'amicizia e sugli acciacchi della vecchiaia. Per film come questo si è soliti dire che il cast vale comunque la visita. Tesi discutibile. Se Kevin Kline (il meno anziano del gruppo) profonde una certa energia, De Niro e Douglas sembrano annoiarsi, e il pubblico con loro. Ma quel che dà più fastidio è l'atteggiamento paternalistico verso la terza età, con enfasi sul banale concetto che sia un dovere non rinunciare mai al divertimento e ai piaceri della vita." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 23 gennaio 2014)

"Diretto con professionalità da Jon Turteltaub, regista aduso a firmare prodotti d'intrattenimento per famiglie, 'Last Vegas' è stato definito «Una notte da leoni in versione terza età». In parte è vero, in parte no: qui il divertimento nasce soprattutto dal piacere di vedere un gruppo di divi prestigiosi che, pur impegnati in un calibrato gioco di squadra, si dilettano a incarnare i rispettivi personaggi secondo i propri ritmi e la propria personalità. Tutti e quattro aureolati dall'Oscar, l'(insolitamente) ludico Morgan Freeman, lo spiritoso Kline, De Niro scorbutico romantico e Douglas playboy non così incallito - per non parlare della matura regina di cuori Mary Steenburger - sono incantevoli; e nella griglia di un copione dal prevedibile taglio di sitcom, riescono persino a far scattare la corda dell'emozione." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 23 gennaio 2014)

"Vecchie star al cinema. Ormai è moda. Dobbiamo ancora riprenderci dall'incontro di boxe Stallone-De Niro de 'Il grande match' (per non parlare della saga action 'I mercenari' o 'Uomini di parola' con due grandi Christopher Walken e Al Pacino) che ecco arrivare 'Una notte da leoni' rifatto da quattro purosangue ultrasettantenni come De Niro (il rancoroso), Michael Douglas (l'edonista), Morgan Freeman (lo scanzonato) e Kevin Kline (1'erotomane), nei panni di vecchi amici ancora pronti a gozzovigliare a Las Vegas per l'addio al celibato di uno della gang. Opera oppure operazione? Chiaro che c'è calcolo e furbizia ma i leoni ruggiscono ancora e tra Viagra, incomprensioni ancestrali per colpa di competizioni sentimentali e gag gerontofile (a ogni telefonata, gli amici si aspettano di sentir parlare di cancro o prostata o peggio) si ride con gusto. Il migliore è Kline. Il più giovane della banda." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 23 gennaio 2014)

"Intrepidi pensionati alla riscossa del tempo perduto. O, per meglio dire, impenitenti goderecci evergreen che pur di trascorrere un weekend hot & hard sono disposti a tutto. Eccola radiografia di quattro over 60, più o meno ben prestanti, che hanno i nomi di altrettante star di Hollywood: Douglas, De Niro, Freeman e Kline (...) Las Vegas è la meta, dove ovviamente ne succederà di ogni, sulla falsariga formato vintage del cult 'Una notte da leoni'. Divertente e sorretta dal carisma dei 'fab 4', la commedia scorre su una narrazione inevitabile, con tanto di finale riappacificante, perché il 'vissero felici e contenti' funziona a qualunque età. Applauditissima apertura fuori concorso del 31 Torino Film Festival." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 23 gennaio 2014)

"Non si capisce perché la seconda fila delle produzioni hollywoodiane ami così sconsideratamente le allegre rimpatriate di vecchietti e i relativi riciclaggi d'ottimi attori ridotti a caricarsi sulle spalle le proprie caricature. 'Last Vegas' racconta l'addio al celibato del meno usurato di quattro ormai vetusti amici delusi dalla vita e stropicciati dagli acciacchi. (...). Robert De Niro ghigna su se stesso con un masochismo da record, Michael Douglas assomiglia al fantasma schermico del matusalemme padre Kirk (peraltro ancora vivente), Morgan Freeman è infartuato e quindi un po' più mesto del solito, Kevin Kline cerca di mascherare una forma fisica e mentale migliore e quindi meno omogenea alle esigenze del pacchetto-nostalgia." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 23 gennaio 2014)

"Vecchie glorie del cinema che si ritrovano insieme pronti a flirtare proprio con la fama di cui sono portatori, infinita e inesausta. Questo è il gioco del cinema hollywoodiano della terza età. Qui la reunion vede quattro mostri sacri del calibro di Michael Douglas, Robert De Niro, Morgan Freeman e Kevin Kline. Sono, nella finzione cinematografica, quattro amici che sin dall'infanzia hanno mantenuto un solido legame, sebbene la vita abbia giocato diversamente per l'uno e per' l'altro. Il più vivace di loro, quello che ha problemi con l'accettazione della vecchiaia, ha deciso di risposarsi con una giovane donna e ha invitato gli altri per festeggiamenti costosi in quel di Las Vegas. Il resto della vicenda la si può immaginare una volta che si è impostata la macchina narrativa su queste premesse. Nulla può sorprendere in un film come questo, se non la commozione di vedere quattro attori superbi prendersi gioco di se stessi e della vita. E sì, ci sono dei momenti molto divertenti e ben costruiti, sebbene molto oliati e appunto prevedibili. 'Last Vegas' in questo senso è la risposta «anziana» a 'Una notte da leoni', con le dovute proporzioni in termini di deriva alcolica e folle entropia. Ma, evidentemente, le cose più divertenti sono proprio lì, a Las Vegas, quando gli ultra settantenni si mettono alla prova con party scatenati, cercando di arginare il malumore del personaggio di De Niro, che forse in quanto attore sarà stato punto dalla nostalgia di quando girava con Scorsese 'Mean Streets'." (Dario Zonta, 'L'Unità', 23 gennaio 2014)

"Piacerà a chi negli ultimi 30 anni ha sempre creduto che Michael Douglas, Morgan Freeman, Robert De Niro valessero da soli il prezzo del biglietto, e quindi non rinuncerà all'occasione di vederli tutti insieme al prezzo di uno. Il soggetto li serve abbastanza bene. 'Last Vegas' si merita un buon piazzamento nel gruppo sempre più folto delle opere dedicate alla terza età. Domanda: chi recita meglio? Risposta: Mary Steenburgen (la ricordate in 'Ragtime'?) un'attrice che il cinema non ha trattato come meritava, ma che qui riesce alla faccia dei mattatori, a ritagliarsi un piccolo ma sensazionale spazio." (Giorgio Carbone, 'Libero', 23 gennaio 2014)

Robert de Niro

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