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Bling Ring

Bling Ring

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In una Los Angels tormentata dal successo, un gruppo di adolescenti ci mostra la frenesia criminale ed emozionante delle colline di Hollywood. L’ossessione per la vita delle star porta i ragazzi a rintracciare online gli indirizzi di molte celebrità, tra cui Paris Hiliton, Orlando Bloom e Rachel Bilson, arrivando a sottrarre dalle loro abitazioni circa 3 milioni di euro in beni di lusso. Basato su un evento realmente accaduto, il film racconta la storia della banda più famosa di Hollywood, ribattezzata dai media Bling Ring.

Ispirato alla vera storia raccontata su Vanity Fair dalla giornalista Nancy Jo Sales

Film d'apertura della sezione Un certain regard del Festival di Cannes 2013.

Regia: Sofia Coppola

Interpreti: Emma Watson, Leslie Mann, Taissa Farmiga, Erin Daniels, Israel Broussard, Nina Siemaszko, Maika Monroe, Gavin Rossdale, Stacy Edwards, Halston Sage, Katie Chang, Brenda Koo

Sceneggiatura: Sofia Coppola

Fotografia: Harris Savides

Montaggio: Sarah Flack

Musiche: Daniel Lopatin, Brian Reitzell

Durata: 1 ora e 30 minuti

 Biglietti esselunga Vieni al cinema alla domenica sera - a Casatenovo costa meno Prendi sei e paghi cinque - Tessere a scalare

Valutazione Pastorale (dal sito della CNVF della Conferenza Episcopale Italiana)

Giudizio: complesso, problematico, dibattiti

Tematiche: Delinquenza minorile; Donna; Educazione; Famiglia - genitori figli; Giovani

L'articolo di Nancy Jo Sales apparso su Vanity Fair è incentrato sulla vera storia di una teen gang che tra il 2008 e il 2009 rubò più di 3 milioni di dollari in beni di lusso, entrando nelle ville di alcune star. "Ho letto l'articolo -dice Sofia Coppola- e ho pensato che era proprio la trama di un film (...) Le dichiarazioni dei ragazzi mi hanno molto colpita. Sembrava non si rendessero conto di aver fatto qualcosa di sbagliato e che fossero interessati soprattutto alla celebrità ottenuta grazie alle rapine." La vicenda è in effetti fin troppo lineare: i ragazzi stringono a scuola una superficiale amicizia, poi, aiutati dalla estrema facilità con cui trovano indirizzi, entrano nelle case e vi restano a lungo, riescono ad appropriarsi di ingenti quantitativi di oggetti belli e costosi. Tutto sembra giocarsi sul momento della visione: stupore, meraviglia, incredulità affollano frasi e occhi delle ragazze. Il 'dopo' sembra quasi passare in secondo piano. La regia osserva i fatti in modo calmo, tranquillo, divertito. Solo nella seconda parte interviene uno sguardo più stringente e riflessivo. Ma Coppola preferisce non entrare nel vivo degli interrogativi e limitarsi a raccontare. Le colpe sono distribuite tra tutti: scuola, famiglia, i 'famosi', i 'fan', chi produce consumismo chi vuole partecipare al consumo. La California come specchio del mondo? Forse, ma è solo una possibilità. I new media come luogo che scava un solco sempre più ampio tra finzione e verità? Anche questo. I giovani lasciati liberi di cedere a seduzioni e raggiri, in un circuito spettacolare che non distingue tra lecito e illecito? In non pochi passaggi prevale uno stile neutro e asettico, il gelo delle scelte di vita è senza ritorno. Coppola resta aderente ad un cinema pulito ma privo di slanci emotivi, poco aggressivo, meno illuminato rispetto ai tempi di "Lost in translation". L'argomento meritava uno scavo generazionale più approfondito, e il film, dal punto di vista pastorale, è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in successive occasioni, dove sia possibile approfondire con ulteriori apporti i molti temi offerti dal racconto, nel rapporto tra giovani e società contemporanea. Qualche attenzione è da tenere per minori e piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di dvd e di altri supporti tecnici.

Bling Ring

cinematografo.it - Fondazione ente dello spettacolo ***** Hollywood e morti di fama, Nirvana consumista e teen-emulazioni: la mitologia di Sofia Coppola non giudica

Le ragazze non sono interrotte. Sanno quello che vogliono, hanno ben chiaro a cosa aspirare. I loro modelli hanno i contorni luccicanti e il cuore effimero del sistema che li protegge e riproduce. E il sistema è quello - senza scomodare ancora una volta il concetto di apparenza – dell’emulazione per quel “nulla” che si appiccica addosso alla vita opulenta di chi è alla moda. E ha i mezzi per permetterselo. Mettete poi il gruppetto disinibito, carino e privo di grandi valori, formato da quattro ragazze (tra le quali Emma Watson) e un compagno, nel mondo caotico ed eccessivo di una certa Los Angeles - quella delle star che non luccicano in cielo, ma brillano, non di luce propria, sulla terra dei potenti - e la storia di Bling Ring diventa plausibile e incredibile allo stesso tempo.

Sofia Coppola, esperta in solitudini e in mitologie di ieri e di oggi dislocate a diverse latitudini, dopo aver letto le inchieste e un reportage di Vanity Fair sulla storia vera di questi adolescenti, ladri improvvisati più per il gusto di esserlo che per necessità, attirati come mosche fameliche dagli oggetti e i vestiti custoditi nelle ville dei super-ricchi hollywoodiani, ha scritto e diretto un film che rimane appunto sospeso in questo non-mondo, che a noi pare distante e per tantissimi non lo è. Le migliaia di paia di scarpe nel boudoir di Paris Hilton - la villa è davvero la sua - che agli occhi eccitati dei neo-ladri paiono le gemme nella grotta di Ali Babà e scatenano l’effetto Nirvana più di qualsiasi altra sostanza stupefacente, sono lì a rappresentare l’ansia per il tesoro impossibile di una società possibile. Quella stessa che poi su quei fatti e con quei protagonisti ci ha creato pure l’immancabile reality show su una delle famiglie coinvolte, Pretty Wild.

Non è una diminuzione che la regia sia una sommatoria di sequenze piuttosto eccitate, che utilizzano filmati di telecamere, momenti narrativi in progressiva accelerazione - perché il furto diventa una droga e una dipendenza - e un finale pseudo-documentario collegato alle immagini dell’epoca in cui i fatti sono avvenuti (dalla fine del 2008 all’agosto del 2009, refurtiva accertata per oltre 3 milioni di dollari, coinvolte anche le magioni di Orlando Bloom, Megan Fox e Lindsay Lohan, a sua volta coinvolta come responsabile di altri furti).

La Coppola si astiene fortunatamente dall’assumere una posizione giudicante, cosa che ha sempre fatto, che si trattasse degli eccessi settecenteschi di Marie Antonietta o delle abissali apatie di Somewhere. Ha sempre un occhio lucido e moderno, e riesce a piegare perfettamente la sua regia alle esigenze e ragioni della storia che vuole raccontare. Con qualche spruzzata di eccentrica caratura personale. Perfetta la colonna sonora. Come sempre, con Sofia. (Luca Pellegrini )

Bling Ring

La critica

"(...) un'orgia di musica per uno stile fra il documentario e il televisivo, che racconta una certa adolescenza statunitense meglio di un trattato di sociologia. Ciò che ne viene fuori è un frullato di salutismo familiare mistico e sballo extra familiare anfetaminico, vita in diretta televisiva e vita interconnessa, feticismo da marchio e ansia da celebrità, complesso del gruppo e nevrosi da glamour. Una strepitosa Emma Watson (l'eroina di 'Harry Potter') riassume al meglio lo spirito di questa banda scervellata che non ha dalla sua nemmeno l'onestà professionale del rapinatore in quanto tale, ma soltanto il desiderio di esserci, di apparire. Una volta arrestata, il suo è il pentimento finto di chi comunque è arrivato all'obiettivo vero: è conosciuta, parlano di lei, rilascia interviste, va in televisione. (...) Al di là dei singoli personaggi, per la regista è però Los Angeles la vera protagonista della storia. (...) La cultura del tappeto rosso, dei reality familiari, delle grandi dimore, delle luci e delle sollecitazioni, del ritmo ossessivo." (Stenio Solinas, 'Il Giornale', 17 maggio 2013)

"Non è finzione, ma cronaca, scelta da Sofia Coppola per ritrovare la cultura pop e i suoi surrogati: apertura del Certain Regard, nel cast l'ex maghetta Emma Watson, è un reality criminale didascalico e ripetitivo, con regia a circuito chiuso. Altro che signora dell'anello..." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 17 maggio 2013)

Bling Ring

"Adolescenti terribili, versione yankee. Ragazzine senza scrupoli e senza paura; le abbiamo già viste messe in scena con furbizia e estro con Harmony Korine in 'Spring Breakers - Una vacanza da sballo', appena qualche mese fa. Questa volta lo fa Sofia Coppola che sul disagio femminile ha dato qualche bella prova in passato; lo fa con 'The Bling Ring' (apertura di gala del Certain Regard) racconto a sfondo morale tratto da un fatto di cronaca. Se con Korine le ragazze erano di provincia e si lasciavano trascinare dall'aria elettrica di Miami qui siamo in California e le famiglie sono borghesi, consolidate in un benessere evidente. (...) Sofia Coppola descrive bene l'universo californiano anche se a differenza di ciò che accadeva nel più convincente 'Somewhere' il racconto resta in superficie e alla fine il divertimento vero è vedere aprirsi davanti ai nostri occhi le vere ville di Paris Hilton, Kirsten Dunst, Orlando Bloom e Megan Fox o Lindsay Lohan. Nel quintetto spicca Emma Watson già Hermione Granger amica secchiona di Harry Potter." (Andrea Martini, 'Nazione-Carlino-Giorno' 17 maggio 2013)

Bling Ring

"Di una bella biografia o autobiografia, pure di un bel saggio, diciamo 'si legge come un romanzo'. Poi andiamo al cinema, e quando leggiamo la dicitura 'tratto da una storia vera' siamo meglio disposti e più curiosi verso il film. Sembra una contraddizione, non lo è. Vogliamo che le faccende altrui siano esposte in modo che interessano a chi legge, non solo a chi scrive e a chi le ha vissute. (...) Ispirato a una storia vera è 'The Bling Ring', ultimo film di Sofia Coppola dopo 'Somewhere', Leone d'oro alla Mostra di Venezia quando il presidente della giuria era l'ex fidanzato Quentin Tarantino. (...) Sofia Coppola tira fuori dalla vicenda tutto quel che può. Gli snodi di sceneggiatura non sono il suo forte, è invece bravissima a smontare le storie in piccole scene, scambi di battute, comicità slapstick. Sono bravissimi gli attori, a cominciare da Emma Watson studentessa a domicilio, istruita da mamma Leslie Mann (nella vita, la signora Apatow) sui principi di un libro intitolato 'Il segreto'. (...) Usciti dalla proiezione, su Hollywood Reporter scopriamo l'anello mancante. Bella e pronta, la scena che avrebbe tolto 'The Bling Ring' (...) dalla categoria 'gioventù bruciacchiata'. Proiettandolo verso l'anima pop che Coppola possiede. Intervista a Paris Hilton, una delle derubate. Ha prestato la sua magione con tavernetta-night club e palo da lap dance per le riprese del film, fa anche una particina." (Mariarosa Mancuso, 'Il Foglio', 17 maggio 2013)

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Emma Watson

Bling Ring - Poster Facciamola finita - Poster Harry Potter e la camera dei segreti - Poster Harry Potter e il prigioniero di Azkaban - Locandina Harry Potter e il Calice di Fuoco - Locandina Harry Potter e il principe mezzosangue - Manifesto Harry Potter e i doni della morte (parte prima) - Manifesto Harry Potter e i doni della morte (parte seconda) - Poster

I film della stagione 2013 / 2014


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