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Alex Cross

Alex Cross

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Alex Cross, detective e profiler della polizia di Detroit, viene messo a capo delle indagini su un pericoloso serial killer chiamato Picasso. Insieme al collega, e amico, Tommy Kane e alla neo collega Monica Ashe, Cross si metterà sulle tracce dell'assassino scoprendo il suo prossimo bersaglio: Giles Mercier, proprietario di una multinazionale. Per riuscire a prevedere le mosse del killer, Cross dovrà entrare nella sua mente e ingaggerà con lui una sfida spietata che lo costringerà a spingersi oltre i propri limiti morali e psicologici...

Adattamento cinematografico del romanzo di James Patterson "La memoria del killer".

Regia: Rob Cohen

Interpreti: Tyler Perry, Matthew Fox, Jean Reno, Rachel Nichols, Edward Burns, Giancarlo Esposito, John C. McGinley, Carmen Ejogo, Cicely Tyson, Chad Lindberg, Stephanie Jacobsen, Yara Shahidi, Mark Hicks

Sceneggiatura: Marc Moss, Kerry Williamson

Fotografia: Ricardo Della Rosa

Montaggio: Thom Noble

Musiche:  John Debney

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cinematografo.it - Fondazione ente dello spettacolo *****  Si fa presto a dire thriller: il profiler che fu di Morgan Freeman (Il collezionista, Nella morsa del ragno) annega senza suspense

Vi ricordate Il collezionista (1997) e Nella morsa del ragno (2001)? E vi ricordate il personaggio di Morgan Freeman, Alex Cross? Ebbene, teneteli a mente, ma insieme dimenticateli: Alex Cross – La memoria del killer di Rob Cohen è, in qualche modo, sempre tratto dai libri di James Patterson, ma casca male, anni luce di distanza da quei buoni prodotti di genere (thriller).

I demeriti vanno equamente ripartiti, ma sul banco degli imputati, oltre al regista (fotografia moscia, regia tremebonda, etc.), salgono subito anche gli sceneggiatori Marc Moss e Kerry Williamson, che fanno cattivo servizio al prequel, ovvero le gesta di Alex Cross prima di diventare un profiler dell’FBI a Washington DC.

Qui, con la stazza e il carisma di Tyler Perry, lo ritroviamo ancora detective a Detroit, a condurre le indagini sul macabro ritrovamento di una donna mutilata: cherchez il serial killer, magro come un chiodo, psicopatico per antonomasia, Picasso (Matthew Fox) per nome. Nella squadra l’amico Tommy Kane (Edward Burns) e Monica Ashe (Rachel Nichols), Cross deve proteggere la sua stessa famiglia e il prossimo bersaglio di Picasso: il magnate Giles Mercier (Jean Reno).

In bocca al lupo spettatori, è il caso di dirlo, perché il pathos è in libera uscita, la suspense letteralmente missing in action, il cattivo Fox (cura dimagrante quasi ai livelli del Christian Bale de L’uomo senza sonno) e il povero Perry mal assistiti drammaturgicamente, emotivamente – soprattutto Tyler – atoni, rappresi in ingranaggi senzienti e onniscienti – perché Alex sa tutto, dono divino? – senza quid. E’ l’estate (al cinema), tristezza. (Federico Pontiggia)

Alex Cross

La critica

 "Forse non ci sono le finezze di Patterson e non sempre i caratteri dei suoi celebrati personaggi hanno sullo schermo il risultato che avevano sulla pagina scritta, ma Cohen sa come fabbricare un film d'azione e qui ce la mette tutta per reggere le fila di un'avventura che, pur priva di suspense e incline qua e là a certi patetismi, non stenta a farsi seguire con affanno grazie anche ad immagini forti ed intense. Vi concorrono, oltre a Tyler Perry nel personaggio che era stato di Freeman, Edward Burns, il fido Tommy Kane, Matthew Fox, un glabro psicopatico, e addirittura Jean Reno, un altro cattivo, e non di secondo piano." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo Roma', 18 luglio 2013)

"Assai modesto il poliziesco di Rob Cohen, 'Alex Cross', terza avventura del detective prima interpretato da Morgan Freeman: questa volta l'uomo da la caccia a un serial killer psicopatico che commette efferati omicidi, ma la banalità della sceneggiatura raggiunge livelli sconcertanti." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 18 luglio 2013)

"Liber(issim)o adattamento del thriller di James Patterson 'La memoria del killer', il film del mestierante Rob Cohen riporta sul grande schermo quell'Alex Cross che fu di Morgan Freeman ne 'Il collezionista' e 'Nella morsa del ragno'. Ebbene, quei due film sono lontanissimi parenti, perché Alex Cross non va da nessuna parte: pathos sotto i tacchi, suspense da documentario sul plancton. Insomma, un thriller senza memoria: si veda alla voce saldi di fine stagione." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 18 luglio 2013)

"Piacerà agli amatori del giallo violento. Alcuni dei quali dovranno dimenticarsi Freeman e i gialli di Patterson. Regista è Rob Cohen, quello di 'Fast and furious'. I suoi eroi sono craponi muscolari alla Vin Diesel. Le sue storie tirano tutte allo stomaco dello spettatore. Il suo Cross assomiglia a quello dei libri solo all'inizio. Ma il fatto di presentarlo come «detective con famiglia» è solo un espediente per scatenarlo nella seconda parte come un erede dell'antico Charles Bronson. Azione, azione, feroci ammazzamenti, ferocissime vendette. Scelta questa strada sei obbligato ad azzeccare eroe e cattivo. Beh, il «vilain» di Matthew Fox certamente è ad hoc. Il fusto della serie 'Lost', trasformato e pressoché irriconoscibile, fa veramente paura. Calvo e scheletrico ha la mali-gnità e la sinistra buffoneria del Gollum del 'Signore degli anelli' e l'invincibilità del De Niro di 'Cape Fear'. Alex Cross. La scelta di Tyler Peny mi era parsa folle. Va bene un Alex giovanile e muscoloso. Ma perché chiamare questo divo televisivo che la fama se l'è fatta in situations comedies travestito da mammona negra (come affidare Montalbano a uno dei Legnanesi)? Beh, Tyler non sarà Denzel Washington ma funziona. Deve funzionare se lo stesso Patterson ha dato un convinto assenso invece di cacciare a pedate lui e Cohen." (Giorgio Carbone, 'Libero', 18 luglio 2013)

"Il personaggio di Alex Cross, profiler dalle grandi capacità deduttive partorito dalla penna di James Patterson, ha avuto due passaggi cinematografici importanti per merito di Morgan Freeman ('Il collezionista' e 'Nella morsa del ragno'). Anche per questo, meritava una fine migliore di quella che gli ha fatto fare la regia di Rob Cohen e, soprattutto, l'interpretazione anonima, per non dire altro, di Tyler Perry. (...) Sembrano tutti in gita premio, poco motivati da una sceneggiatura da film del cestone del supermercato o, al massimo, da puntata di una serie poliziesca. I dialoghi sono imbarazzanti e un personaggio principale sparisce dalla scena senza che a nessuno freghi qualcosa. Ma Alex Cross non intuiva tutto in pochi minuti?" (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 18 luglio 2013)

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