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Il giorno in più

Il giorno in più

Giovedì 8 dicembre - Ore 16.00 e 21.00

Sabato 10 dicembre - Ore 21.00

Domenica 11 dicembre - Ore 16.00 e 21.00

E' la storia di un 40enne che non riesce a fidanzarsi, che passa di donna in donna, sembra che nessuna gli resista, ma senza un rapporto minimamente stabile e soprattutto che superi i pochi giorni. Giacomo Bonetti è bravo nel lavoro, con le donne e soprattutto nell'evitare accuratamente ogni sorta d'impegno affettivo e sentimentale. La sua vita cambia quando incontra una ragazza su un tram, un'apparizione improvvisa in mezzo ai passeggeri, uno scambio di sguardi, una bellezza sfuggente che divengono presto una vera e propria ossessione. La incontra tutte le mattine andando a lavorare sul trenta barrato che attraversa la città. Ma si può amare una donna di cui non si conosce nemmeno il nome?

Tratto dall'omonimo romanzo di Fabio Volo

Regia: Massimo Venier

Interpreti: Fabio Volo, Isabella Ragonese, Pietro Ragusa, Stefania Sandrelli, Roberto Citran, Luciana Littizzetto, Jack Perry, Camilla Filippi, Lino Toffolo, Paolo Bessegato, Valeria Bilello, Roberta Rovelli, Anna Stante, Irene Ferri, Hassani Shapi

Sceneggiatura: Massimo Pellegrini, Federica Pontremoli, Fabio Volo, Massimo Venier

Fotografia: Paolo Carnera

Montaggio: Walter Fasano

Musiche: Paolo Buonvino, Giuliano Taviani

Durata: 2 ore e 3 minuti

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La critica

"Da Milano a New York inseguendo una bella sconosciuta sul tram 29 nella scia della commedia sofisticata e romantica americana. Fabio Volo azzecca soprattutto nell'ironica prima parte il tono di quel tipo così finto moderno, così affettivamente in panne, finché la trappola patetica di troppe sliding doors allunga la faticosa radiografia del colpo di fulmine. I caratteri ci sono, la Ragonese e Volo emanano voglia di tenerezza e identificazione, molesta la tanta pubblicità smaccata." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 2 dicembre 2011)

"Diavolo d'un Volo: libri, radio, tv, cinema, tutto fa boom. Giusto, è un tipo che piace. Tratta da un suo vendutissimo romanzo, ecco questa commedia romantica, con dialoghi molto spiritosi. (...) La fine è scontata, ma pazienza, ci siamo divertiti abbastanza." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 2 dicembre 2011)

"Tratto dal romanzo di Fabio Volo che ha venduto un'esagerazione di copie, la storia dal retrogusto autobiografico arriva su grande schermo, costruita attorno al suo protagonista. Che ha un grande pregio: è quel che è. Non dissimula, non fa finta, il successo gli è cascato addosso, ma continua a essere il figlio del fornaio che, comprensibilmente, approfitta della situazione, ma non per questo si ritiene un nobel. A voler guardare bene il racconto è fragilino, e anche un po' troppo pensato a tavolino. Poi però spunta mamma Stefania Sandrelli con il suo amante Lino Toffolo, Isabella Ragonese dal tram milanese passa al traffico di New York, Fabio-Giacomo si riscatta raggiungendola grazie a un improbabile escamotage ai danni dell'azienda. Volendo rimuovere tutte le commedie romantiche degli ultimi anni, accettando di azzerare l'uso di Internet e del portatile, dichiarandosi disposti a vedere trionfare l'amore ecco che allora si può anche trovare garbato questo 'Giorno in più' diretto con disinvoltura da Massimo Venier. Ma se queste condizioni non dovessero valere, sarebbe d'obbligo condividere quel che dice nel film la stizzita collega Luciana Littizzetto: «qui c'è qualcosa che puzza»." (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 2 dicembre 2011)

"A differenza di un romanzo che, nello stile di Volo scrittore, alterna trama a riflessioni pseudo-filosofiche, il film di Venier è una commedia sentimentale senza troppe velleità dall'imponente produzione (riprese negli Stati Uniti quando Giacomo insegue il suo amore oltreoceano), solito personaggio di maschio italiano in fuga dalle responsabilità (ma non era il marchio di fabbrica di Pieraccioni?), zero realtà sociale (lavorano tutti, i ristoranti sono pieni e i voli prenotati), colonna sonora scialba e comprimari più simpatici delle star. Se l'amico logorroico (un grande Ragusa) e l'amica trascurata (Filippi) sono adorabili, Volo e Ragonese risultano senza chimica e slancio. Inoltre lui sembra molto più vecchio dei 9 anni che lo separano dalla collega." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 2 dicembre 2011)

"E' sempre affascinante cercare di capire perché storie che sembrano totalmente irrilevanti e anodine riscuotano tanto successo. Se non si ha la passione sociologica necessaria per leggere i romanzi di Fabio Volo, almeno oltre pagina cinquanta, (...)si può tentare di capirlo attraverso il primo film tratto da uno dei tanti bestseller, 'Il giorno in più'. Ma anche dalla versione cinematografica si esce sconfitti. Il mistero del successo si fa anzi più oscuro. (...) Nella sua multiforme mancanza di talenti, avrebbe potuto essere senza difficoltà un non regista, se soltanto avesse voluto. Ma ha deciso di chiamare Massimo Venier, regista dei primi successi di Aldo, Giovanni e Giacomo. Il tocco allegro di Venier, così come la vitalità della brava Isabella Ragonese, nella parte di Michela, l'amore incontrato sul tram, non risollevano il tono del film, improntato al più rassicurante luogo comunismo. Non riescono a far ridere e piangere neppure il cammeo di Luciana Litizzetto e la presenza della mitica Stefania Sandrelli. Se proprio vogliamo trovare un difetto, in un'operazione commerciale ben studiata, si può trovare in qualche traccia di ironia e cattiveria, sfuggite forse all'autore, che è un ragazzo sveglio e di sicuro più interessante dei propri libri. Con battute più sceme e una bella figliola esotica al posto della troppo raffinata Ragonese, il successo di Natale sarebbe stato aggiudicato, come insegna il maestro Pieraccioni. Anche così, rovinato da momenti d'intelligenza, sia pure rari e dissimulati, 'Il giorno in più' dovrebbe però andare bene nelle sale." (Curzio Maltese, 'Repubblica', 2 dicembre 2011)

"Tu vuo' fa l'americano. Fabio Volo scodella il refrain prima in best-seller e poi nell'omonimo film, che sceneggia e interpreta, delegando Venier in regia, in attesa di incorporare pure quella al prossimo giro. Il personaggio, manco a dirlo, è un prevedibile se stesso d'italica ossessione, con sicurezze esterne e fragilità interiori. Specie in territorio femminile, altrimenti chiamato 'prigione'. La crisi si chiama Michela (Ragonese) e per conquistarla val bene un viaggio a NY, specie nel fighetto Village. Quivi la commedia assorbe tratti dei 'Meg Ryan movies' o dei recenti 'Friends with Benefits', trovando i suoi momenti migliori. Che però non bastano al totale sdoganamento di certi cliché devianti sulla solita menata all'italiana. Attenzione: qui non si tratta di cine-xenofilia aprioristica, ma del desiderio di (ri)portare quel magico mondo della commedia alla profondità che gli appartiene e che al nostro cinema non era certo estranea. Il percorso è lungo, ma siamo certi che il Volo potrebbe decollare." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 1 dicembre 2011)

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