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Nessuno mi può giudicare

Nessuno mi può giudicare - Paola Cortellesi, Raoul Bova, Rocco Papaleo

Sabato 16 aprile - Ore 21:00

Domenica 17 aprile - Ore 16:00 e 21:00

La trentacinquenne Alice vive in una bella villetta di Roma nord, ha un marito, un figlio di 9 anni e tre domestici extra-comunitari. La sua vita sembra un sogno dorato ma si rivelerà ben presto un incubo. Suo marito, imprenditore nel ramo dei sanitari, muore in un incidente e il suo avvocato le spiega che è rimasta sul lastrico. A questo punto deve inventarsi qualcosa per salvare la sua vita e quella del figlio e l'unico modo che trova per guadagnare molto denaro in poco tempo è fare il mestiere più antico del mondo. Si informa su internet e si fa dare una mano da una che il "mestiere" lo fa da anni: Eva, una trentenne bellissima apparentemente superficiale e cinica.

Regia: Massimiliano Bruno

Interpreti: Paola Cortellesi, Raoul Bova, Rocco Papaleo, Anna Foglietta, Caterina Guzzanti, Dario Cassini, Massimiliano Bruno, Giovanni Bruno, Hassani Shapi, Valerio Aprea, Lucia Ocone, Awa Ly, Pietro De Silva, Raul Bolanos, Maurizio Lops, Massimiliano Delgado

Sceneggiatura: Massimiliano Bruno, Edoardo Falcone

Fotografia:  Roberto Forza

Montaggio: Luciana Pandolfelli

Musiche: Giuliano Taviani, Carmelo Travia

Durata: 1 ore e 35 minuti

Sito ufficiale: www.virgilio.it/nessunomipuogiudicare

 

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Valutazione Pastorale a cura della Commissione Nazionale Valutazione Film della CEI

Giudizio: Consigliabile, superficialità

Tematiche: Amicizia; Donna; Famiglia - genitori figli; Lavoro; Razzismo; Sessualità

Bruno, esordiente dietro la m.d.p, dice: "Avevo voglia di cimentarmi nella regia, dopo aver scritto tanti film, e questo mi é sembrato il progetto giusto: divertente, attuale, ricco di spunti comici. E' stato interessante intervistare le vere escort per conoscere meglio le motivazioni della loro scelta. (...)". E' certo che il copione ha una fluidità notevole, capace di scorrere senza intoppi e anzi di non lasciare quasi il tempo per soffermarsi su quello che si é appena visto o sentito. Toni brillanti dunque e argomenti di attualità, tanti, intrecciati e mescolati secondo la regola dell'esagerazione e del contrappasso (vedi il personaggio di Papaleo). Uno spicchio dell'Italia di oggi vive in quel quartiere, dal quale, tra mille problemi, arriva la lezione che tutto si può risolvere con un sorriso, una cena in terrazza, un po' di musica. E magari anche con i soldi guadagnati dalla escort. Una certa approssimazione virata sulla facile commozione stempera in certi momenti la comicità. Così il film, dal punto di vista pastorale, é da valutare come consigliabile e tuttavia non esente da superficialità.

Utilizzazione: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, ben tenendo presente quanto detto sopra. Qualche attenzione é da tenere per i più piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di dvd e di altri supporti tecnici.

La critica

"L'ottimo sceneggiatore di tanti film di Brizzi e l'autore di teatro e tv Massimiliano Bruno, ha scritto anche 'Nessuno mi può giudicare' film che segna il suo esordio nella regia (...). Il copione, lo ha scritto insieme con Edoardo Falcone e la collaborazione di Brizzi circa un anno fa, quando ancora l'Italia non aveva conosciuto lo scandalo di Ruby Rubacuori e delle ragazze dell'Olgettina e quando ancora la escort era soltanto sinonimo di un modello di automobile. A vederlo oggi, tra divertimento e ironia, c'è da giurare che seguendo le avventure della protagonista Alice (Paola Cortellesi) e della sua amica Eva (Anna Foglietta), escort per necessità col contorno di siparietti sadomaso strapparisate e cocktail proibiti su uno yacht di lusso, il pensiero va dritto all'attualità, anche se la pellicola, precorrendo la cronaca, ovviamente non ne accenna affatto se non involontariamente. Per non parlare dell'imperativo gridato nel titolo stesso del film, sul quale c'è l'imbarazzo dell'attribuzione. All'interno di un microcosmo periferico, il Quarticciolo romano che diventa quasi un altro protagonista bonaccione e altruista delle spasso se e a tratti intimiste vicende di Alice, di Giulio-Raoul Bova, ennesima gustosa rivelazione stavolta nei panni del sentimental-coatto e di Lionello-Rocco Papaleo, irresistibile qualunquista italico dal cuore d'oro, si sviluppa una commedia strutturata come «affresco di un'Italia del compromesso» dice il regista." ('Il Messaggero', 12 marzo 2011)

"Max Bruno spinge il suo verso un trionfo di gag e battute, sue e di Riccardo Cassini (i due sono stati per anni gamen del nostro spettacolo maggiore, film di Brizzi compresi). Non solo. Sposta gran parte del tipo di commedia leggera alla Brizzi, fatta di un misto di romanticherie e di piccoli moralismi, giocando sul cast e sulle trovate comiche, più dalle parte di 'Boris', dove Max Bruno è attore, che da quelle di 'Maschi contro Femmine'. Dalle parti, cioè, della nuova commedia di ambientazione coatta, qui siamo addirittura nello storico quartiere romano del Quarticciolo (e compare anche il nipote del Gobbo!), con un mischione di personaggi cinici-stupidi-amorali ma tenerelli, tutti interpretati da piccole e grandi star della tv 'intelligente', senza mai perdere una leggerezza e piacevolezza di storia. Come in 'Boris', insomma, dove non ti preoccupi del fatto che si stia massacrando la fiction di una rete nazionale, ma ci ridi su, qui non ti preoccupi che l'unica strada per sopravvivere nella Roma di oggi sia quella della prostituzione. In qualche modo 'Nessuno mi può giudicare' è un film abbastanza cinico e realistico sul crollo della piccola borghesia e sul suo facile cadere nella prostituzione di ogni tipo, ma l'importante è che la storia d'amore tra l'alto borghese diventata escort, Paola Cortellesi, e il coatto bono del quartiere, Raoul Bova, vada a buon fine e che tutte le gag funzionino." (Marco Giusti, 'Il Manifesto', 17 marzo 2011)

"Piacerà a chi ha grande considerazione per Paola Cortellesi e giustamente la giudicava finora servita non molto bene dal cinema (avevamo l'unica passibile erede di Monica Vitti e la usavamo al 100%?). Ma il film piacerà anche per il ritrattino (quasi inedito) di una Roma non più ombelico del mondo, ma luogo di passaggio di un paese sempre più multietnico" (Giorgio Carbone, 'Libero', 18 marzo 2011)

"Commedia made in Italy, arriva la nuova generazione. Comici sì, ma con un occhio al sociale. Registi, ma prima ancora attori e sceneggiatori. Capaci di infilare gag e battute a raffica, ma senza dimenticare un paese che ha voglia di essere raccontato, sia pure con leggerezza." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero' 18 marzo 2011)

"Si parla di escort, ma non pensate a Patrizia D'Addario. La cronaca legata alle fregole sessuali dei politici è appena evocata, niente bunga bunga e notti di Arcore, al massimo si vede un coca-party su uno yacht affollato di politici, imprenditori, faccendieri e appunto belle fanciulle in tubino nero. (...) Il film di Massimiliano Bruno è aggraziato e prevedibile. Senza troppe pretese, con un'eccessiva dose di buonismo, racconta la metamorfosi di Alice, un tempo stronzetta dei Parioli e ora alle prese con clienti buffi o arroganti. (...) Paola Cortellesi, protagonista assoluta, fa qualche faccetta di troppo, ma se la cava bene. Citazioni scherzose da Confucio e i Pooh, una frecciatina affettuosa a Nanni Moretti, l'evergreen della Caselli come spunto per il titolo." (Michele Anselmi, 'Il Riformista', 19 marzo 2011)

"Una commedia con sentimenti che sfociano, com'è chiaro, nell'immancabile lieto fine. L'ha scritta, esordendo nella regia, uno sceneggiatore, Massimiliano Bruno, già a suo tempo apprezzato per 'Tutto l'amore del mondo' e per 'Notte prima degli esami' 1 e 2. (...) Gli abitanti grossolani ma simpatici del caseggiato dove adesso abita Alice, compresi vari extracomunitari tutti buoni, un portiere razzista, che forse anche lui, alla fine, si rabbonirà, cui è da aggiungersi, al momento opportuno, la lista variopinta dei 'clienti' che presto metteranno Alice a tu per tu con il suo nuovo mestiere, un campionario che - si parvis licet - sembrerebbe rubacchiato a "Bella di giorno" di Buñuel. Momenti stanchi, altri eccessivamente coloriti, altri ancora, quando si sospingono i sentimenti in primo piano, portati al limite dell' emozione facile. Comunque il film, specie trattandosi di un esordio, può guardarsi con una certa simpatia. Per merito anche di tre interpreti decisamente convincenti. Alice è Paola Cortellesi, in attento equilibrio fra le pagine sexy e quelle che annunciano l'amore, il giovane cui finirà per unirsi è Raoul Bova, serio, asciutto, riservato, come il personaggio voleva, il portiere razzista è Rocco Papaleo, pronto a regalarci un'altra delle sue caratterizzazioni pittoresche." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo - Roma', 19 marzo 2011)

"Tecnicamente la Cortellesi è corretta nel trasferire la boria razzista dei quartieri alti nell'enclave buonista del caseggiato periferico e, successivamente, nel vivere con i comici stupori del caso l'apprendistato e la pratica della professionista del sesso a pagamento. Purtroppo, però, non smette mai di trasmettere al pubblico un'asettica seriosità, un'incongrua forzatura e una strisciante aria risentita che finiscono col rendere inerti le disarmanti disavventure del suo personaggio. (...) Per fortuna nel trionfo di manicheismo di stampo 'grillino' irrompe il talento comico sanamente scorretto dell'ottimo Rocco Papaleo, solo al quale è consentito scoccare qualche esilarante freccia di dialogo." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 25 marzo 2011)

Paola Cortellesi

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