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Come lo sai

Come lo sai - Jack Nicholson Come lo sai - Paul Rudd Come lo sai - Owen WilsonCome lo sai - Reese Witherspoon

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La vita di Lisa viene improvvisamente sconvolta quando scopre di essere stata tagliata fuori dalla nazionale femminile di softball. Tutto ciò per cui aveva lavorato duramente dall'età di otto anni è finito e, per la prima volta nella sua vita, non sa cosa fare. Decide di consolarsi tra le braccia di un uomo. Ma chi? Manny, l'affascinante giocatore di baseball professionista, o George, l'uomo d'affari dolce ma un po' goffo? Entrambi sono innamorati di lei e vogliono aiutarla a rimettersi in piedi.

Regia: James L. Brooks

Sceneggiatura: James L. Brooks

Fotografia: Janusz Kaminski

Montaggio: Richard Marks

Musiche: Hans Zimmer

 Reese Witherspoon, Jack Nicholson, Paul Rudd, Owen Wilson, Kathryn Hahn, Andrew Wilson, Yuki Matsuzaki, Domenick Lombardozzi, Molly Price, Mark Linn-Baker, Shelley Conn, Daniel Benzali

Durata: 2 ore, 1 minuto

Sito ufficiale: www.comelosai.it - www.howdoyouknow-movie.com

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Valutazione Pastorale (dal sito dell'Associazione Cattolica Esercenti Cinema - ACEC)

Giudizio: Consigliabile, problematico *

Tematiche: Famiglia - genitori figli; Lavoro; Psicologia

Si tratta di una commedia dal copione rischioso e anomalo, tutto giocato su un dialogare fitto, che in certi momenti diventa quasi verbosità e capacità di sfidare il livello di attenzione dello spettatore. In effetti c'è poca azione, sovrastata da molta psicologia, fino a configurare il tono di una seduta psicanalitica. I temi dell'incertezza sul futuro, dell'indecisione, delle scelte sentimentali, del rapporto con il genitore, dei soldi, della professione si accavallano in una continua successione di sfumature e di atteggiamenti contrastanti. L'approccio appare moderno, capace di stanare quelle nevrosi difficili da far emergere attraverso modelli di comportamento non sempre evidenti. Si gioca duro sulla voglia di superare le difficoltà di comunicazione tra le persone in un contesto borghese che ha risolto i bisogni primari ma non quelli collaterali. Un racconto alquanto complicato ma stimolante per un film che, dal punto di vista pastorale, é da valutare come consigliabile e anche problematico.

Utilizzazione: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e in seguito come prodotto americano dai toni intimisti quasi all'europea. Attenzione é da tenere per minori e piccoli in vista dipassaggi televisivi o di uso di DVD e di altri supporti tecnici.

 

cinematografo.it - Fondazione ente dello spettacolo ***** ...quando sei innamorato? Stanca e sciatta la risposta di James L. Brooks, con Whiterspoon, Wilson e Nicholson a mezzo servizio

Come lo sai. Che cosa? Quando sei innamorato. Domanda - anzi, affermazione - monca che il regista James L. Brooks (Qualcosa è cambiato, produttore de I Simpson) affida alla biondina mignon Reese Witherspoon, nella divisa da softball: passione antica, coltivata fino alla chiamata in nazionale, ma Lisa ha 31 anni, e il chiodo per gli scarpini è già piantato. Viene messa fuori squadra, e pure il cuore non batte al meglio: inizia un’avventura con Matty, ovvero Owen Wilson, biondo, bello e narcisista lanciatore di baseball. Peggio va a George (Paul Rudd), costretto a confrontarsi con le malversazioni del padre Charles (Jack Nicholson): si ritroverà con i federali alle calcagna e, per giunta, single. Come finirà? Come lo sai, anzi, come lo sappiamo, perché le affinità sono elettive, a giudizio universale...

Ma non c’è da spellarsi le mani: commedia rosa-stinto, ossequiosa dei canoni di genere, non ha ambizioni metalinguistiche e neppure la minima intenzione di svecchiare, reinterpretare, ironizzare sul tema.

Se la Witherspoon si limita al ruolo di fidanzatina d’America, cercando qualche centimetro in più sulle zeppe, Wilson se la gode ma non troppo e Rudd è tutto mossettine e simpatia da loser, Nicholson dimostra che più di qualcosa è cambiato: sotto e mal utilizzato da Brooks, se la canta e se la suona con legnosità più che cattiveria. Se il cast non brilla, la regia vorrebbe puntare su spontaneità e snellezza, ma il risultato è sciatteria da candid camera (non) improvvisata. Dunque, niente di nuovo sul fronte sentimentale e qualcosa di brutto su quello cinematografico: insomma, non va. (Federico Pontiggia)

 

La critica

"Se James Brooks è il nostro Cukor, allora questo è il suo 'Scandalo a Filadelfia' con la Whiterspoon in bilico tra il tenero sportivo Wilson e lo yuppie Paul Rudd figlio di un falco truffatore che è quel gigione di Nicholson. Gusto della battuta, tic tac di affetti, un po' di sentimentalismo serial ma anche qualche verace malinconia americana tipo racconto di Yates, vedi la scena del parto e il finale ad orologeria affettiva che non esclude qualche pungiglione nascosto nel copione furbetto." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 18 febbraio 2011)

"Piacerà a chi la commedia americana la digerisce sempre bene quando è confezionata da fior di professionisti. Due nomi a garantire: il regista James Brooks e l'indistruttibile Jack Nicholson (li ricordate in 'Voglia di tenerezza?')." (Giorgio Carbone, 'Libero', 18 febbraio 2011)

"Ci sono generi praticati da pochissimi registi. James L. Brooks ad esempio ('Dentro la notizia', 'Qualcosa è cambiato', 'Spanglish') è un piccolo maestro della commedia romantica disfunzionale. Dove disfunzionali non sono i personaggi ma il film. Troppo sbilenco e bizzarro per 'girare' a dovere, ma proprio per questo più interessante di tanti altri. (...) Ogni personaggio scalpita e chiede attenzione a danno della trama. Il 'bello' è che Brooks gliela dà, spalmando brutta musica a turare le falle, ma spremendo divertimento e emozione da scene impossibili. Basti quella del parto, commovente e poi esilarante, da antologia. Memo: Brooks scrive da anni i 'Simpson' ma debuttò con 'Voglia di tenerezza'." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 18 febbraio 2011)

"'Come lo sai'... quando sei innamorato? É timido il titolo della nuova commedia romantica di James L. Brooks ('Qualcosa è cambiato', 'I Simpson'), tagliata su misura per la biondina mignon Reese Whiterspoon. (...) Come finirà? Come lo sai, anzi, come sappiamo, tra l'inchino a canoni e canovacci del genere rosa e una palese mancanza di ambizione: se il cast non brilla, la regia è da 'buona la prima', perché Brooks cerca la spontaneità minimalista, ma trova la sciatteria. Direbbe il suo Homer, non tutte le ciambelle vengono col buco, ma qui c'è pure puzza di bruciato." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 17 febbraio 2011)

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