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Robin Hood

Robin Hood - Russell Crowe

Sabato 29 maggio Ore 21:00
Domenica 30 maggio Ore 16:00 e 21:00

La storia è quella di Robin di Locksley (Russell Crowe) nobile ed abile arciere al servizio di Re Riccardo Cuor di Leone durante la guerra di Francia. Interessato solo alla gloria e a "salvarsi la pelle", Locksley cambia prospettive dopo la morte del sovrano: tornando a casa, in Inghilterra, scopre in che condizioni versa la contea di Nottingham, vessata da un dispotico sceriffo, ed incontra la vedova lady Marian (Cate Blanchett), estremamente scettica sulle reali intenzioni dell’uomo. Nel tentativo di guadagnare la fiducia della donna di cui è ormai innamorato, e nel tentativo di salvare la sua terra, l’arciere fugge nella foresta di Sherwood e mette insieme una banda di fuorilegge che lo aiuti contro lo sceriffo tiranno ed il nuovo sovrano, Giovanni. Robin di Locksley, lascia così il posto a Robin Hood...

Regia Ridley Scott
Sceneggiatura Brian Helgeland
Fotografia John Mathieson
Montaggio Pietro Scalia
Musiche Marc Streitenfeld

Russell Crowe Cate Blanchett
Scott Grimes Kevin Durand
Mark Strong Alan Doyle
Matthew Macfadyen Danny Huston
William Hurt Max von Sydow
Oscar Isaac Eileen Atkins
Léa Seydoux Bronson Webb

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Valutazione Pastorale (dal sito dell'Associazione Cattolica Esercenti Cinema - ACEC)

Giudizio: consigliabile / semplice **

Tematiche: Avventura; Storia

A ognuno il Robin Hood che si merita. Errol Flynn, Kevin Costner, ora Russell Crowe, già gladiatore sempre per Rydley Scott. Tra la storia e la leggenda, stampa sempre la seconda, diceva il tipografo di "L'uomo che uccise Liberty Valance" di John Ford, e sulla falsa notizia di avere ucciso quel pericoloso bandito, James Stewart costruisce una carriera da venerato senatore. Ecco quindi Robin Hood che, nel ricordo del padre ucciso brutalmente, supera divisioni e rivalità e scende in campo a difesa dei cittadini e per migliorare la vita civile. Ricostruzione ambientale impeccabile (costumi, luoghi, situazioni), grande e spettacolare incalzare dell'azione. Ma Crowe, alla c.s. al festival di Cannes, dice: "Se rinascesse oggi, Robin Hood farebbe politica o starebbe a Wall Street a combattere contro gli speculatori e chi si arricchisce illegalmente oppure farebbe la guerra a chi controlla e monopolizza i media". IL riferimento plateale all'oggi sa di didascalico e stempera molto la vivacità del prodotto. Se visivamente ci sono pagine di grande efficacia, tuttavia Scott manca il bersaglio di comporre un'epica nuova, calata nel tempo, aggressiva e pungente. Resta una messa in scena pregevole per un film che, dal punto di vista pastorale, é da valutare come consigliabile e generalmente semplice.

Utilizzazione: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria e in successive occasioni come proposta per un ampio pubblico.

cinematografo.it - Fondazione ente dello spettacolo ***** Alle origini del mito secondo Ridley Scott. Che cede il passo all'arciere tuttofare Russell Crowe, perdendo di vista coerenza estetica e verosimiglianza. Apertura Fuori Concorso a Cannes, oggi in sala

Inizialmente doveva essere Nottingham. Inizialmente, Russell Crowe avrebbe dovuto "riabilitare" la figura dello sceriffo troppo spesso inviso e deriso in tutte le varie trasposizioni inerenti il mitico arciere di Sherwood. Poi è cambiato tutto, la star neozelandese - anche produttore insieme a Brian Grazer e Ridley Scott - ha preferito vestire i panni dell'eroe preconizzato e "riscrivere", su sceneggiatura del premio Oscar Brian Helgeland (L.A. Confidential) le origini di una figura leggendaria: che cosa è successo prima che Robin Longstride, fidato arciere al soldo di Re Riccardo Cuor di Leone (Danny Huston), diventasse il noto fuorilegge Robin Hood? Come, e quando, incontrò Lady Marion (Cate Blanchett), futuro amore della sua vita? Qual era la situazione politica e sociale dell'Inghilterra a cavallo tra il XII e il XIII secolo, all'indomani della morte dell'amato re e del conseguente passaggio della corona all'infido Principe Giovanni (Oscar Isaac)?

Originale nelle premesse, Robin Hood finisce però per assomigliare troppo al Gladiatore (impossibile non ritrovare nelle concitate e caotiche sequenze di battaglia, realizzate con la camera a mano, echi del precedente kolossal sempre diretto da Scott e interpretato da Crowe) senza far dimenticare il mediocre Le crociate, film che cade proprio a metà strada nel decennio che li divide (era il 2005): ancora una volta provando ad inserire riferimenti politici all'attualità del nostro mondo (Robin che spiega a Riccardo I quanto il massacro di oltre 2000 musulmani li abbia condannati ad essere dei senza Dio) e accelerando verso il finale nella rivisitazione politically correct di una Lady Marion "con gli attributi" (tanto da farla anche combattere contro i nemici francesi), Ridley Scott smussa minuto dopo minuto (141' in totale, tanti) i risaputi connotati anarchici che da sempre hanno accompagnato la caratterizzazione del personaggio protagonista, trasformandolo di fatto in un antesignano democratico che - sulle orme ritrovate di un padre di umile estrazione ma "visionario" - finirà per unire lo spirito di un intero popolo al cospetto degli invasori, dopo aver ottenuto dal nuovo re Giovanni la promessa della firma sulla Magna Charta (mai esplicitamente citata nel film). Com'era forse prevedibile, dunque, il lavoro di Scott perde lungo il cammino la possibilità di approfondire alcuni personaggi e il loro legame con l'eroe (da Little John allo sceriffo di Nottingham, interpretati da Kevin Durand e Matthew Macfadyen), dando comunque risalto a figure mai troppo raccontate quali il doppiogiochista Sir Godfrey (un superlativo Mark Strong), il Maresciallo Guglielmo (William Hurt) e Sir Walter Loxley (Max Von Sydow), suocero di Lady Marion e destinatario della gloriosa spada utilizzata in battaglia dal figlio caduto, riportata indietro dallo stesso Robin: è proprio sulla costruzione di questo ritorno in patria e sulla progressiva riacquisizione di un dimenticato "senso delle origini" che ruota l'intero film, di sicuro suggestivo ed eccellente per quello che riguarda le varie scene di raccordo e di grande respiro visivo (vedi la sequenza che anticipa lo sbarco dei francesi a Dover e la conseguente battaglia sulla spiaggia), ma terribilmente sovraccarico e ridondante (come tutte le musiche di Stretenfeld), bloccato nel momento in cui bisognerebbe osare qualche sfumatura in più nella psicologia di alcuni personaggi e, soprattutto, dimentico in troppe occasioni di rispettare qualsivoglia verosimiglianza (dalle molteplici abilità dell'arciere tuttofare Robin Hood, anche ottimo cavaliere, all'imponenza della flotta di re Filippo II di Francia, dipinto naturalmente come trasandato nullafacente, mangiatore d'ostriche a bordo fiume e con indosso una vestaglia à la mode).

Troppe frecce per un solo arco, probabilmente, da scoccare sulla Croisette e nelle sale di tutto il mondo all'unisono per un'apertura di Festival che punta più alla grandezza delle star in ballo che all'effettiva qualità del prodotto in sé: praticamente il contrario di quanto avvenuto lo scorso anno con Up, capolavoro non solo assoluto, ma animato. (Valerio Sammarco)

Ridley Scott

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