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Bastardi senza gloria

Bastardi senza gloria

Sabato 24 ottobre Ore 21:00
Domenica 25 ottobre Ore 16:00 e 21:00

Nella Francia occupata dai nazisti, Shosanna assiste all’uccisione di tutta la sua famiglia per mano del colonnello nazista Hans Landa. Shosanna riesce a sfuggire miracolosamente alla morte e si rifugia a Parigi, dove assume una nuova identità e diviene proprietaria di una sala cinematografica. Altrove in Europa, il tenente Raine mette assieme una squadra speciale di soldati ebrei: noti come "The Basterds", i soldati vengono incaricati dai loro superiori di agire come cani sciolti sul territorio uccidendo ogni soldato tedesco che incontrano e prendendogli lo scalpo. La squadra di Raine di troverà a collaborare con l’attrice tedesca Bridget Von Hammersmark, una spia degli Alleati, in una missione che mira ad eliminare i leader del Terzo Reich. La loro missione li porterà nei pressi del cinema parigino dove Shosanna sta tramando un piano di vendetta privata...

Progetto covato da anni da Quentin Tarantino, è ispirato a Quel maledetto treno blindato di Enzo Castellari, uno dei cult-movie per eccellenza del regista americano.

Presentato in Concorso al 62mo Festival di Cannes (2009) Premio per la miglior interpretazione maschile al Festival di Cannes per Christopher Waltz.

Regia Quentin Tarantino
Sceneggiatura Quentin Tarantino
Durata 148 minuti

Brad Pitt Diane Kruger
Mélanie Laurent Christoph Waltz
Tim Roth Michael Fassbender

Biglietti esselunga Vieni al cinema alla domenica sera - a Casatenovo costa meno Prendi sei e paghi cinque - Tessere a scalare

Valutazione Pastorale (dal sito dell'Associazione Cattolica Esercenti Cinema - ACEC)

Giudizio: Complesso / violento

Tematiche: Cinema nel cinema; Guerra; Storia; Violenza

Forse con il precedente "Grindhouse" (cfr.) Tarantino era arrivato ad un punto di non ritorno. Doveva, per recuperato fiato e respiro, ricominciare da una 'storia': articolata, sfaccettata ma sicura e completa. Ecco allora che qui siamo catapultati in un copione forte, scandito da capitoletti, strutturato con logica e insieme con fantasia, un filo che si rincorre tra vari spezzoni tutti destinati a convergere nel finale. Il racconto é robusto, la cornice permette di dare vita a sequenze di guerra dove c'è crudeltà, dichiarata del resto dall'identità del gruppo del titolo. Ma la violenza, che pure c'è, è meno artificiosa rispetto al passato. Anzi l'interpretazione di Brad Pitt tiene i suoi modi di fare spietati nel cerchio dell'ironia, di un certo sbeffeggiamento dei 'generi' (gli scalpi che rimandano al western). Molte pagine ben girate entrano a viso aperto in quel rapporto tra Bene e Male osservato nella sua difficile comprensione soprattutto nel clima disperato della guerra. Film lungo, con alcuni eccessi da segnalare ma di bello spessore e che, dal punto di vista pastorale, é da valutare come complesso, confermando per doverosa correttezza la presenza di un certo tono violento.

Utilizzazione: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, tenendo ben presente quanto detto sopra. Attenzione é da tenere per minori e piccoli, anche in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

cinematografo.it - Fondazione ente dello spettacolo ***-- Dialoghi divertenti, poca azione e uno straordinario Cristoph Waltz: è il nuovo Tarantino, senza clamori

La storia è nota: un gruppo di soldati ebrei Usa, reclutati e comandati da Brad Pitt (tenente Aldo Raine), si rende protagonista nella Francia occupata di efferate azioni di guerriglia contro i nazisti, presi a mazzate e per i capelli (ogni basterd deve riportare a Raine 100 scalpi...).

Ma in realtà questa violenza é più raccontata che mostrata: le scene pulp si contano su tre dita, mentre alla ribalta viene portata la parola, il dialogo, con il vero protagonista del film: il formidabile attore austriaco Cristoph Waltz, nei panni del colonnello SS Hans Landa,"il cacciatore degli ebrei", dall’eloquio ironico, dialettico, colto e poliglotta.É lui a mettere in ombra non solo Pitt, ma anche la missione dei basterds: mettere a ferro e fuoco una sala cinematografica parigina dove si terrà la premiere, alla presenza di Hitler e Goebbels, di Nation’s Pride, sulla gloria dell’esercito tedesco. Sarà proprio Landa a smascherare Raine e accoliti, spacciatisi per italiani (!), ma a vanificare il suo intervento ci penserà la vendetta della giovane Shosanna (Melanie Laurent), a cui l’SS, « gatto per i topi » ebrei, aveva sterminato la famiglia. Nel cast anche Diane Kruger, Eli Roth, Michael Fassbender, colonna sonora su spartito spaghetti-western – non è l’unico tributo di Tarantino al genere - di Ennio Morricone, Bastardi senza gloria deve il titolo a quello pressoché identico con cui fu distribuito negli States Quel maledetto treno blindato di Enzo G. Castellari (1977) : Tarantino ne ha acquisito i diritti, non – ha precisato – per farne un remake, ma per poterne utilizzare il titolo, appunto.

Il film si apre con la sua scena migliore, di chiara derivazione western, ovvero l’interrogatorio di Landa a un francese che nasconde sotto casa degli ebrei: tortura dialettica e linguistica, la sequenza assorbe e affina in termini performativi la lezione dialogica del Tarantino migliore, quello che ha regalato alla settima arte il nonsense verbale de Le iene, Pulp Fiction e Jackie Brown. Qui e negli altri duelli di parola di Landa-Waltz, giustamente premiato a Cannes, sta la forza del film, che viceversa si stiracchia con stanchezza a tratti palese per due ore e 40 minuti in cui poco succede: è sul versante action – il genere war-movie di riferimento la vorrebbe serrata e travolgente – che latita, come pure sul fronte dell’iperviolenza – due o tre scalpi non fanno splatter – e del movimento puro, con il montaggio che se la prende comoda.

Insomma, un Tarantino paroliere, grande direttore di attori, creatore di un personaggio, Landa, da antologia, ma insieme poco interessato alle azioni, e all’azione, dei basterds a cui ha dedicato il titolo. Se con la morte in sala di Hitler e con l’oggettiva responsabilità della macchina cinema nella sua fine, Quentin dimostra di credere ancora che la settima arte possa cambiare il mondo, cui appartiene questo film apolide ("Non sono un filmaker americano"), vogliamo crederci anche noi, ma il maccaroni-combat Inglourious Basterds non sposta le gerarchie interne della sua filmografia. (Federico Pontiggia)

Brad Pitt

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