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Angeli e demoni

Angeli e demoni

Sabato 6 giugno 2009 - Ore 21:00

Domenica 7 giugno 2009 - Ore 21:00

Il Pontefice in carica è appena morto. Al momento di ritirarsi in conclave per l'elezione del nuovo Papa, i cardinali vengono avvertiti che quattro di loro (i 'preferiti', quelli con maggiori possibilità di successo) sono stati rapiti con la minaccia di ucciderli uno ogni ora e con una bomba che, dopo l'ultimo, porterà la distruzione totale. Chiamato in Vaticano per rintracciare i luoghi dove possono essere stati condotti i prelati, il prof. Langdon esprime il parere che dietro queste azioni ci sia la mano degli 'Illuminati' un'antica confraternita segreta dedita fin dal 1700 a contrastare l'attività della Chiesa, soprattutto sul terreno del rapporto tra scienza e fede. Insieme a Langdon, ci sono la fisica italiana Vetra, il comandante Richter della Gendarmeria e l'ispettore Olivetti. Grandi corse a perdifiato in giro per Roma caratterizzano la ricerca, prima della conclusione che vede il nuovo Pontefice affacciarsi dalla loggia di San Pietro.

Regia Ron Howard
Sceneggiatura David Koepp
  Akiva Goldsman
  dal romanzo omonimo di Don Brown

Tom Hanks Ewan McGregor
Ayelet Zurer Stellan Skarsgard
Pierfrancesco Favino Lie Kaas

Biglietti esselunga Vieni al cinema alla domenica sera - a Casatenovo costa meno Prendi sei e paghi cinque - Tessere a scalare

Valutazione Pastorale (dal sito dell'Associazione Cattolica Esercenti Cinema - ACEC)

Giudizio: Complesso/problematico

Tematiche: Fantascienza; Giallo - Triller;

La trasposizione cinematografica del romanzo omonimo di Dan Brown condivide con il precedente "Codice da Vinci" la presenza di Tom Hanks che interpreta il personaggio principale prof. Langdon. Film di genere, si tratta di un thriller fantapolitico che asseconda tutti gli stilemi narrativi del genere di appartenenza. Intrighi e giochi di potere ambientati in una improbabile cornice vaticana all'indomani della morte del pontefice in carica sono gli elementi tipici della pubblicistica americana che, orfana di strumenti concettuali adeguati, può solo affidare alla fiction il complesso e tutt'altro che unilaterale rapporto tra fede e scienza. Tutto è all'eccesso; inseguimenti frenetici, esplosioni roboanti e rivelazioni a ogni piè sospinto. Anche se tutto depone per la finzione, é da segnalare lo sconfinamento, per chi non ha competenze storiografiche anche minime, verso la presunzione di rappresentare un mondo, quello della Chiesa, che nella realtà é decisamente distante, ovvero nel fuoricampo etico e ideologico di questo "action" rumoroso e senza pretese. Per questi motivi il film, dal punto di vista pastorale, é da valutare come complesso e nell'insieme problematico.

Utilizzazione: il film può essere utilizzato, auspicabilmente consigliando la diffusione agli spettatori di questa valutazione per meglio orientarsi nella visione.

cinematografo.it - Fondazione ente dello spettacolo ***** Molto rumore per nulla: pari e patta tra Scienza e Fede nella nuova (mediocre) trasposizione del romanzo di Dan Brown. Innocuo

All'indomani della morte del Papa, un sacerdote-scienziato del CERN viene brutalmente assassinato e quattro tra i cardinali in odore di elezione all'imminente Conclave vengono misteriosamente rapiti.

Attaccato dal ritorno di un'antica setta ormai creduta estinta - gli Illuminati, formatisi secoli prima in nome della scienza per combattere la Chiesa - il Vaticano, la cui Sede vacante è ora presieduta dal Camerlengo (Ewan McGregor) convoca a Roma l'esperto di simbologia religiosa di Harvard Robert Langdon (Tom Hanks), "avversario da rispettare" dopo quanto accaduto con la vicenda del Santo Graal (Il Codice da Vinci)..., chiamato per risolvere in tempo utile la situazione, aggravata dal fatto che 1) dal CERN è stato trafugato un congegno, ora nascosto da qualche parte nella Città del Vaticano, contenitore dell'antimateria che, una volta esaurita la carica, provocherà un'immensa esplosione; 2) il rapitore ucciderà un cardinale ogni ora in una delle quattro chiese del "Cammino dell'Illuminazione", percorso iniziatico che molti anni prima avrebbe dovuto compiere chiunque avesse voluto far parte della setta.

Invertendo l'ordine di pubblicazione dei due romanzi ed operando su Angeli e demoni alcune modifiche di non poco conto (nel libro Langdon è chiamato dal CERN a Ginevra, non dal Vaticano, nel film scompare del tutto la figura del direttore Kohler e, soprattutto, viene azzerato completamente il legame padre-figlia adottiva tra lo scienziato assassinato in apertura e la collega Vittoria Vetra - interpretata da Ayelet Zurer - poi al fianco di Langdon a Roma), Ron Howard torna a misurarsi con il "fenomeno Dan Brown" dopo il planetario successo de Il Codice da Vinci. Nuovamente accompagnato da polemiche artatamente costruite per avvolgere l'attesa di chissà quali misteri, il film mantiene tutto sommato quello che promette (ben poco...), ancora una volta strutturato alla stessa stregua di una "caccia al tesoro", sorta di fantathriller in apnea, con Tom Hanks a colpo sicuro in ogni frangente e i vari personaggi - dalla scienziata al suo fianco al capo delle guardie svizzere (Skarskård), dal Camerlengo al responsabile della Gendarmeria Vaticana (il nostro Favino) - chiamati a turno a spiegare ogni singolo snodo della vicenda. Che paga lo stesso scotto del Codice in termini di assoluta mancanza della "sospensione dell'incredulità" (un'estenuante tira e molla per poter entrare nei "misteriosi" Archivi del Vaticano, nessun controllo per uscirne tranquillamente con una pagina strappata del misconosciuto "Diagramma della Verità" galileiano...) ma che, rispetto a quello, dalla sua ha una Audrey Tautou in meno e un Tom Hanks con capigliatura più umana.

Non mancano certo momenti ad alto tasso di "spettacolarità" (le corse in auto da un punto all'altro del centro di Roma in pochi minuti rasentano la fantascienza), come non possono dirsi non riuscite le ricostruzioni di alcune suggestive location capitoline (piazza San Pietro, piazza Navona, interamente riprodotte all'autodromo di Hollywood Park), ma l'atavico "conflitto" tra Scienza e Fede avrebbe meritato forse qualcosa in più. Così come gli spettatori, considerando che tra il Codice e questo, Ron Howard ha realizzato il "piccolo", splendido Frost/Nixon: la verità, come spesso accade, è meglio cercarla nel mezzo... Dan Brown se ne farà una ragione. (Valerio Sammarco)

La critica

"Considerandolo un sequel del 'Codice da Vinci', 'Angeli e demoni' continua a tessere la trama di assurde vicende sullo sfondo di Roma, del Vaticano e di folcloristici ambienti ecclesiastici visti nell'ottica del più rutilante decor hollywoodiano. Rispetto al film precedente, l'intrigo e gli effetti speciali prevalgono nei confronti del pregiudizio verso la Chiesa ma, nonostante l'intreccio risponda ai requisiti del genere, siamo sempre di fronte a un colossale pastrocchio dalle vacillanti fondamenta storiografiche, non provocatorio (com'era 'Il codice Da Vini') ma disarmante per l'infantile faciloneria che lo sorregge. Approssimativo, zeppo di errori storici e falsi, il film non perde l'occasione per collezionare storture. Trattandosi di un thriller fantapolitica, i codici narrativi del filone sono spinti all'eccesso: da inseguimenti frenetici e terrificanti esplosioni allo sconfinamento in iperrealistiche patologie della realtà. Destinate, puntando più all'effetto che all'emozione,a ricevere il plauso di platee dal facile appagamento." (Enzo Natta, 'Famiglia Cristiana', 17 maggio 2009)

"Tra monumenti ben ricostruiti dopo il veto dal cupolone, scatta un'incalzante caccia al tesoro fitta di comiche ingenuità: le frecce delle statue degli angeli indicano sensi unici e il tempo reale è mal simulato: minuti più veloci in platea che nella trama. Ma Roma fa un figurone e Ron Howard si balocca dando ai buoni facce da cattivo e viceversa. Si vola alto per coniugare scienza e religione, ma soprattutto per far precipitare illeso dall'elicottero il reduce, senza neppure un'emicrania, da un focoso marchio sul petto. E' il Papa boy Ewan McGregor, qui figlio adottivo (nel libro peggio). L'ironia del laico Dan Brown si fa ricca coreografia dello spirito in super azione. Santo subito." (Alessio Guzzano, 'City', 15 maggio 2009)

"Anche questa volta il regista è Ron Howard che, preso tra la fantascienza e il thriller, si è mosso di continuo all'insegna dell'agitazione e del frastuono e che, non avendo potuto valersi di ambientazioni autentiche - giustamente negate - ha rifatto in studio a Hollywood San Pietro con le folle, la Sistina, Castel Sant'Angelo con un risibile Passetto di Borgo, oltre a dipinti, fontane e sculture ugualmente risibili nonostante il digitale. Tutto mal congegnato, confuso, psicologicamente contraddittorio, pasticciato. Restano gli attori, Tom Hanks come Langdon ha almeno il merito, questa volta, di aver eliminato l'incongruo taglio di capelli che aveva nell'altro film. Il Camerlengo faccia d'angelo ma con i demoni del titolo, è lo scozzese Ewan McGregor, un cardinale anziano è il tedesco Armin Mueller-Stahl, il Colonnello della Guardia Svizzera è lo svedese Stellan Skarsgard, a capo dei Gendarmi c'è il nostro Pierfrancesco Favino. Tutti con ruoli e funzioni inventati di sana pianta. Perché Dan Brown crede di saperne di più dei protocolli vaticani." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 15 maggio 2009)

"Il film di Ron Howard, certo inverosimile, risulta più avvincente del precedente se non fosse per quel sottofinale baracconesco, con tanto di esplosione apocalittica sul cielo di Roma, che prelude all'ennesimo colpo di scena. Errori e imprecisioni sono stati già sfottuti, è possibile che, per non urtare il Vaticano, gli sceneggiatori abbiano deciso di rendere il giovane Camerlengo figlio adottivo e non naturale del pontefice. Ma alla fine ricordiamo che questo è Hollywood. 'Angeli e demoni' ha un'unica missione: superare i 758 milioni di dollari incassati dal 'Codice da Vinci'. Ci riuscirà?" (Michele Anselmi, 'Il Giornale', 15 maggio 2009)

Ron Howard

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