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La Contrada – Teatro Stabile di Trieste

Il divo Garry

di Noël Coward

Gianfranco Jannuzzo Daniela Poggi

con Gianfranco Jannuzzo

con la partecipazione di Daniela Poggi

 

Adattamento Masolino D'Amico
Regia Francesco Macedonio
Scene Andrea Stanisci
Costumi Fabio Bergamo
Musiche Massimiliano Forza

 

Present laughter, tradotto in italiano come Il divo Garry, è stato spesso considerato un testo in parte autobiografico. La vicenda ruota attorno al personaggio di Garry Essendine, attore di successo, carismatico e bizzarro, mentre si prepara ad affrontare una tournée.
Nel corso di una serie di eventi che sfiorano la farsa, Garry deve fronteggiare i tentativi di seduzione da parte di diverse donne, inclusa la giovane aspirante attrice Dafne e la bella e arrivista Joanna, neo sposa di Harry.

Destreggiandosi tra la sua protettiva segretaria Monica e la sua gelida ex moglie Liz, Garry si ritrova ad essere ossessionato dal giovane e squinternato commediografo Roland Maule, mentre gli grava addosso la paura degli anni che avanzano, con la classica crisi di mezza età.

Scritta e rappresentata per la prima volta nel 1939, come corollario alla commedia This happy breed, Present laughter diventa parte di una sorta di trilogia sulla middle-class inglese che si completa nel 1941 con Spirito allegro.

Lo stesso Coward interpreta Garry Essendine nella prima edizione dello spettacolo, contribuendo al successo dell'opera.

Il ruolo del protagonista con i suoi bellissimi monologhi e la levatura drammatica di certe scene, offre a chi lo interpreta uno dei personaggi più intensi della drammaturgia di Coward.


Nato a Teddington in Inghilterra nel 1899, Noël Pierce Coward esordisce con Ti lascerò questo (I’ll Leave It To You, 1919) e La giovane idea (The Young Idea, 1922).

Il successo del suo teatro, cui l'autore contribuisce anche in veste d'attore, inizia con Vortice (The Vortex, 1924), cui seguono Angeli caduti (Fallen Angels, 1925) e La febbre del fieno (Hay Fever, 1925). In Vite private (Private Lives, 1930) due divorziati s’incontrano durante la luna di miele con i rispettivi nuovi coniugi e decidono di rimettersi insieme: una soluzione che si ripeterà ne Il divo Garry.

Pur legato alla formula della commedia brillante e sofisticata, come Partita a quattro (Design for Living, 1932), Coward ha saputo rendere bene anche l’atmosfera crepuscolare in Vita tranquilla (Still Life, 1936), entrambi tradotti in film, il primo da Ernst Lubitsch (1933), il secondo da David Lean con "Breve incontro" (Brief Encounter, 1945). Anche Spirito allegro (Blithe Spirit, 1941) ha avuto una versione cinematografica (1945, regia di Lean).

Coward resta sostanzialmente fedele alla commedia da salotto, di cui ha attualizzato i contenuti con una carica di superiore spregiudicatezza.

Ne esce un quadro disincantato della borghesia inglese tra le due guerre. Ma il dialogo - dove la comicità scaturisce dal contrasto tra la banalità delle battute e il contesto in cui vengono pronunciate - e l’uso sapiente delle pause ne fanno per certi versi un precursore di Pinter.

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