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Le baruffe chiozzottedi Carlo GoldoniRegia di PierLuca Donin
L?autore a chi leggeIl termine Baruffa ?lo stesso in linguaggio Chiozzotto,
Veneziano e Toscano. Significa confusione, una mischia, azzuffamento di uomini o
di donne, che gridano, si battono insieme. Chiozza ?una bella e ricca citt?venticinque miglia distante da Venezia, piantata anch?essa nelle Lagune, isolata ma resa Penisola per via di un lunghissimo ponte di legno, che comunica colla Terraferma. Ha un Governatore con il titolo di Podest? ch'?sempre di una delle prime Case Patrizie della Repubblica di Venezia, a cui appartiene. Ha un Vescovo col? trasportato dall'antica sede di Malamocco. Ha un porto vivissimo e comodo e ben fortificato. Evvi il ceto nobile, il civile ed il mercantile. Vi sono delle persone di merito e di distinzione. Il Cavaliere della citt?ha il titolo di Cancellier Grande, ed ha il privilegio di portare la veste colle maniche lunghe e larghe, come i Procuratori di San Marco. Ella in somma ?una citt? rispettabile; e non intendo parlare in questa Commedia che della gente volgare, che forma, come diceva, i cinque sesti della popolazione. Il fondo del linguaggio di quella Citt??il Veneziano; ma la gente bassa principalmente ha de' termini particolari, ed una maniera di pronunziare assai differente. Ma io non intendo qui voler dare, grammatica Chiozzotta: accenno qualche cosa della differenza che passa tra questa pronunzia e la Veneziana, perch?ci?ha formato nella rappresentazione una parte di quel giocoso, che ha fatto piacer moltissimo la Commedia. Il personaggio di Padron Fortunato ?stato de' pi?gustati. E' un uomo grossolano, parla presto, e non dice la met?delle parole, di maniera che gli stessi suoi compatrioti lo capiscono con difficolt? Come mai sar?egli compreso dai Leggitori? E come potr?mettersi in chiaro colle note in pi?di pagina quel che dice di quel che intende dire? La cosa ?un poco difficile. I Veneziani capiranno un poco pi? gli esteri, o indovineranno, o avranno pazienza. Io non ho voluto cambiar niente n?in questo, n?in altri Personaggi; poich?credo e sostengo, che sia un merito della Commedia l'esatta imitazione della natura. Carlo Goldoni
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