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Sterling
Hayden
Jay
C. Flippen
Marie
Windsor
Elisha
Cook
Coleen
Gray
Vince
Edwards
Ted
de Corsia
Joe
Sawyer
Timothy
Carey
Jay
Adler
Joe
Turkel
James
Griffith
Steve
Mitchell
Pary
Carroll
William
Benedict
Charles
R. Cane
Robert
B. Walling
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The
killing
Anno: 1956
Nazione: Stati Uniti
Durata: 83 minuti
Johnny
Clay, malvivente da poco uscito di prigione, prepara insieme con quattro
complici, il colpo grosso della sicurezza economica. Sono tutti poveri diavoli
falliti e nessuno fà il criminale di professione: un cassiere tradito e
sbeffeggiato dalla moglie, un barista, un pensionato e perfino un poliziotto nei
guai per debiti. La rapina consiste nello svaligiare la cassaforte di un
ippodromo prima che vengano pagate le vincite. Per avere il tempo di compiere
indisturbato la rapina Clay assolda due individui esterni alla gang: un
immigrato russo giocatore di scacchi e formidabile lottatore, che deve tenere
occupati i poliziotti provocando una rissa, e un cecchino che ha il compito di
abbattere il cavallo favorito della settima corsa per ritardare le decisioni
della giuria e lasciare quindi piena la cassaforte. Compiti meno importanti ma
necessari hanno gli altri, compreso il poliziotto, che deve portare via il
denaro che Clay gli passerà. Il piano, perfettamente congegnato, sembra
riuscire. Per Clay poi le cose sembrano mettersi in modo ideale perché il resto
della banda, a colpo avvenuto, viene sterminato in una sparatoria dagli amici
della moglie del cassiere, che aveva avvertito l'amante, sperando una volta
ricca, di poter abbandonare la magra vita coniugale. Folle di rabbia e già
morente, dopo aver provocato la strage l'ometto prima di spirare uccide anche la
moglie. Clay con i soldi e con la sua ragazza si avvia all'aeroporto e quando
sta già per prendere l'aereo un cagnolino taglia la strada al trenino dei
bagagli e la valigia con i dollari cade in mezzo alla pista, i biglietti si
sparpagliano nella notte, due agenti appaiono dietro la vetrata.
Il racconto dà solo una pallida idea del film, non tanto perché in questo vi
sia molto di più, quanto perché conta proprio come vi si racconta il racconto.
Kubrick ha fatto le cose per bene. Ogni dettaglio è curato, non per il genere
ma per un meccanismo che è in buona parte indipendente da esso. Il meccanismo
ha un aspetto di gioco gratuito. Kubrick riprende e accentua il trattamento del
tempo già presente nel romanzo, per niente artificioso ai fini
dell'introduzione del gioco, delle sue pedine e dei suoi regolamenti. La
sequenza iniziale mostra la funzionalità del procedimento che permette di
presentare i vari ambienti della vicenda e la parata dei personaggi, in una
successione logica e non affidata al modo disorganico in cui potremmo avere le
stesse informazioni se seguissimo l'itinerario di uno dei protagonisti. La
situazione dello spettatore è quella di Marvin Unger: non ama il gioco, ma
segue il tutto, puntando su tutti i cavalli e seguendo tutti i personaggi.
Neanche Clay è "colui che conosce" il gioco intero e come andrà a
finire; è solo l'attore principale e per rappresentarlo Kubrick ha scelto il
volto quasi immoto di Sterling Hayden (l'attore più stupendamente impassibile
del cinema americano).
In
contemporanea alla proiezione saranno presentate le opere di Barbara
Pozzi
Il
prossimo film
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