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Forbrydelsens
element
Anno: 1984 - V.M. 14
Nazione: Danimarca
Durata: 104'
Il
Cairo. Il commissario Fisher, tornato traumatizzato
dall'Europa dove ha condotto un'inchiesta su una serie di
omicidi, si confida al suo psicoterapeuta e gli racconta della
sua prima visita a Osborne, il suo vecchio professore, autore
de L'Elemento del crimine, nel quale aveva teorizzato
che un poliziotto debba identificarsi con il criminale per
svelare il mistero della sua condotta. Assunto per condurre
un'inchiesta su dei crimini orribili, Fisher realizzerà fino
a che punto si possa essere vittime delle teorie...
Torna
all'indice"Dal Cairo all'Europa", il viaggio a
ritroso di un detective ossessionato dal punto di vista del
killer. Indaga su efferati delitti e ascolta un vecchio
professore cieco che predica l'immedesimazione tra cacciatore
e preda.
Un
film sotto ipnosi quello con cui esordì nel 1984 il danese
Lars von Trier. Un "cuore di vetro" sorprendente,
che manipola i materiali visivi e psicologici del noir e del
thriller (da Rapporto confidenziale di Orson Welles a M di
Fritz Lang, passando per Tarkovskij) estremizzando il
linguaggio (cinemascope e macchina a mano, barocchismi
sfrontati). L'elemento del crimine fa parte di una trilogia
che comprende anche i successivi Epidemic (1987) e Europa
(1991). Ancora lontano dalla tracotanza teorica del Dogma,
Lars von Trier si permette sublimi "alienazioni temporali
e geografiche", descrive il caos dall'interno, evoca
l'orrore della Storia e contempla con freddezza l'impasse
della Cultura. Per non parlare dell'amore, che nell'Europa
contagiata e virulenta dell'autore si consuma soltanto nelle
fogne.
Il
miglior film del danese, che genio non è ma qui azzecca
magicamente il senso estetico della modernità del
cinema. |