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mercoledì 28 febbraio 2001 - Ore 20:45
Dancer in the dark di Lars von Trier 

di Lars von Trier

Dancer in the dark di Lars von Trier

Jean Marc Barr  Björk

Peter Stormare

 Catherine Deneuve

Vincitore nella sezione Film in concorso della Palma d'oro al 53° edizione del Festival di Cannes.

Björk vincitrice nella sezione Film in concorso della Palma per la miglior attrice al 53° edizione del Festival di Cannes 

Dancer in the dark di Lars von Trier

Anno: 2000 
Nazione:
Danimarca 
Durata:
140 minuti

Lars Von Trier, geniale regista danese, termina con questo musical melodrammatico una sua ideale trilogia al femminile sull'amore e il sacrificio, iniziata con Le onde del destino. Björk, oltre a scrivere la colonna sonora, ha interpretato Selma una ragazza Cecoslovacca emigrata in un'America rurale che cerca di trovare i soldi per far operare il figlio agli occhi. Il film ha trionfato all'ultimo Festival di Cannes vincendo la Palma d'oro e il premio come miglior attrice assegnato a Björk. 

Una vita infame: Selma, una giovane cecoslovacca emigrata in America, fa l'operaia alla catena di montaggio, vive in uno squallido sobborgo di Motorhomes, sta diventando cieca e mette via ogni centesimo per far operare il suo bambino e salvarlo dalla cecità che gli ha trasmesso. Infagottata in vestitini da quattro soldi, con le lenti spesse e lo sguardo sperso di chi non vede quasi più, Bjòrk si arrabatta e viene costretta all'omicidio nell'America appiattita dai colori desaturati che Lars von Trier le ha costruito intorno. La macchina a mano del dogma la insegue, stringe sulla sua faccia e sul suo sorriso che ostinatamente ritorna, non ci risparmia nessun particolare sgradevole degli interni, dell'omicidio disperato (violento, repellente, lungo, come nella vita e come in "Quinto non ammazzare" di Kieslowski), del carcere. E, a tratti, guidata dalla volontà di sopravvivenza di Selma e dalla scelta teorica ed emotiva di Von Trier, si blocca e lascia spazio alle volute ampie e piane del più tradizionale dei generi, il musical: la vita in musica, come ogni tanto ci illudiamo che sia, come non è mai, come solo al cinema può essere. Ogni rumore, o concatenazione di rumori, il battito ritmato di un passo (o di107 fatidici passi), lo stridio di una macchina, le voci e le "entrate" che si accavallano in un processo, il battito di un treno sulle rotaie o quello sordo e terrorizzato di un cuore, tutto serve a Selma per creare davanti ai suoi e ai nostri occhi il sogno di una vita cinematografica, da "Tutti insieme appassionatamente" (che fa da "guida" al film) a "Sette spose per sette fratelli", dal modernismo alla Bob Fosse al vitalismo del musical sovietico anni '50, all'omaggio vivente a Jacques Demy e alle sue "demoiselles" che è Catherine Deneuve, operaia tenerissima, dalla faccia pulita, quasi ringiovanita. In "Dancer in the Dark" (anche il titolo è una citazione minnelliana), ci sono un dolore e un amore enormi, intrecciati appassionatamente nella più impossibile, ma per alcuni anche la più quotidiana delle finzioni: sognare la perfezione del cinema per resistere all'orrore della vita. 

In contemporanea alla proiezione saranno presentate le opere di Matteo Fossati

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