A New York il giovane Peter Parker é allegro e sorridente. La gente ama Spider-Man, ossia la sua identità nascosta di uomo pronto ad arrivare in soccorso di situazioni difficili, e lui è intenzionato a chiedere a Mary Jane Watson, di cui é da sempre innamorato, di sposarlo. Qualcosa però all'improvviso cambia. Una misteriosa sostanza nera finisce all'improvviso sul suo costume che dal consueto, e rassicurante, rosso e blu cambia colore e diventa nero corvino. Peter si sente cattivo, diventa vendicativo e aggressivo. Ora deve fare i conti con l'amico Harry Osborn, che non può perdonargli di aver provocato la morte del padre. Anche Mary lo lascia, e tutto sembra precipitare. La malvagità si impossessa di Peter, e liberarsene diventa la sua sfida più grande. Ci riuscirà dopo aver fatto i conti con i propri rimorsi e aver sconfitto i fantasmi che lo perseguitano. In controtendenza rispetto alle regole del gioco che vedono le major privilegiare Stati Uniti e Inghilterra per le prime visioni, Sony Pictures per il terzo episodio di Spiderman ha scelto di privilegiare alcuni paesi europei.
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Valutazione Pastorale (dal sito dell'Associazione Cattolica Esercenti Cinema (ACEC)) Giudizio: accettabile, semplicistico Il primo "Spider-Man" (2002) e "Spider-Man 2" (2004) hanno incassato ai botteghini di tutto il mondo più di 1,6 miliardi di dollari. E' naturale che la saga continui. Così ritroviamo Peter Parker, ragazzo con l'eterna aria di fanciullo pronto a mettersi una tuta e a volare tra i grattacieli di New York, e con lui Mary Jane Watson e Harry Osborne. Intorno a questi, ruotano altri personaggi, alcuni già visti altri nuovi. In effetti va detto che alcune vicende iniziate nei due titoli precedenti trovano ora una conclusione: per cui conviene conoscere anche quello che é successo prima. Andando a stringere però, si ruota ancora una volta intorno al conflitto tra bene e male. Entrambi sono fuori di noi, nella società in cui viviamo, ma sono, anche e spesso, dentro di noi, facce contrapposte e rifiutate della nostra doppia personalità. Per dire questo, passano 140' di spettacolo certamente dinamico e ben diretto ma non sempre compatto. Arrivano anche momenti di pausa, e troppi effetti speciali limitano la vivacità del lungo, stiracchiato finale (poi c'è un sottofinale tra lui e lei che significa appuntamento al numero 4). Comunque il bene vince, Peter riscatta se stesso e il proprio carattere con il perdono e la ritrovata serenità. Dal punto di vista pastorale il film é da valutare come accettabile e nell'insieme semplicistico. Utilizzazione: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria per un pubblico ampio, anche di ragazzi (le scene legate alla presenza dello Spider Man cattivo in tuta nera rimandano crudezze modeste e non paurose). |
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