Una delegazione cinese arriva in Italia per
rilevare un grande impianto da un'acciaieria in disarmo. Vincenzo
Buonavolontà, manutentore specializzato nei controlli delle
macchine, è convinto che l'altoforno in vendita non sia in buone
condizioni e vuole ostinatamente trovare il guasto perchè non
succedano, com'è già accaduto, incidenti gravi agli operai che
dovranno manovrarlo. Vincenzo scopre il difetto dell'impianto quando
però i cinesi sono già ripartiti con tutto il carico per il loro
Paese. Non ci pensa due volte: vola a Shanghai per consegnare di
persona la centralina idraulica modificata che permetterà
all'altoforno di funzionare perfettamente. Ma lo aspetta una brutta
sorpresa: l'azienda cinese che aveva comprato l'impianto lo ha già
rivenduto ad altri, il capo della delegazione che Vincenzo aveva
conosciuto in Italia è passato a nuovi incarichi e, soprattutto,
nessuno sa o vuole dire dove sia finito l'altoforno...
Valutazione Pastorale (dal sito
ACEC)
Giudizio: Accettabile/problematico/dibattiti
Ha un finale in sospeso questa affannosa e un
po' incongrua vicenda nella quale, accanto a Vincenzo/Sergio
Castellitto, coprotagonista diventa la ragazza e, tramite lei,
la Cina. Una volta si correva sulle deserte strade degli States,
dove si decidevano storie e destini; oggi il nuovo mito degli
scenari 'on the road' si appresta ad essere la Cina, immensa,
sterminata, incomprensibile. Lungo il viaggio Vincenzo osserva
stridori, contraddizioni, situazioni di forte disagio sociale ma
vede anche studenti allegri, divertimento e una modernità che
avanza e tutto travolge. Due facce opposte del 'pianeta Cina',
che forse già sapevamo, ma Amelio ce lo vuole ricordare e le
varie tappe sono osservate con il consueto sguardo delicato e
affettuoso, fatto di voglia di capire e di stare dalla parte dei
più deboli. Il regista però scivola sulla linea rischiosa del
didascalismo e di una certa genericità espressiva. La figura del
buon operaio/tecnico dal cuore d'oro rischia di arrivare fuori
tempo, e un realismo più aspro, scontroso, meno accomodante
avrebbe servito meglio la causa del dialogo con una Cina ormai
vicinissima a noi. Dal punto di vista pastorale, il film, per la
sua serietà di intenti, é comunque da valutare come accettabile,
problematico e adatto per dibattiti.
Utilizzazione: il film é da utilizzare in
programmazione ordinaria, e da proporre in altre occasioni per
avviare riflessioni sul rapporto tra Europa e Cina, tra Italia e
Cina, a livello sociale, cuturale, politico, religioso.