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Borat - Studio culturale sull'America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan

Borat - Studio culturale sull'America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan

 

Il giornalista della TV del Kazakhstan Borat viene inviato negli Stati Uniti per girare un reportage sul più grande paese del mondo. Ma Borat è più interessato a trovare e sposare Pamela Anderson.


Regia Larry Charles
Sceneggiatura Sacha Baron Cohen
  Anthony Hines
  Peter Baynham
  Dan Mazer

Ken Davitian Luenell
Pamela Anderson Sacha Baron Cohen

Valutazione Pastorale (dal sito dell'Associazione Cattolica Esercenti Cinema (ACEC))

Giudizio: discutibile / volgare

Il giornalista fittizio fa finte interviste ma gli interlocutori le prendono per vere e balbettano risposte incerte o accennano reazioni imbarazzate. Lo spunto è quello, magari non nuovissimo, della candid camera; l'obiettivo quello di far emergere quella possibile 'verità' che le paludate inchieste 'ufficiali' quasi mai ottengono. Per fare questo Baron Cohen, comico inglese (é nato a Londra nel 1971), sceglie la strada della provocazione totale, e così, mettendo in atto gesti sconvenienti e pronunciando frasi poco corrette, innesca meccanismi di stupore, di impreparazione individuale e collettiva. Il punto centrale é (o dovrebbe essere) quello di andare a toccare il nervo scoperto della vita civile e sociale americana: la paura delle "invasioni barbariche", ossia tutti gli altri, i non americani, quelli che fanno corsa a parte, che esistono in un universo parallelo. Ne consegue che le tappe di questo "road movie" sono scandite da una ingenuità quasi perversa, da pesantezze visive prolungate, da un approccio a temi quali il razzismo, la libertà, la fede religiosa, improntato a sconcezze varie. Un satira dura, decisa, amara, un umorismo greve che può sollevare qualche risata ma anche essere respingente. E tuttavia non appare fine a se stesso, anche se, va ripetuto, perde il senso della misura per voler appunto strafare, o essere ripetitivo. Dal punto di vista pastorale, l'approccio ad un prodotto di questo tipo cerca di tenere conto da un lato delle intenzioni realistiche, concrete, precise dell'operazione, dall'altro mantiene ben ferma la constatazione che il buon gusto è quasi scomparso all'interno di quel genere narrativo che mette alla berlina vizi e virtù in giro per il mondo. Il film così viene valutato come discutibile, e nell'insieme soprattutto volgare.

Utilizzazione: l'utilizzo é decisamente sconsigliato nella programmazione ordinaria. Qualche recupero può eventualmente essere previsto in occasioni mirate, laddove sia possibile accompagnare la proiezione con opportuni interventi di supporto. Molta attenzione è comunque da tenere in vista di passaggi televisivi o di utilizzo di VHS e DVD.


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