The Black Dahlia racconta una storia di
ossessione, amore, corruzione, avidità e depravazione basata sul
brutale omicidio di una starlet di Hollywood nel 1947, che colpì e
commosse la nazione in quegli anni e resta a tutt'oggi irrisolto.
Due poliziotti ex-pugili, Lee Blanchard e Bucky Bleichert, sono
incaricati di indagare sull'omicidio dell'ambiziosa attricetta Betty
Ann Short detta "The Black Dahlia", un crimine così orrendo che non
ne vennero mai mostrate le immagini al pubblico.
|
| Regia |
Brian De Palma |
| Sceneggiatura |
Josh Friedman |
| Dal romanzo di |
James Ellroy |
|
| Josh Hartnett |
Scarlett Johansson |
| Hilary Swank |
Aaron Eckhart |
| Mia Kirshner |
Noel Arthur |
| Judith Benezra |
Mike Starr |
|
Il sito ufficiale del film
Valutazione Pastorale (dal sito
dell'Associazione
Cattolica Esercenti Cinema (ACEC))
Giudizio: Accettabile, riserve, scabrosità
L'episodio é reale. Elizabeth Short era nata nel
1924 nel Massachusetts e a 19 anni si era trasferita in
California col sogno di fare l'attrice. Su questa vicenda James
Ellroy ha lavorato con puntiglio, raccogliendo molto materiale.
Il libro "Black Dahlia" é uscito nel 1987. "Ho dovuto affrontare
un percorso molto lungo con Elizabeth Scott e scrivere 'The
Black Dahlia' prima di poter parlare di mia madre" dice Ellroy.
Com'è noto l'omicidio della mamma del romanziere americano
avvenne nel 1958 ed é al centro di "I miei luoghi oscuri"
pubblicato nel 1996. Si vorrebbe quasi continuare a parlare
dello scrittore, ma c'è un film e bisogna dirne qualcosa. E' che
De Palma é ancora una volta bravissimo nel costruire l'azione
secondo un linguaggio misto tra attualità e passato: ossia
proprio quel clima del cinema 'noir' del secondo dopoguerra alla
Tourneur, o alla Hawks. Ma alla lunga la perfezione del regista
sfocia in un certo, insistito manierismo e la fotografia pastosa
di Vilmos Szigmond accresce la sensazione di un racconto la cui
magmatica materia prevale sulle ragioni della sintesi.
L'affresco si dilata troppo, affascinante sul piano visivo ma
dispersivo su quello narrativo. Lo scavo nella 'amoralità' del
luogo e nell'inferno delle menti emerge tuttavia con sufficiente
chiarezza, e senza compiacimenti. Dal punto di vista pastorale
dunque il film, nella sua dimensione anche di denuncia, può
essere valutato come accettabile, sia pure con riserve per
alcune scabrosità presenti.
Utilizzazione: il film é da utilizzare in
programmazione ordinaria, con attenzione per la presenza di
minori. Stessa cura, esoprattutto per i più piccoli, é da tenere
in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.