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Locandina di "Mr. Bean's Holiday" - con Rowan Atkinson

Sabato 21 aprile Ore 21:00
Domenica 22 aprile Ore 16:00 e 21:00
Martedì 24 aprile Ore 21:00
Mercoledì 25 aprile Ore 21:00

Vieni al cinema alla domenica sera. Costa meno!

Vincitore del Primo Premio della lotteria organizzata dalla parrocchia, Mr. Bean parte con una videocamera nuova di zecca per una settimana di vacanza nel Sud della Francia. Il punto di arrivo é Cannes durante il periodo di svolgimento del Festival del Cinema. Prima di raggiungere la località balneare però succede di tutto: treni persi, bagagli smarriti, l'improvvisa compagnia di un bambino figlio di un regista russo in giuria al festival, l'incontro con Carson Clay, regista americano, e con Sabine, attrice nell'ultimo suo film. Finalmente sulla Croisette, Mr. Bean riesca a salvare Clay dal flop cui si stava avviando la proiezione del suo lungometraggio. E dopo tutti sulla spiaggia per festeggiare con un canto corale.

Regia Steve Bendelack
Sceneggiatura Richard Curtis
  Robin Driscoll
  Simon Mcburney
  Hamish McColl

Rowan Atkinson Willem Dafoe
Max Baldry Stéphane Debac
Karel Roden Jean Rochefort

Valutazione Pastorale (dal sito dell'Associazione Cattolica Esercenti Cinema (ACEC))

Giudizio: accettabile, semplice

A dieci anni di distanza ("Mr. Bean - L'ultima catastrofe", 1997, ma nel frattempo è apparso anche in altri titoli), Rowan Atkinson recupera il personaggio che gli ha dato popolarità in televisione, e ci riprova con il cinema. Mr. Bean è sempre quello che abbiano conosciuto. I suoi parenti più prossimi abitano nel cinema muto più che in quello rumoroso contemporaneo: pochissime parole, qualche grugnito, e soprattutto smorfie, dinamicità di corpo e di gambe. Una comicità affidata al movimento dei muscoli e la conferma che Mr. Bean é, anche nel terzo millennio, un candido, un ingenuo, un pesce fuor d'acqua. Alcune disavventure sono divertenti, altre un po' stiracchiate. Non ci sono volgarità, né grossolanità. Il comico "vecchio stile" non ne aveva bisogno. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come accettabile, e del tutto semplice.

Utilizzazione: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, certamente per tutti.

La critica

"'Mr Bean's Holiday' di Steve Bendelack è molto divertente e anche qualcosa di più. In tempi di 300 questa comicità elegante e anacronistica, che cita Jacques Tati ma anche Peter Sellers, è un toccasana per chi crede ancora nel buon gusto. Che i bambini corrano allora a vedere Mr. Bean che, tra una smorfia, un equivoco e un monosillabo, va in Costa Azzurra costi quel che costi. Durante il viaggio adotterà un bambino russo, proverà a rubare un motorino che va a due allora (il proprietario lo inseguirà camminando: esilarante), rovinerà le riprese di un film (momento 'Hollywood Party'), si innamorerà di un'attrice e piomberà al Festival di Cannes vestito da vecchia megera. A fare le spese della sua presenza catastrofica un regista americano idiota deliziosamente interpretato da Willem Dafoe. Viva, viva Mr. Bean, qui nemmeno meschino ma romantico e paterno. Un eroe fuori dal tempo. Peccato sia il suo ultimo film." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 6 aprile 2007)

"Fin al titolo 'Mr. Bean's Holiday' si dà un modello di ambizione smisurata: il classico 'Le vacanze di 'Monsieur Hulot' di Jacques Tati. Col lunare 'Monsieur', il comico inglese reso noto dalla tv ha due tratti in comune: non usa un linguaggio articolato e provoca piccole catastrofi ovunque vada. Peccato che, per altri aspetti, Bean e Hulot siano agli antipodi: se il secondo è un signore amabile e discreto, goffo da far tenerezza, l'altro viaggia ai limiti della scemenza, ricorre di continuo a smorfie e deformazioni facciali, non disdegna gag disgustose. Qualche risata, comunque, ci scappa: anche nel finale, che riprende il vecchio espediente di mettere alla berlina presunzione e ingenuità dei festivalieri. Però Atkinson e il suo eroe faticano a reggere il fiato del lungometraggio e anche gli attori di supporto sono ridotti a macchiette." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 6 aprile 2007)

"Anche quelli di noi che trovano Mr. Bean insopportabilmente irritante non potranno resistere alla scena in cui si esibisce in un grottesco karaoke dimenandosi sulle note di mr. Bombstic. In pieno global marketing, il film si svolge fra Inghilterra e Francia ed è interpretato da un cast anglo-franco-russo." (Paola Casella, 'Europa', 6 aprile 2007)

"Mister Bean al cinema funziona? E' una delle grandi domande del XX e XXI secolo. E ha riguardato tutti i comici nati nell'inesauribile serbatoio della tv britannica. Tipo: Borat al cinema, funziona? Secondo noi, no. Benny Hill al cinema funziona? E chi lo sa, il laido ciccione andato in onda per venti anni su Thames Television ha sempre avuto il buon gusto di non tracimare nel grande schermo. Mr. Bean, invece, ha fatto il salto nel 1997 e si è subito annacquato: la sua comicità è fulminante nel breve ma non regge la dimensione del lungometraggi, a meno di diventate ripetitiva e parossistica. In questo nuovo 'Mr. Bean's Holiday', poi, l'omaggio/plagio al mitico 'Le vacanze di monsieur Hulot' di Jacques Tati è troppo diretto; e siccome Mr. Bean va in vacanza a Cannes, sulla Costa Azzurra, ci scappa anche una strizzatine d'occhio al festival del cinema come in 'Hollywood Ending' di Woody Allen. (...) Ci vorrebbe un grande regista (come John Landis, capace di cavare cinema dai pazzi di 'Saturday Night Live') e Bean non ce l'ha. I suoi film continuano ad essere versioni espanse degli sketch tv. Ovviamente si ride, come no? Ma sempre con il telecomando a portata di cervello."(Alberto Crespi, 'L'Unità', 6 aprile 2007)

"Atkinson non è Tati, ne Chaplin, ne Buster Keaton, ma le sue ambizioni sono intuibili. Il risultato è deprimente e dopo due film, il primo era 'L'ultima catastrofe' (1997), medita di girarne un terzo. In guardia." (Adriano De Carlo, 'Il Giornale', 6 aprile 2007)

"Citazioni a man bassa, ma divertimento franto nella nuova avventura francese di mr. Bean che vorrebbe fare monsieur Hulot: vince in premio una vacanza con telecamera a Cannes, il che permette alla farsa di giocare grossolanamente al cinema nel cinema nei luoghi del festival, col gossip cinefilo d'autore. Il resto è una serie di gag stanche on the road (...) Rowan Atkinson è più sfigato di Paperino e del Coyote, ma le sue smorfie mute, un tempo ciniche e geniali, ora saturano, hanno perso carica e simpatia, son prevedibili e consunte dall'uso. Ha giurato che è l'ultimo Bean, comunque di troppo: difficile farsi contagiare dall'allegria di cui fan le spese gli spot e i frutti di mare, guardati a vista da Jean Rochefort." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 6 aprile 2007)

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